Riciclo Natalizio parte prima: Tartufi di Panettone con Amaretti e Ganache aromatizzata al Cointreau

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Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Il pandoro diventa base per dei tiramisù velocissimi al mascarpone e caffè ma si imbottisce di gelato e ganache; diventa soffice alternativa al pan di spagna e sbriciolato nell‘impasto dei muffin ha un suo perchè. Si possono fare crumble e unire creme spalmabili al cioccolato così da ottenere merende gustose e nutrienti o semplicemente come alternativa da inzuppare nel latte o accompagnare al tè delle cinque. La scadenza si protrae tranquillamente anche sino a dopo pasqua e ci saranno pure strepitose offerte da accaparrarsi a prezzi stracciati che visto il periodo è meglio non sottovalutare.

Stessa cosa per il panettone che sia con uvetta o canditi o entrambi, offre davvero molteplici occasioni per rivisitarlo, riadattarlo, trasformarlo, rielaborarlo e tutti i sinonimi che si possono tranquillamente trovare su virgilio.it, mio fido amico quando la pigrizia grammaticale mi coglie in queste giornate che definire frenetiche sarebbe un eufemismo.

La mia passione per Alessandro Borghese è cosa nota. In queste vacanze natalizie sono rimasta incollata su Real Time ad ammirare le sue idee velocissime e sfiziose. Una di queste la ripropongo oggi perchè tra tutte quelle viste e lette a mio modesto avviso è sorprendente nella sua semplicità.

Non ci sono grammi, ettolitri e indicazioni precise ma solo un po’ di occhio e accortezza durante la preparazione.

Non sono richiesti ingredienti particolari e tutto può essere sostituito o variato. Una metodologia di preparazione che francamente mi piace ed è soprattutto legata al periodo. Senza troppi schemi e regole. E’ già tanto essere sopravvissuti a questi cenoni (e i “pranzoni” dove li mettiamo?); chiedere di dosare, procacciarsi particolari ingredienti e dedicare ore a una preparazione dolciaria è assurdamente impensabile.

Si dà inizio al Riciclo del Panettone, ordunque!

E allora serve soltanto del panettone, una ganache al cioccolato, un po’ di liquore all’arancia (io ho usato il Cointreau), un po’ di latte,  qualche amaretto e un po’ di frutta secca se piace. Indistintamente tra pistacchi, nocciole e noci (tritati ).

In soldoni e molto sinteticamente la preparazione avviene così. In un recipiente piuttosto capiente si mette del panettone e aiutandosi con le mani lo si sbriciola un po‘. Si aggiunge un po’ di latte. Il latte non deve essere molto ma necessario per bagnare e impappettare il panettone sbriciolato. Un po’ come si fa nella preparazione classica delle polpette. Ottenuto un impasto non troppo asciutto ma neanche troppo bagnato e che sia ben amalgamato, si aggiungono gli amaretti sbriciolati con le mani (un ottimo antistress tra l’altro), qualche goccia di Cointreau (ma se questi dolcetti verranno serviti ai bimbi sarebbe meglio evitare). L’amaretto darà croccantezza alla morbidezza del panettone e anche un po’ di consistenza, ma qualora non fossero disponibili non sarà un problema.


Con le mani leggermente umide quindi si procede alla preparazione di semplicissime palline polpettose che verranno disposte su un piatto. Nel frattempo sul fuoco (per 500 grammi di panettone indicativamente andranno bene 250-300 ml di panna fresca) si metterà a scaldare un po’ di panna da montare fresca insieme a del cioccolato fondente tagliato a pezzetti (per 250-300 ml di panna fresca io ho usato 170 grammi di cioccolato fondente esagerando anche un bel po’ ma volevo farla proprio moooooolto cioccolatosa questa ganache). Dopo aver atteso che il cioccolato sia completamente fuso, spegnere il fuoco e far raffreddare un po’.


Versare con l’aiuto di un cucchiaio questa ganache (che potrà essere aromatizzata con un po’ di Cointreau durante la cottura) sui tartufi di panettone e lasciare raffreddare in frigo per almeno 3 ore prima di servire.

Se oltre a questa cioccolosità esterna cremosa si avesse voglia di dare una nota croccante basterà versare una manciata di frutta secca (nocciole, noci o pistacchi tritati) sulla ganache al cioccolato prima di mettere in frigo. Avendo il mio panettone molti canditi e uvetta ed essendo anche un panettone non commerciale ma artigianale, dono prezioso proveniente da Mineo, non ho voluto stravolgerne ancora di più il sapore.


Il risultato è sorprendente. In pochissimi minuti si realizzano questi tartufi che certamente stupiranno proprio per il sapore dalle note panettonesche che incontrano il cioccolato fondente unito al liquore all’arancia che, se piace, certamente sarà una sorpresa graditissima.

Non è il solito riciclo con creme e mascarpone ma un inaspettato bocconcino che, nonostante il continuo bombardamento di cibarie subito in questo periodo, troverà un angolino davvero speciale.


Dopo aver provato alcuni scatti davanti all’albero di Natale e queste messe a fuoco bizzarre con le luci in sottofondo ho deciso che rimarrà montato almeno fino a Marzo.

Sono indecisa se farci pure la Pasqua e procedere alla rimozione i primi di Giugno quando poi arriverà il Sole che tanto mi entusiasma per intensità e colore durante gli scatti. Mi sembra l’unica cosa sensata che io sia riuscita a partorire in questi giorni perchè di meglio certamente no. Proprio non riesco a fare.


La pasta di zucchero crea dipendenza. Segnare sul Taccuino. Questo angioletto realizzato con pasta di zucchero e cioccolato è stato confezionato da me e da mamma, ormai completamente invaghita di questo composto zuccheroso. Sono dei pomeriggi bellissimi con lei. Indimenticabili. Fatti di zucchero, colori, racconti, risate e ricordi. Tanti ricordi. E’ questo il mio Natale

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15 COMMENTS

  1. Ma a me francamente non è avanzato nulla!

    A te invece quel fantastico pandoro non lo vuole proprio nessuno o sei te che lo riproponi in ogni dove…no perchè io è dalla Vigilia che lo vedo girare!

    Ps. La prova agnolotto com’è andata,che la qual cosa mi interessa. E non poco.

  2. Sono d’accordo sul fatto che la pasta di zucchero crea dipendenza ed appiccica i cuori. Si ride mentre un orecchio di nano non vuole stare attaccato o mentre uno seduto si corica sul tavolo. Mentre un babbo natale troppo cicciottello cade a faccia in giù nella neve a poche ore dalla cena. E’ questo che deve essere il Natale. Sorrisi e semplicità 🙂

  3. a casa mia non c’è niente da riciclare 😀 ahahahhaha il frigo lo tengo sempre mezzovuoto e per non far andare a male le cose si condividono con gli amici che per pura combinazione sono anche vicini …. 😀

  4. Primadiognialtracosadevodittelo:anche io amo Borghese. Poi.
    Voglio la befanina fatta di pasta di zucchero.
    E se dico che la voglio è per un motivo ben preciso e per spiegartelo ti devo confessare un segretuccio: il giorno della Befana è meritatamente il mio compleanno.
    Lasciamo perdere le battutine che oramai mi trascino dietro da 33 anni (che son quelli giusti per una bella croce),plis!!!!! Ma si, vorrei la befanina.
    E poi vorrei anche la tua mamma.
    E vorrei te,qui,ma insomma, non si può avere tutto dalla vita.
    chiss!

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