Rainbow Spaghetti e Pride Month

Degli spaghetti davvero speciale

La parata del Pride, conosciuta più come Gay Pride, negli anni è diventata qualcosa di più inclusivo ancora. È diventata la marcia dell’orgoglio non solo omosessuale ma di genere. Oggi infatti non viene più chiamata Gay Pride, la marcia, ma solo Pride e il mese è quello che stiamo vivendo attualmente: Giugno. E il motivo chiaramente risiede in qualcosa di davvero importante da non dimenticare. Negli ultimi anni il Pride, inoltre, è diventato un modo per “schierarsi”. Assolutamente una voce politica. Ognuno con il proprio mezzo di comunicazione può supportare l’evento a prescindere dal genere. I diritti civili sono un diritto di tutti (che strano scrivere ovvietà).

A marciare, al Pride, devono esserci a maggior ragione chi come me assurdamente reputato “normale” non ha mai dovuto lottare o sentirsi sbagliato e in un corpo diverso. Persone come me -fortunate, privilegiate e bianche- sono le prime a doversi schierare e lottare scendendo in piazza, contribuendo artisticamente, comunicando in ogni forma, varie ed eventuali. Nel mio piccolissimo, come gran parte dei Food Blogger/Content Creator in principal modo stranieri sui diversi social, ho voluto dedicare questo mese al Pride Month preparando cibo ancor più colorato del solito (e sostenendo economicamente delle realtà che vivono per questo). Bowl, Poke, Dolcetti, insalate e tantissimo altro (ho in forno proprio una Pavlova. Vediamo se regge!).

Quello che possiamo fare?

Quello che possiamo fare è cercare di cambiare punto di vista, qualora ne avessimo uno diametralmente opposto. Perché, semplicemente, si è dalla parte sbagliata. Fa sorridere questa arroganza, vero? Ma mai verità potrebbe essere più grande. Chi si ostina a vedere persone di serie B, persone diverse, persone da emarginare, persone da giudicare, persone da controllare, persone da guarire, persone da redimere, persone malate psicologicamente, persone deviate, persone immorali: non è una persona.

Non è una persona.

Tutto quel meraviglioso e colorato resto, sì.

Il Pride non è mai stato una carnevalata. Se viene intesa come una parata colorata dove ci si trucca, bacia e si indossano parrucche: semplicemente non si conosce. E chi non conosce, in generale e in questo specifico caso, dovrebbe tacere. E studiare, possibilmente. Che rimane uno dei mezzi più importanti. La vita non è un “ho sentito dire”. La vita è un “ho studiato”.

LGBTQIA+

Prima era solo LGBT ma correttamente è LGBTQIA+ sta per Lesbica, Gay, Bisessuale, Trasgender, Queer e tutti i generi (ci sono molte difficoltà ancora attualmente perché per molti dovrebbero essere inseriti altri generi, come pansessuale, mentre per altri è già tutto racchiuso nel “più” finale che ne determina l’interezza).

Stonewall

I moti di Stonewall -o la rivolta di Stonewall- è un evento che ha fatto storia e che dovrebbe essere inserita al più presto nei testi scolastici perché determina in qualche modo un inizio importantissimo. Dopo uno scontro tra poliziotti e clienti in un bar gay (che fa già paura chiamarlo così, ma ahimè…) finalmente qualcuno mise un punto. Simbolicamente è la nascita del movimento di liberazione gay in tutto il mondo. La storia, anche quella di Sylvia Rivera, vale la pena di essere approfondita. Un’eroina moderna e attivista statunitense Trasgender diventata icona del movimento LGBT.

Non è vero che noi non possiamo fare nulla.

Noi possiamo davvero fare tutto. Noi, privilegiati soprattutto, possiamo davvero fare “rivoluzione”. Anche con piccolissimi gesti, cambiamenti, parole e opinioni. Non c’è un unico colore e un’unica razza. Non c’è un unico genere giusto. Non esistono normali e diversi.

Su Instagram ho affrontato l’argomento più volte in questo periodo. Ci saranno diversi piatti coloratissimi e a tema rainbow. Ma adesso andiamo al dunque:

Quanto sono belli questi spaghetti coloratissimi?

Rainbow Food

Per gli spaghetti ho utilizzato:
💚Polvere di Spinaci
❤️ Polvere di barbabietola
💜 Mirtilli
💙 barbatrucco fotografico

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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