Sul Centrifugato di carote e zucca

La zucca si può centrifugare, sì!

Del Centrifugato di Zucca

Amo il centrifugato di zucca che ho scoperto grazie alla mia amata Ombretta. Come amo il centrifugato di cavolo, che riesce a depurarmi l’organismo. In un fantomatico duello Cavolo-Zucca/Carota però non vedo un vincitore certo. Uno scontro titanico alla stregua di Ivan Dracarota Tispiezzoindue- Cavolo Balboa, per dire. Devo solo smetterla di immaginarmi, adesso, Brigitte Nielsen sugli spalti con il decoltè pericolosamente in mostra (solo io ho seguito su Sky la trasformazione dell’ex Signora Stallone che si è dilettata in un reality show a basso costo dove si rifaceva in toto dentro una clinica svizzera o posso condividere con voi qualche aneddoto? Dammi delle conferme, ti prego).

Comunque non lo so come finisco sempre a parlare di trash piuttosto che seguire un filo apparentemente logico (?) seppur bizzarro. Comunque il centrifugato di carota insieme a qualche goccia di limone è il mio buongiorno prima di salire sul tapis roulant. Nonostante la carota mi piaccia solo così, con un goccino di limone acidulo o al massimo una bella arancia spremuta, ho scoperto che un sessanta per cento di carota, trenta per cento di zucca e dieci per cento di arancia o in alternativa limone diventano un centrifugato capace di avvolgerti e coccolarti. Uno sprint perfetto per cominciare, magari in abbinamento a qualcosa che potrei identificare con una manciata di datteri, mia droga perenne del periodo che ha surclassato i fichi secchi. Per non parlare del tanto amato sciroppo di datteri che nel latte di soia con gli All Bran riesce a farmi dimenticare pure quanto sia dura a volte la giornata che devo affrontare. Basta insomma un centrifugato di carota e zucca, qualche dattero, una corsetta e tutto quello che mi ha insegnato papà viene a galla riportandomi al mio status supremo di felicità.

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13 COMMENTS

    • Ombrella ha un unico rimedio contro un colore così: berlo tutto, berlo subito, prima che lui beva me. o che concluda l’offensiva visiva riducendomi a un cumuletto nero che si rotola per terra stropicciandosi i gli occhi.

  1. ahhhhh la separazione dei fluidi
    vabbè, mi sono persa. voglio sapere tutto di msr Stallone.
    protendo inutilmente le mani verso le foto.

    (tipossoabbracciarefortissimo? <3 )

  2. Ti dico solo una cosa… Frugolino ha iniziato a mangiare le carote… crude… le mangia!!!!!!! 🙂 Ed io quest’inverno gliele centrifugo insieme alle arance!!! <3

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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