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Madeleines e Porte blindate

Sul libro ci sono le Madeleine (delirio di onnipotenza e dico “sul libro”. Senza specificare. Come se ci fosse solo quello eh. Il mio. Reggetemi il gioco che è una mattina MOLTO difficile).

Qui ce ne sono talmente tante che fa un po’ paura. E poi ci sono anche i Financiers al cioccolato, che indiscutibilmente sono parenti loro. E pure stretti. Per dire che le Madeleines la notte di Natale scartano i regali con i cugini Financiers (sperando non siano finanzieri e non pretendano lo scontrino per il cambio del pensierino non gradito).

(cosa sto dicendo? E perché adesso immagino Financiers al cioccolato vestiti da Finanzieri che litigano alla tombola mentre Nonna Madeleine butta giù un altro po’ di vino. Posso continuare o no?)

(Ho sentito distintamente un secco NO)

Nel 2010 vi chiedevo quale fosse la vostra Madeleine e di molti non la so ancora (evito di dire che sono passati quattro anni e sembrano quattro secondi, ok?). E allora qualora vi andasse io sarei qui ad ascoltare. Negli anni ho trasformato Madeleine in tortini infilando fiori di lavanda (qui eh) e fatto diversi magheggi. Con la teglia di silicone (meglio però una classica, suvvia. Sono una fan del silicone ma in determinate circostanze come ho ribadito fino alla nausea) vengono sempre un po’ meno intriganti e affascinanti. Sembra quasi che la Venere contenuta all’interno di questa conchiglia non fuoriesca. Nè la Botticelliana. Nè altre.

Che siano in versione salata o dolce. Che siano in versione oversize o mignon (adorabili ma non vengono gobbute come vorrei) le madeleine hanno il potere di rievocare arte. Un’esplosione di linee, curve, odori e morbidezza.

Questa volta non ho adoperato “il trucchetto del freezer” ergo niente gobba. Solo quella sufficiente e niente di più. Non è perfetta come quelle che ho mostrato diverse volte ma un po’ più casareccia. Il Nippo le ha pucciate in una crema della quale presto ticchetterò (ennesima ricetta in archivio, sì). Tra l’altro a proposito c’è da dire che esperimenti cremosi sono in corso e imbottimenti di ogni sorta hanno priorità assoluta su tutto (a me le creme sinora non è che fossero piaciute così tanto. E invece).

Una delle mie ultime passioni è quella di preparare creme in cocotte (qualche esperimento è già stato fatto con discreto successo; uno su tutti qui). Anche se frustare, sbattere e gridare adddeennssattttiiiiii rimane rilassante quanto inveire contro lo schermo alle 14.45 guardando Uomini e Donne. 

Sistemando l’archivio ho trovato queste foto. Erano Madeleines provate lo scorso anno e che inizialmente dovevano finire sul libro. Le foto non erano queste ma la luce sì. Mi avevano convinto poco (non dal punto di vista gustativo ma visivo) ed erano rimaste a sedimentare lì. Come me in questo momento. In un archivio di ricordi. Tra morbidezze e bruciature laterali visibili all’esterno se si è particolarmente attenti e.

E niente. Mi andava solo di non lasciarle lì. Nell’archivio da sole.

Un po’ come vorrei in questi giorni che qualcuno facesse con me.

Solo che sono chiusa in archivio con psw infallibile di dodici lettere-numeri-minuscole-maiuscole. E  installato porta antipanico blindata.

A proposito di porta blindata antipatico che sto facendo installare nella mia nuova casetta. Ma lo sapete quanto costa? No, dico. Ma siete pazzi? Al massimo mi faccio murare con quattro fili di mattoni e cemento.

Tanto.

Chi esce più da qui?

(ero quasi convinta di mettere questa foto sul Libro. Poi grazie al cielo. Mi sono fermata)

(è che vedevo Maghetta danzare mentre fiori esplodevano)

(vabbè che sul libro sono talmente piccole che non è che. Avrebbe fatto questa differenza. Ma sono felicissima così, naturalmente)

Per 6 persone che hanno voglia di Madeleines:

2 uova, 150 grammi di zucchero semolato vanigliato (o in alternativa, chiaramente, vaniglia e basta. Ma anche la cannella se non piace la prima), 50 grammi di maizena, 100 grammi di farina 00, 125 grammi di burro, burro e farina per gli stampi.

Sbatti le uova con lo zucchero e l’estratto di vaniglia o aroma che hai scelto. Usa una frusta a mano fino a quando è tutto spumoso. Senza smettere di sbattere aggiungi la maizena e la farina precedentemente setacciata e poi il burro ammorbidito e tagliato a pezzetti. Lavora il composto finché è omogeneo e soffice e poi imburra gli stampi e infarinali un po’. Versa l’impasto e metti in frigo per un’ora almeno. Cuoci in forno a 180 caldo per 10 minuti (ma dipende dalla grandezza) finché dorato. Lo shock termico come sempre creerà la gobbetta tipica delle madeleines. Potresti anche cuocerle senza riporle in frigo se vuoi (senza ottenere chiaramente la madeleine).

Puoi servire semplicemente con zucchero a velo.

Ne ho parlato fino allo sfinimento. Nel ricordo di Ale-Miluuvet.

Madeleines salate ai semi di lino >>

Madeleines al cioccolato 

Con l’impasto delle Madeleines: i tortini all’arancia e fiori di lavanda

Uhm. E visto che li ho nominati. I Cugini. Ecco i Financiers al cioccolato.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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10 COMMENTS
  • bestiabionda 29/11/2013

    allora.
    in primis vorrei spendere due parole su quel contenitore con coperchio bianco e pallino rosso. mi ricorda una cassata, è normale?
    le madeleines non le ho mai mangiate però ogni volta che le vedo penso solo alla Venere di Botticelli in effetti ed esteticamente mi piacciono parecchio nella loro semplicità, con o senza gobbetta.
    E per quanto riguarda le creme, bè. Le creme per me sono fondamentali. Collante di parecchie cose, una specie di stucco sentimentale va.
    Addensa creme e non smettere.
    E se sei dietro una porta blindata con passwordblabla cosa ti dice che non si possa prendere una chitarra come in girl interrupted per cantarti downtown e farti sorridere lo stesso?
    io non la so suonare, ma Downtown te la posso cantare TUTTA.

  • pani 29/11/2013

    io di madeleines ne ho tante, troppe.
    Tutte senza crema perché a differenza di BB, per me le creme sono superflue

  • Chiara Bernardi 29/11/2013

    mi piacciono di più senza gobba. quindi? cosa bisogna fare per NON fare la gobba? apparte stare seduti composti…

  • Bibi 29/11/2013

    io le password me le dimentico in continuazione.
    però so far saltare in aria anche le porte blindate, giuro.
    e se dalla porta non riesco ad entrare posso provare dalla finestra.
    in qualche modo riesco.

    e le madeleine, sono ricordi d’infanzia fortissimi.

  • marcellavincenzo 29/11/2013

    ora li vado a fare…li provo per la festa a scuola delle bimbe…grazie

    • Iaia 29/11/2013

      umamma che bello ! *_*
      un bacio e grazie infinite !
      se poi hai voglia mi dici come è andata?

  • el 29/11/2013

    io mi vergogno un po’ ma credo di non averne mai mangiate..
    si possono avere al matcha, fritte e ricoperte di nutella? sì? ecco, bene
    grazie 😀

  • non ho mai letto a la rescersc du tomp perdù come non ho mai mangiato madeleines. però le ho guardate. e le ho immaginate tante volte. quell’unico passo del libro che avevano letto in classe, in francese, quello che mi ha suscitato aveva quasi poco a che fare con le madeleines. piuttosto mi ha fatto scintillare un’idea nel cervello, cibo idee ricordi tempo circolare illimitato. una chiave d’accesso a zone assopite della mente.

    hai presente quelle idee talmente pure e perfette che non ti azzardi a disegnarle perché sono troppo vivide e precise e le rovineresti dal primo tratto? le madeleines mi fanno un po’ pensare a questo.

    la porta blindata mi sta bene, purché ci sia spazio per infilare fogli sotto la porta. che poi le cose più mastodontiche e imponenti sono le più facile da distruggere. ma fanno una gran cagnara quando crollano. e ci vuole un impatto violento per tirarle giù. tipo una granata.

    (ti penso fino al mal di testa. ti voglio bene.)

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