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Ciambella Vegana ai Semi di Papavero profumata agli Agrumi con sciroppo all’Arancia Rossa

Il predicozzo non è mai interessante nonché equilibrato in generale. Non metto a tacere mai la parte “estrema” di me, riguardo alimenti/cibo e annessi, per impostazione o costruzione. Rimane lì tranquillamente sopita senza bisogno di gridare proprio perché mi sono sempre reputata sbagliata in tutto tranne che in una cosa di cui sono orgogliosa: l’essere rispettosa. Lo sono delle idee altrui, seppur parallele alle mie. Non reputo mai nulla giusto o sbagliato. Saggio o folle. Solo diverso;  seppur  incomprensibile nel mio iperuranio, è degno comunque dello stesso valore che attribuisco alle “mie idee”. Ieri quando affibbiavo i link alle trenta ricette con l’Arancia giusto per qualche spunto ho sentito un fremito alla vista dell’Anatra. E di altro. Ho cancellato istintivamente il link dicendomi che la carne è il male assoluto. Che la carne porta al tumore sicuro. Che la carne è.

Per poi provare tenerezza per me. Quasi al punto di desiderare la possibilità di abbracciarmi e tranquillizzarmi. E mi è apparsa Agata con il suo “patata, smettila” che mangia Sushi. Che mangia pollo fritto e patatine. Per ricordarmi che non è morta. Per questo. Eppure è difficile crederlo davvero, mettendo a tacere quella voce che cerca di farmi morire di dolore. Allo stesso modo quando vedo papà mangiare la Carne; che per un sadico scherzo del destino è la cosa che, nonostante stia facendo una chemio continua da quattro settimane,  desidera di più.

Non è colpa della Carne.

Non è così. O per meglio dire non è propriamente solo così. Nascondersi dietro le proprie convinzioni trincerandosi in dogmi costruiti ad hoc da forme masochistiche è doloroso. In alcuni ottiene un effetto diverso. Quello della “verità assoluta in pugno”. Su di me, purtroppo dotata di infinite sfaccettature o personalità come vogliamo definirle, sortisce l’effetto totalmente contrario. Proprio perché rispettosa mi metto in gioco. Riformulo. Ragiono nuovamente. Per non rimanere ferma in un punto. Lo circumnavigo e non ci sto ferma sopra. Atteggiamento che mi fa sperare di scoprire nuove angolazioni e punti. Nuovi scenari e coreografie di danze intorno a questo punto.

Potrei dire che una Torta Vegana oggi sia un caso ma mentirei. Nel Veganesimo e nelle sue convinzioni radicate si nasconde un disagio fortissimo perché l’equilibrio non è mai nell’estremismoUn concetto tanto semplice quanto complicato e poco applicabile per certi versi. Nel Vegetarianesimo, al contrario, a mio modestissimo avviso si nasconde un mondo di riflessione. Valutazione. Ricerca di se stessi e della verità. E’ un po’ come l’omosessualità. Ci sei nato o diventato? Hai qualche turba psicologica? E’ una malattia?

Essere Vegetariani è essere omosessuali nella sfera alimentare. Essere Vegani è essere dei pervertiti (non c’è bisogno di specificare che si intende nell’immaginario più comune e limitato).

Per fugare ogni dubbio o curiosità confesso, come farei senza problema alcuno nel caso fossi omosessuale, che io sono nata “malata e pervertita”. Non avevo neanche sei anni, come ho raccontato più volte, quando ho capito che la coscia del pollo era la stessa con la quale deambulava nell’aia di mia nonna prima di essere appeso per il collo sgozzato. Come un bimbo omosessuale gioca con le scarpe delle mamma e i rossetti. Io guardavo la coscia di pollo con sospetto. Ed è il rispetto per le mie idee e per quelli degli altri che mi dà tutta la forza disperata per continuare la ricerca. La più difficile. Quella di accettarmi e volermi bene anche solo un po’ senza lasciarmi andare alla parte più distruttiva. A volte mi fermo a pensare troppo a quello che non dovrei. Allo stesso modo con le speranze e i sogni, com credo tutti facciano. Quando parlo con lui immaginando il nostro bambino sono momenti di estrema tenerezza. Pieni di paura. Non importerà mai veramente se mio figlio amerà maschi o femmine. Se sarà vegetariano o carnivoro. Se sarà crudista o vegano. Se ingegnere o lattaio. Importa che sia rispettoso. Delle sue idee e seppur con difficoltà soprattutto di quelle degli altri. Umile e Rispettoso. Voglio e pretendo solo questo. Come per me, del resto.

La mia idea è che almeno bisogna provarci. Nel contesto odierno e di quello su cui sto sproloquiando, intendo. La mia idea è che sì nell’estremismo non vi sia l’equilibrio e la verità ma una volta ogni tanto, mi sia concesso, è importante ribadire che la Carne può essere anche causa di diverse forme di tumore. Luminari come Veronesi e altri scienziati (che ci hanno garantito decenni di vita in più dedicando la loro vita a quella degli altri) lo ribadiscono e sminuire tutto questo con convinzioni come “una fetta di carne non ci ucciderà” è ridicolo. E’ piccolo. E nel mio vocabolario la parola piccolo è quanto di più basso possa esserci. La Dieta Vegana, moda delle vip e star “fai la dieta vegana per un mese e torni in forma” sono forme di pochezza e vuoto neuronale. Non si demonizzano gli omosessuali fingendosi più maschi. Non si demonizzano i vegetariani al grido di Paninozzo alla Man Vs Food.

Lo sciroppo di Vita è nella Ricerca. Di se stessi. Medica. Di quello in cui si crede.

La Ricerca è l’unica forma di evoluzione. Mai la staticità e le convinzioni che qualcosa sia assolutamente giusto o assolutamente sbagliato. La Ricerca è la Vita. Ed è per questo che bisogna sostenerla. Nel caso specifico di oggi per quanto concerne l’AIRC e il 25 Gennaio con la Giornata delle Arance della Salute. Negli altri ambiti e contesti per quanto riguarda i restanti 364 giorni della nostra vita. Sempre. Ricercare continuamente. Girare intorno ai punti di convinzione. Definirsi. Trovarsi. Nell’estremismo non c’è l’equilibrio ma nella staticità c’è la morte. Convincerti che i Vegetariani-Vegani siano dei pazzi squilibrati e che i Carnivori siano persone normali e sane di mente è quanto di più piccolo. Di più piccolo possa esserci.

Fortunatamente c’è ancora chi ambisce a essere e costruire qualcosa di. Grande.

Una Ciambella Vegana, forma di estremismo provocatorio quest’oggi, stupirà per quanto sia oggettivamente buona. Lo sciroppo di Arancia sopra farà il resto. Riempendoti la bocca di speranza. E di zucchero per un futuro illuminato da mille Soli Arancioni. 

Tralasciando per un attimo  tutto il ticchettio precedente, ci tengo tantissimo a segnalare (dovrei farlo quotidianamente perché merita a dir poco) lo spazio di Agnese e il suo Food Therapy. Stoltamente la seguo assiduamente da poco. I motivi sono così bizzarri che neanche li elenco. Basta sapere che pensavo fossero tre persone diverse. La mia età, i suoi  nick diversi e la mia mancanza di ferro e cervello  (non è colpa del veganesimo, eh *segue pernacchia*) hanno fatto il resto. Ho visto la sua adorabile/goduriosa Citrus and Poppy Seeds Cake proprio il giorno che scattavo le foto a questa. Confesso in tutta onestà che alle vista della sua meravigliosa preparazione mi sono detta che sarebbe stato saggio buttare la mia dal balcone e rifare la sua. Sarebbero stati tutti molto più felici qui in casa (ahem gliel’ho dovuto promettere anche perché il Nippotorinese era dell’avviso che lanciare questo ciambellotto del balcone era comunque cosa buona e giusta). Tolta l’assenza di uova però non ci sono così tante differenze (ci state credendo? io no). Sta di fatto (eddaifacciamociunsorrisotutti. Vegani-Vegetariani-Carnivori-Crudisti MACHECEFREGA? Sotterriamo i mattarelli). L’ho visto proprio come un segno. 

Un segno nascosto in un campo di papaveri.

E i papaveri hanno un ricordo molto importante nella mia vita.

(Qualche fermatempo di Treviso e di quello sterminato prato lo trovi qui)

Domani tra l’altro Agnese con Food Therapy organizza pure un Brunch (qui l’evento su Facebook) e questa distesa di granellini scrocchierà nei palati fortunati di chi ci andrà. Fossi ancora in quel campo ci separerebbero meno chilometri e verrei correndo.

A proposito di corsa: Hai già trovato la Piazza dove comprare le Arance, vero? E soprattutto prometti solennemente di ridurre l’uso della carne? (Vi ho rincretinito perché alla fine volevo solo strapparvi questa promessa. E’ una tecnica subdola la mia. Confondere. Fuorviare. Condire con qualche elemento romantico e poi. Strappare promesse. Ma di quelle che fanno bene. Al mio cuore ferito e soprattutto a chi voglio bene. E io vi voglio bene. MANGIATE MENO CARNE O VI CORCO DI MAZZATE)

Forse sul finale ho degenerato un po’ o sbaglio?

Che sia un fine settimana senza carne. Ahem. Meraviglioso. Volevo dire Meraviglioso e senza carne.

Fa anche un po’ cheap ribadirlo perché oggi è giusto solo comprare le Arance. Ma cheap o non cheap ho giurato di dedicare la mia vita alla Ricerca. Nel mio piccolo e per quanto mi è possibile quindi ricordo che il mio ricavato del Libro e contratto con la casa editrice è interamente devoluto all’AIRC. 

Ingredienti

  • 300 grammi di Latte di soia
  • 300 grammi di Farina OO
  • 50 grammi di Amido di Mais
  • 60 grammi di olio vegetale
  • 160 grammi di zucchero (di canna, meglio)
  • 100 grammi di semi di papavero
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • la scorza di un limone non trattato, grattugiata
  • la scorza di un’arancia non trattata, grattugiata
  • il succo di mezza arancia

Lo sciroppo

  • 200 ml di succo di arancia (anche 100 ml di succo di arancia e 100 ml di succo di limone per un sapore più intenso e agrumato
  • 160 grammi di zucchero
  • 110 ml di acqua

Lavora tutti gli ingredienti insieme con l’aiuto di un’impastatrice, bimby, sbattitore elettrico, olio di gomito e vai di cucchiaio. Ottenuta una consistenza dove tutti gli elementi sono ben amalgamati cuoci a 180 già caldo. Se non adoperi il silicone olia la teglia e infarinala un po’. Cuocila per 40 minuti ma controlla con lo stecchino di legno. Quando asciutta tira fuori e lascia raffreddare. In un pentolino fai amalgamare tutti gli ingredienti dello sciroppo e fai raffreddare anche questo prima di versare sulla Ciambella. Si conserva benissimo a patto che venga tenuta in un luogo asciutto. Pur essendo una ciambella vegana non si sente affatto il sapore eccessivo della farina e dell’olio. Chi è particolarmente goloso è meglio che aggiunga più zucchero. E’ un dolce adatto per colazioni-brunch o merende e perfetto per l’inzuppo (ma non terrorizzarti. Non è così compatta) o per accompagnare un tè.

Mangia meno carne o vengo a prenderti e ti trascino qui per i capelli. No un attimo. Io non ero estremista e violenta. Io ero pacifica e rispettosa delle idee altrui. ESCI DA QUESTO CORPO *disse buttandosi addosso spremuta di arancia benedetta (chiamate il 118. Non ce la faccio più).

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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