La pasta a cinque buchi

La pasta a cinque buchi è un formato della tradizione siciliana immancabile nelle tavole -catanesi soprattutto- durante il periodo di Carnevale. Trovo un post sgangherato del 2012 e decido di riparlarne; più per fare un’altra foto da mettere, che le altre le ho perse (l’onestà prima di tutto). Però ecco è, a prescindere da questo, una pasta a cui sono molto legata.

Cinque buchi perché vi è un foro centrale più grande e quattro laterali. Il foro centrale è molto largo ed è pronto ad accogliere il sugo corposo e ricco che si prepara per condire.

Nei pastifici e nei supermercati più forniti si trova la pasta ai cinque buchi anche fresca ed è inutile sottolineare quanto il sapore cambi. Il ragù deve essere quello “della nonna”. Con la salsiccia, la cotenna, i pezzettini grandi e niente carne tritata. Insomma all’antica. Con il concentrato di pomodoro; e c’è chi lo fa solo con questo allungando con pochissima acqua perché deve essere stretto stretto. Poi condisci la pasta e hai anche il secondo pronto per fare decine e decine di scarpette.

È una pasta molto vistosa che riempie subito i piatti. Sin da piccola, pur non amando molto la pasta lo sai, ne sono sempre stata affascinata. Mi piaceva tagliarla perché se lo fai vengon fuori tanti piccoli fiorellini. A mio papà piaceva moltissimo, nonostante non fosse particolarmente ghiotto di ragù ma più di salsa semplice con basilico e melanzane fritte. Per questo motivo ho deciso che in questi giorni voglio proporla così: La Norma ai cinque buchi; chissà come viene. Ti farò sapere.

Per accogliere però il Carnevale -su cui onestamente non mi soffermerò moltissimo quest’anno lato foodie- mi piaceva l’idea di scattare qualche fermatempo e prepararla per mamma e il Nippotorinese. Stranamente non si sono lamentati tanto perché me la sono cavata abbastanza bene (che l’abbia fatta in realtà per il 90 per cento Laura questo loro non lo sanno).

 

Runlovers

Nel frattempo con mia somma gioia -a dir poco- ho ricominciato a scrivere su Runlovers, e te ne ho parlato qui.

Si tratta di un semplicissimo avocado all’occhio di bue: veloce, gustoso e sano. Seguimi, se ti fa piacere, su Runlovers perché lo farebbe anche a me. Moltissimo. Grazie infinite!

 

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4 COMMENTS

    • Non so se la distribuzione sia solo locale, come spesso accade, ma forse Poiatti è presente anche in altre regioni con questo formato. È davvero molto buona

  1. Sono sicura che non ci starebbe male neppure il mio ragù… Frugolino ne andrebbe matto!

    • Sono sicurissima che con il tuo ragù sarebbe un idillio. È proprio perfetta per il ragù. Poi si infila ovunque ed è anche molto rugosetta.
      Frugolino <3

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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