Hasselback Pumpkin

Mica ci sono solo le Hasselback potato!

L’invasione su Pinterest. Lo scorso anno poi non sono riuscita a provarla ed eccola appena sfornata. Una zucca butternut -che in Italia chiamiamo violina- che ha quel retrogusto di nocciola strepitosamente buono. Dopo le hasselback potato, intagliate e infornate, la moda dilagante con la zucca ha preso piede. Se, come nel mio caso, la buccia non è troppo spessa puoi pure mangiarla perché è commestibile. Io onestamente la tolgo perché ho paura di ripercussioni intestinali e lotte interne (sono la solita catastrofica, sì).

Facilissima da preparare

fa fare un figurone sia se la servi intera che a fette, perché è adorabile pure porzionata così. La lavi per bene, la intagli, carta da forno e via. Il condimento lo scegli secondo il tuo gusto. Io ho spennellato tutta la superficie della zucca con olio extra vergine d’oliva, sale, aceto balsamico di buonissima fattura e un po’ di zenzero fresco grattugiato, qualche grano di pepe. A 180 per 20-25 minuti massimo ed eccola qui. Il contrasto con l’aceto balsamico -che caramella un po’- è paradisiaco. Mi piace moltissimo esteticamente e non solo. Poi con i semini, che devi togliere, puoi tostarli salarli e via: farci l’aperitivo.

E tu? Hai mai provato la Hasselback Pumpkin?

Vorrei parlare di zucca, zucca e ancora zucca. Non mi stanca mai (e spero che non stanchi mai anche te. Scusa in Autunno sono un po’ monotematica!). In diversi blog o food network americani ho visto che è consuetudine infilare anche pezzetti di burro tra una fetta e l’altra. Sarà too much? mesadesì. Quello che ho notato è che in moltissimi mettono le noci pecan frullate e tostate sopra. Mi è proprio venuta voglia di provare. Anzi mi è venuta in mente pure una versione che sicuramente sarà golosissima. Appurato che la zucca accostata al burro d’arachidi in versione dolce è un idillio sono sicura che anche con la crema al burro d’arachidi (che trovi qui) versione salata sarà: Stre-PI-To-SAAA!

Ti faccio sapere, presto. Ho già l’acquolina in bocca.

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Ho due account: iaiaguardo e maghetta. Su iaia cucino e deliro giornalmente. Su maghetta disegno e dipingo.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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