Il latte di mandorla siciliano serve per fare la granita?

Una bevanda che ti entrerà nel cuore

Ne abbiamo già parlato e riparlato, soprattutto sui social; qui trovi uno degli ultimi post sul blog.

Se nell’ultimo decennio il latte di mandorla ha conosciuto la popolarità mondiale, qui in Sicilia è sempre stato il re indiscusso; soprattutto delle stagioni estive. C’è una differenza sostanziale però tra i due tipi di bevanda. Quale? Lo zucchero. Nel latte di mandorla siciliano la quota di zucchero è molto alta, essendo a tutti gli effetti una bibita da cui si ricava poi la granita. Sì, perché il latte di mandorla siciliano è proprio la base per la granita di mandorla; e in quest’ultimo caso a volte la quota di zucchero viene aumentata ancora di più rispetto al latte che si serve da bere. Nella bevanda vegetale -facciamo così il distinguo- molte volte non vi è neanche lo zucchero o pochi grammi. Nel latte di mandorla siciliano classico lo zucchero è un componente fondamentale, soprattutto per rendere la granita cremosa. La granita siciliana -soprattutto catanese/messinese/siracusana/ragusana Parte orientale, insomma- è cremosa come il gelato e non “semplicemente ghiacciata e tritata” proprio grazie alla presenza di questo. 

 

LATTE DI MANDORLA (BEVANDA VEGETALE)

100 grammi di mandorle spellate

1 litro di acqua

dolcificante che preferisci, se lo desideri. 2-4 Datteri a seconda del grado di dolcezza che vuoi ottenere

Puoi aromatizzare con vaniglia, cannella o quello che preferisci

Metti in ammollo le mandorle per 24 ore in un recipiente coperto da pellicola e lascia in un luogo fresco e asciutto. Non devi cambiare l’acqua. Non devi girare. Trascorso il tempo gira le mandorle. Frulla tutto. Filtra con un colino o con una garza ottenendo così il latte di mandorla. Lo “scarto” è perfetto per fare dei biscotti, polpette o ciambelle. Se vuoi usare essenze o spezie -come vaniglia o cannella- aggiungi insieme a tutti gli altri ingredienti. Agita sempre la bevanda prima di consumarla. 

PER IL LATTE DI MANDORLA SICILIANO

250 grammi di mandorle spellate

un litro di acqua calda (intorno ai 60-70 gradi è perfetta)

100/120 grammi di zucchero (aggiungi o diminuisci a piacere)

In infusione almeno 2/3 ore (io lo lascio anche 24 come mia nonna). Frulli e poi filtri togliendo le mandorle. Servi ghiacciato. Aggiungilo al caffè ghiacciato, è buonissimo. 

PER LA GRANITA

(anche se va bene la dose del latte di mandorla siciliano. Più è la concentrazione di mandorle più avrà sapore)

300 grammi di mandorla spellate

un litro di acqua calda (intorno ai 60-70 gradi è perfetta)

150/160 grammi di zucchero (aggiungi o diminuisci a piacere. Arriva tranquillamente a 200)

In infusione almeno 4/6 ore  (io lo lascio anche 24 come mia nonna) . Frulli. Filtri e metti in freezer. Ogni 30 minuti per almeno sei volte rompi con la forchetta i cristalli di ghiaccio e gira. Ripeti questa operazione fin quando la granita compare morbida e al tempo stesso solida (non ghiacciata). Alcuni frullano prima di servire. 

A me piace molto di più con le mandorle non spellate; soprattutto se le mandorle in questione sono di Avola. Mi ricorda Noto, Portopalo e le migliori granite alla mandorla mai mangiate.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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