Schwarzwälder Kirschtorte ? No, tipo una Cheesecake Foresta Nera

Must Try

Occhi di bue: il frutto di mare sconosciuto

Sono dei frutti di mare con una conchiglia di madreperla che ha un buco naturale -per farci collanine e bracciali- che sembrano forgiati da Polifemo con la stessa lava. Per farti capire velocemente il valore un chilo di occhi di bue sta intorno ai 90-100 euro. Sono rarissimi. C’è il fermo biologico e non sempre si possono prendere. Negli anni 80 chiaramente la situazione era diversa e papà oltre alle murene nella zona di Brucoli arrivava dal mare con cesti di occhi di bue. A me piacevano tantissimo. Posso dire tantissimo? Sia crudi con il limone e olio che bruciacchiati qualche istante sulla brace. Raccoglievo la conchiglia che disegna pure un arcobaleno dentro e ci facevo le collanine, i bracciali e quelle più grandi - e ti assicuro che papà ne ha preso alcune che sembravano posaceneri- le mettevo nella mia stanzetta così d’inverno sognavo il mare e lo avevo lì. Sul comodino.

Torta (vegan) alle ciliegie

Diventano orecchini solo poggiandole e come pop corn perché è vero proprio che una tira l’altra. Ti macchiano alla Pollock i vestiti d’Estate ma le perdoni e sono perfette per i disegni e le illustrazioni ( @maghetta con le ciliegie ha viaggiato tantissimo usandole come ruote delle biciclette, pesi da palestra, palloni da beach volley e infinito altro). Quando arrivano le ciliegie non si può non essere felici. A me piace tantissimo privarle del nocciolo, chiuderle nei sacchetti da freezer e usarle per deliziosi smoothie. Ci impieghi un po’ di tempo a snocciolarle, è vero ma la soddisfazione nel gustarle è tanta. Oggi ti propongo una ricetta vegana facile e veloce che ti piacerà. Ne ho certezza assoluta. Morbidissima, gustosa e leggera. Perfetta proprio per questo non solo per colazione e merenda ma anche come chiudi pasto; magari accompagnando il tutto con qualche pallina di gelato (o panna montata).

Anguria, Feta e Cleopatra

Ricordo che quando dieci anni fai parlai dell’insalata di Cleopatra sul Blog, ovvero anguria e cipolla rossa, in tanti mi hanno chiesto espressamente di riposarmi perché forse stavo lavorando troppo. L’anguria in versione salata non era ancora ben vista. Avevo letto, come scrissi sul post, che Cleopatra fosse ghiotta di anguria e cipolla. Dopo diverse ricerche (inutili) non potendo venire a capo del giallo culinario mi convinsi semplicemente che fosse così e per me l’insalata di anguria con la cipolla diventò semplicemente: L’insalata di Cleopatra. Nel tempo uscì la moda -vista per la prima volta su Alice tv, per quanto mi riguarda- dell’anguria con la feta senza contare l’anguria con il succo di limone, tormentone di otto anni fa circa. 

È tempo di un dolce con le Albicocche

Uno dei libri di cucina che amo di più -da un decennio circa- è Le Stagioni di Donna Hay. Non è che ne possiedo tanti di libri di cucina. Li possiedo tutti (risate disperate in sottofondo, grazie regia); tristemente ti rendi conto poi di affezionarti, come in tutte le cose, a pochi volumi. La certezza di trovare qualcosa di vincente ne Le Stagioni mi appaga moltissimo. Lo tengo lì sempre pronto e lui fedele non delude. Proprio per la struttura temporale so già che appena arriva il periodo delle albicocche di sicuro Donna ha sfornato qualcosa di buono. Stessa cosa con le ciliegie, con i pomodori e le zucchine. Quella che ti mostro è una torta che contiene una grande quantità di albumi e che riscuote sempre parecchio successo quando la servo. L’ho fatta negli anni anche con le pesche tabacchiere e le ciliegie. Il risultato è perfetto con qualsiasi tipo di frutto estivo.
Iaia
Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Ingredienti

Per la base di 24 cm: 350 grammi di frollini secchi al cacao e 150 grammi di burro fuso (se non hai i frollini secchi al cacao puoi pure adoperare quelli classici e aggiungere cucchiaiate di cacao quante bastano a soddisfarti). Puoi aggiungere anche un po’ di Kirsch.

Ripieno: 300 grammi di formaggio spalmabile, 250 grammi di ricotta, 4 uova, 400 grammi di latte condensato, 200 grammi di cioccolato fondente fuso a bagnomaria e lasciato raffreddare.

Per la copertura: panna fresca da montare e amarene.

Riduci in polvere i biscotti, con il mixer o chiusi in un sacchetto e colpiti con un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Versa in un recipiente la polvere di biscotti e mischiala al burro fuso. Metti il composto come base nella tortiera imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte a raccogliere ancor meglio il delizioso ripieno). Metti la base in frigo mentre prepari il ripieno. Lavora il formaggio con la ricotta fino a ottenere un composto liscio e cremoso. Aggiungi le uova, il latte condensato e il cioccolato. Versa il composto sopra le ciliegie e cuoci in forno per un’ora e dieci minuti circa già caldo a 170-180. Trascorso il tempo lascia che tutto si solidifichi e raffreddi prima di procedere alla guarnizione con panna e amarene. Lascia in frigo almeno una notte prima di servire e ricordati di tirarla fuori almeno venti minuti prima.

Ma è la Foresta nera?

Non è propriamente la Foresta Nera. Che tutti i Tedeschi (zia Luci Amore mio!) mi perdonino per questa rivisitazione cheesecakkeccara (si dice così suppongo. Ho pochi dubbi a riguardo). Schwarzwälder Kirschtorte o semplicemente Schwarzwald è una bomba meravigliosa di pan di spagna al cioccolato con tante ciliegie, panna montata come fosse un vulcano innevato e zampilli di ciliegie. La mia Etna catapultata a Monaco, insomma. Questa cheesecake non ha proprio niente della vera e unica Foresta Nera ma la ricorda parecchio proprio per gli ingredienti principali che la compongono. Per una sicula come me Foresta Nera è completamente un altro dolce; anzi rettifico: per una catanese come me perché sicuramente non in tutto il triangolo della Trinacria, come spesso accade, sarà conosciuta così. Ricordo che piaceva moltissimo a papà e mamma e che la mangiavano praticamente ogni Domenica. Dolce tipicamente anni ottanta quanto il diplomatico, per dire. Raramente mi capita di vederla nei bar pasticceria che non siano propriamente quelli storici a Catania. Somiglia a una sorta di tronchetto ed è completamente ricoperta di cioccolato e di scaglie di cioccolato come fossero corteccia tagliata. Un dolce dalla massima espressione cioccolatosa. Non ricordo esattamente come dentro sia composto e questa incertezza e vacuo ricordo mi hanno fatto venire voglia di comprarne una al più presto per poterla studiare sotto l’attentissimo microscopioiaiesco. Diffusa anche in Svizzera e in Austria, la vera e unica Schwarzwälder Kirschtorte viene irrorata dal liquore alla ciliegia Kirsch molto simile al brandy. Anche in questa versione poliedrica ammeriggganateteschen potrebbe essere utilizzato, sia nella base che nel ripieno di formaggio poco importa.

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