La friggitrice ad aria: la ricomprerei o no?

La prima volta che ho parlato della friggitrice ad aria (e ho scoperto fosse un forno, sottotitolo) è stata a Dicembre 2019, quando per la prima volta ho ceduto all’acquisto. Per la prima volta perché poi ce ne sono state altre, sì; con diversi modelli ma cerco di procedere con calma.

Ti lascio, proprio sotto l’articolo,  quindi il video dove preparo le patate con Ombretta per la prima volta. Ho ceduto all’acquisto perché il mio amico Claudio si era trovato davvero benissimo. Incuriosita da questo potente mezzo capace di cuocere in poco tempo le patate -mia ossessione da sempre- ho proceduto al click veloce su amazon.

Ma perché noi foodie non resistiamo?

Tutti noi foodie non resistiamo al fascino dell’elettrodomestico, dal più piccolo al più grande. C’è poco da fare. A costo di infilarli sotto il letto o impilarli in modo improbabile (e pericoloso, aggiungere) dobbiamo averlo. Dobbiamo averlo l’ultimo modello nuovo fiammante. Se poi sentiamo friggitrice ad aria, dove tecnicamente l’unico neurone capace di formulare un pensiero sensato comincia a bramare tonnellate di patatine fritte ad aria leggerissime, va da sé che. Non c’è bisogno che completo la frase. Un punto e via. A capo.

La slow cooker è davvero comoda, certo ma anche il più fedele appassionato alla cottura lenta cede volente o nolente quando sa che in pochi minuti può papparsi delle delizie; inutile anche provare di negarlo. E questo è il motivo per cui la instapot è comoda, anche se sei fan della slow cooker e la friggitrice ad aria diventa praticamente necessaria; soprattutto ad Agosto quando l’idea di cuocere qualcosa in forno sembra più complesso che che venir fuori dal sottosopra di Stranger Things. Il microonde, certo. Potrebbe aiutarci il buon caro e vecchio micro ma sono sostanzialmente due cose diverse. La friggitrice ad aria in soldoni utilizza il metodo della convenzione, ovvero l’aria calda circola attorno al cibo per cucinarlo. L’ambiente è chiaramente più piccolo del forno perché in genere hanno una capacità in litri che varia dai 4 agli otto ma anche dieci litri per i modelli giganti. Va da sé che in un ambiente estremamente piccolo rispetto al forno tutto si cuocia più velocemente ma soprattutto in modo più “croccante”. Tanto croccante da somigliare a una sorta di frittura e da qui il nome -adoperato prettamente dai geni del marketing- friggitrice. Ma non friggitrice e basta. Friggitrice ad aria perché sfrutta il calore e non la cottura in olio come nelle classiche e VERE friggitrici. L’olio puoi non adoperarlo (ma possono venire secchi alcuni alimenti, mentre altri no) ma anche con una minima quantità viene fuori una cosa talmente croccante che non ti farà rimpiangere la frittura.

È un sogno?

Beh no. Ma ci somiglia in alcuni casi. Tempi più che dimezzati. La casa non si surriscalda facendoti sembrare a cavallo dell’equatore all’ora di punta e roba croccantissima e onestamente buona. Il fatto che ci si possano fare pure torte, biscotti e dolcetti poi è un valore aggiunto. E che i cookies, americani per intenderci, vengano strepitosamente buoni un altro valore aggiunto al valore aggiunto.

 È costosa?

No. Ed è per questo che strizza l’occhio un po’ a tutti. Non è costosa. Non è tanto ingombrante. È perfetta per l’Estate se non hai voglia di accendere il forno. Dimezzi i tempi. Si lava senza difficoltà e pure in lavastoviglie. Vengono fuori delle patate croccantissime e c’è chi ci infila pure un pollo dentro (sì, ho visto cose che voi umani su YouTube……). Insomma:

Ne vale la pena?

Diciamo che sì. Diciamo che non vivrei più senza. Diciamo pure che viene buono il tofu dentro. Ripeto: il tofu. Fosse solo per questo dovrebbe essere un prodotto garantito al cento per cento.

Il primo video pubblicato su Instagram

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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