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Rigataki con Tofu, Semi di Chia e Barbabietola

Certo non è di quei piatti golosi che quando li vedi dici mammamiachevoglia. Non ci sono condimenti reputati generalmente sfiziosi (è voluta la cosa, sì) ma che insieme, oltre ad apportare un nutrimento interessante e beneficio al nostro corpo, stanno proprio bene insieme. Il Tofu con la barbabietola; questa riesce con il suo affascinante sangue a inumidire l’eccessiva corposità del formaggio di soia e il sesamo tostato e salato conferisce quella beneamata nota croccante. Un primo piatto freddo che si presta benissimo al periodo: leggero e veloce da preparare.

Gli shirataki ormai cominciano a giracchiare anche nei veri Food Blog e qui se ne è parlato molto tempo fa (qualora ti facesse piacere devi solo cliccare qui); a distanza di un anno e più sono felice consumatrice di Shirataki e promoter del prodotto. La mia bellissima zietta tedesca ne è ormai un’appassionata fruitrice e con stupore si sono uniti anche inguaribili “pastari” che mai avrei creduto. La Radice di Konjac insomma non è poi così terribile anche per i palati più esigenti e ostici (no vabbè Nanda li ha proprio rifiutati/boicottati con un’eccelsa critica gastronomica “e tu pensi seriamente che io assaggerei mai quelle cose lunghe appicciccate e appallottolate?” ).

A distanza di tempo, poi confermo che Zen-Pasta rimane in assoluto il migliore per qualità-invio prodotto e serietà. (Tengo a ribadire, perché non tutti si infliggono la pena di leggermi quotidianamente ma magari capitano qui indirizzati dal Signor Google, che in nessun modo consiglio il sito per collaborazioni et similia: è puramente un appunto culinario che condivido in rete tra amici e passanti). Durante un invio ordine rimango stupita dal banner iniziale del sito che proponeva la novità:
Rigataki.

Sorrido, e non poco, alla vista di questi adorabili piccoli rigatoni e trovando l’idea geniale senza neanche sapere esattamente cosa fossero, già stazionavano bellamente nel carrello.

Non contengono carboidrati (non arrivano ad avere 50 calorie per 100 grammi), come gli shirataki, ma al contrario di questi non sono essenzialmente formati esclusivamente da Radice di Konjac. Sono composti principalmente da fibre (è un post dove c’è stata una svendita di avverbi). L’aspetto è quello della pasta di grano e vi stupirò nell’affermare, lo so, che pure la consistenza e il gusto non sono poi così dissimili. Nanda stessa, che sta all’innovazione culinaria tanto quanto le sorelle Kardashian alla privacy, è rimasta letteralmente folgorata (dopo varie insistenze) apprezzando questo prodotto sino all’idolatria.

Le calorie fornite dai rigataki sono minime e quindi sarà il condimento a essere fondamentalmente protagonista. Nessuno impedisce di adoperare carne e pesce perché è sempre bene ricordare che “queste robe strane”, come piace epitetarle a molti, non sono prodotti di nicchia o di invasati pazzi vegani-vegetariani. Neanche poi riservati a quei disgraziati che si trovano a dover affrontare una dieta low carb (sono tra quelli, sì).

La preparazione dei Rigataki è semplicissima e basta seguire le istruzioni. Vanno reidratati con l’acqua bollente proprio come gli Shirataki e non scuociono mai. Possono quindi essere serviti freddi in insalata come in questo primo caso che espongo o insaporiti con qualsivoglia pesto, sugo e condimento. Ho già provato i Rigataki alla Norma qui e un piccolo delirio di massa stupita è avvenuto. Nel mio caso ho semplicemente tagliato a tocchetti il tofu e la barbabietola e aggiunto poi sesamo tostato e semi di chia (che se ti sei perso il post riguardante è stato pubblicato qualche giorno fa, qui).

Mi dispiace moltissimo che il “formato riso” sia innegabilmente immangiabile. Bramavo già Risotto di Risataki (ok non si chiama così. Perché? Parliamone) e insalatone con avocado ma ahimé la speranza arde in me perché francamente non credevo che si potesse arrivare a tanto. I Rigataki sono un prodotto stupefacente e oggettivamente: saporito e sano.

Ti lascio qualche link nel caso in cui volessi addentrarti maggiormente nella vicenda Radice di Konjac.

Qui è cominciata la fatidica ultima settimana, per certi versi, perché pur non partendo (sottotitolo: speriamo in un settembre migliore) mi appresto a compiere diverse imprese epiche. Pare che debbano durare chissà quanto questi giorni, ma sono sicura che il tempo di altri due piatti di Rigataki e sarò già immersa nell’ultima full immersion muratori anche perché devono completare la facciata della casa che non è certo una passeggiata di salute; in pratica saranno sui vari balconi a cantare strazianti nenie d’amore (è sempre bello scrivere e disegnare ispirati da voci così soavi. Che Hisaishi levate!).

In Trinacria poi durante il periodo estivo ci sono sempre incontri meravigliosi. La mia isoletta in mezzo al mare diventa come una sirena meta di viaggiatori e il fatto che quest’anno ce ne siano diversi che albergano nel mio cuore mi rende immensamente felice (Bestiabionda a parte che mi tormenta ogni anno, chiaramente).

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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