Il rito del matcha

Tra i vari tipi di tè quello verde ha la maggiore diversità in termini di sapore, aroma e aspetta. La differenza del sapore è determinata da come la foglia viene coltivata e utilizzata dal terreno ma anche dalle condizioni ambientali e atmosferiche in cui è cresciuta. La stabilizzazione, la vaporizzazione, la torrefazione e l’essiccazione. Sono tantissimi i fattori che influiscono fortemente.
Il rito del tè in Giappone è strettamente correlato alla diffusione del Buddismo. L’argomento è vastissimo e ci sono molti importanti cenni storici, che per i più appassionati, possono essere approfonditi senza problemi (a tal proposito ti piacerebbe che ti parlassi dei miei libri preferiti sul tè?). Durante la cerimonia del tè viene usato il matcha, una polvere di tè finissima dal colore verde intenso che -come gran parte della varietà di tè- proviene anticamente dalla Cina. Cha No Yu, la cerimonia del tè, è letteralmente “l’acqua calda del tè”. Cerimonia dove armonia, rispetto, purezza e tranquillità si fondono tra di loro.
La tazza: Chawan
Spatola di bambù: Chashaku
Mestolo di bambù: hishaku
Frustino di bambù: Chasen

La tazza deve essere riscaldata dapprima con acqua calda e poi pulita (dal maestro del tè) con un pano di seta che è appeso alla cintura del kimono. Con la spatola va versata la quantità di matcha nella tazza. La “spuma di giada” può essere ottenuta solo usando il frustino di bambù.

Ci vogliono anni di studio – decenni- per imparare l’arte della cerimonia del tè. Bisogna comprenderne lo spirito e la filosofia. Nel nostro piccolo possiamo concederci questo piccolo rituale, cercando di replicare piccoli e semplici passaggi, che nascondono però tradizioni e riti importanti.
L’acqua deve essere intorno ai 70-80 gradi mai di più. Bisogna usare generalmente -gusto a parte- un grammo circa di polvere che corrisponde alla quantità contenuta sulla spatola, il chashaku.

Dopo aver riscaldata la tazza con poca acqua, che andrà buttata. Asciugato la tazza. Versa il matcha e pochissima acqua. Con il frustino lavora fino a ottenere una sorta di “pastella” non troppo compatta. Solo dopo versa la restante acqua e bevilo respirando a fondo e inspirando a piccoli sorsi. Se lo fai con gli occhi chiusi diventerà un momento intimo, spirituale e importante.

Il matcha si sposa benissimo con il cioccolato bianco e tutto quello che riguarda il mascarpone, le uova e i formaggi a pasta morbida. Oltre a preparazioni dolci si possono fare tante preparazioni salate. Sarà il protagonista di molte preparazioni che presto verranno pubblicate.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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