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Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Il sabato e la domenica diciamo che è un extra tour e non propriamente quello pasquale. La verità la sai: smistamento ricette in archivio (questa è di gennaio 2019, quindi neanche troppo datata) e allenamento per non perdere la mano. Sia io che te, intendo. Che ne dici? Un post al giorno è troppo, vero? Rimpiangi un po’ i tempi in cui scomparivo per mesi, lo so. Come darti torto del resto? In questi giorni in cui sto sistemando tutto il tour Pasquale (mancano le illustrazioni e comincio a credere che non ce la farò mai) mi sto letteralmente intontendo con serie tv e film. Prima quando scrivevo avevo necessità del silenzio assoluto mentre adesso per un problemino di salute, di cui ti parlerò presto credo, non posso stare totalmente senza suoni perché arrivo a stare fisicamente male; ergo sono costretta a un piccolo sottofondo che mi aiuti e che riesca a farmi minimamente concentrare. Il primo periodo è stata dura davvero perché sentire gente urlare, sparare, amarsi e scuoiarsi minava la mia labile sanità mentale. Se poi mi leggi da un po’ conosci la mia passione horror/thriller. Di fatto però non ho scelto sorprendentemente solo i miei generi preferiti ma mi sono anche lanciata in visioni che mai avrei creduto mi avrebbero potuto interessare. Ho visto “Isn’t romantic?” su Netflix e me ne sono perdutamente innamorata tanto poi da costringere mamma, amiche e parenti a vederlo (e non accade mai che mi impunti così tanto). Ho rivisto con piacere Hannibal, il seguito de Il silenzio degli innocenti che fosse solo per la scena finale e un po’ di Uffizi qua e là vale la pena vedere e ho ricominciato per la milionesima volta The Walking Dead. Niente da fare però. Dopo la seconda puntata mi chiedo perché io ci stia riprovando e via: chiudo tutto. Ho tentennato per trenta microsecondi su Gossip Girl e Sex and the city (mai visti) ma poi sono tornata in me e d’accordo il trash ma no. Non sono ancora arrivata a quello stadio di esaurimento.

Veronica rimane su Netflix l’horror migliore degli ultimi anni ma vorrei ancora e ancora nuove puntate di Chef’s Table o la seconda serie di Samurai Chef; che nessuno ne parla più e sto cominciando a preoccuparmi. Insomma per dire che pian pianino sto ritrovando la misura. Il tempo. La voglia. E gli ingranaggi si stanno abbracciando nel mondo corretto.

 

Queste farfalle sono condite con un pesto a base di avocado e basilico. Non c’è niente di più facile che lavorare con il frullatore a immersione dell’avocado maturo insieme a qualche foglia di basilico, pinoli, parmigiano e poco sale. Niente, davvero. Lo assaggi per sicurezza in modo da aumentare qualche quota di ingrediente e il gioco è fatto.

La pasta corta è perfetta ma ho provato una versione leggermente diversa con gli spaghettini numero tre e devo dirti che -mamma mia- erano di una bontà inaudita! Le farfalle non le ho mai in casa. Le avevo usate per delle illustrazioni (sono la solita, sì) ed essendone rimaste un po’ ho fatto fuori il pacchetto. L’avocado cotto continua a convincermi sempre di più. In questo caso non è tecnicamente cotto ma diciamo che cotto e nei piatti caldi, ecco, continua sorprendentemente a convincermi rispetto agli anni precedenti. Poi non parliamo di quello all’occhio di bue (ne ho parlato su RunLovers)! Anche semplicemente cotto in forno con patate ed erbette. Hai mai provato?

 

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