Le frittelle di mela, il rito e la magia

Proprio come una magia

LE FRITTELLE DI MELA, IL RITO E LA MAGIA

La frutta in pastella e resa frittella è un dolce antico e superbamente buono. Sono quelle preparazioni molto più simili a dei riti, che a vere e proprie ricette. Ed è proprio il concetto di rito, legato al tema delle streghe di quest’anno, che vorrei approfondire. Tutto quello che riguarda la cucina è parallelo al mondo magico delle pozioni, precisione e improvvisazione. Tra gli ingredienti. Per creare una vera e propria magia. Del resto se ti resta incollata al cuore ed è capace di catapultarti anche 20, 30, 40, 50 anni indietro in quel luogo. Con quella determinata persona. Con la nonna. Con la mamma. Con il papà: non è forse una magia? Di fatto il sapore è strettamente connesso al ricordo. Non posso che pensare al libro Estasi Culinarie di Muriel Barbery ogni volta. A come un sapore anche industriale possa superare una ricetta molecolare di Adrià, se a spacchettare la confezione di una brioche confezionata il contorno visivo racconta: la vita. La tua.
Le frittelle di mela, come la torta stessa, sono capaci di profumare non solo casa e il cuore ma anche di aprire porte. Porte invisibili ma esistenti di mondi vissuti passati. E io Sto sempre lì: su quella sedia sgangherata nell’orto in attesa di nonna, proprio vicino al pozzo e le viti che crescevano rigogliose. Il fatto che non abbiano mai lo stesso sapore, come la torta-la pasta-tutto, non è perché l’ingrediente è diverso-l’acqua era più buona-c’era un segreto (forse) ma perché manca lei. La nonna, o chiunque di intercambiabile nel ricordo. Quello che ho capito con fatica è che non devo cercare più di replicare lo stesso sapore. Devo solo onorare il momento. Perché se chiudo gli occhi mentre addento il primo morso e penso che è accanto a me: il sapore arriva.
Proprio come una magia.

Puoi fare la pastella a occhio proprio come la nonna, il nonno o la mamma o il papà. O la zia. Ma in genere per tre mele belle grandi di 200 grammi ciascuna circa usa 150 grammi di farina, due uova, 200 grammi di latte intero e 10 grammi di lievito per dolci con un pizzico di sale. Taglia le mele. Immergi in pastella senza aspettare e friggi in abbondante olio di semi già bollente. Io le friggo una ad una. Perché mi piace mantenere la temperatura dell’olio. Quando si abbassa diventano tutte intrise di olio e non va bene. Se le fai una ad una vedrai che croccantezza. Giri quando sono dorate da un lato. Asciughi su carta anche se ti assicura che friggendo così non ci sarà nulla da asciugare e infinite zucchero a velo con cannella.

Nota per Halloween

Se metti le caramelle quelle gommose a forma di dentiera proprio al centro vengono dei piccoli mostricciattoli. Altrimenti basteranno solo degli occhietti. Anche le frittelle di mela sono immancabili per Halloween. Per tutto il resto dai un’occhiata qui alla racconta Halloween! 

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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