Il mio vegan poke preferito

Abbiamo parlato di poke diverse voltenon tanto qui quanto su instagrame oggi ho pubblicato un reel con il mio preferito. 

Poke -tagliare a pezzi in Hawaiano- a volte scritto pokè è la nuova mania; in realtà impazza dal 2018 (Nasce nel 70); poke è “l’evoluzione con nome” delle classiche bowl coloratissime osannate soprattutto nei canali social veg. È una vera e propria tendenza food che impazza sulla West Coast Americana e adesso in tutto il globo.

Il poke consiste in una ciotola piena di cubetti di pesce crudo conditi con diverse salse ma immancabili fondamentalmente sono l’olio di sesamo e la salsa di soia. Prevede anche il sale hawaiano, le alghe marine e nelle più classiche la polpa di noci kukui alla griglia. Il tradizionale poke hawaiano consiste in solo pesce crudo tagliato appunto con questi condimenti e tradizionalmente non può mancare il tonno. L’evoluzione lo vuole con riso, edamame e diversi tipi di pesce insieme. Fondamentalmente è una forma chirashi giapponese (sushi scomposto). Un pasto unico coloratissimo e gustoso.

Ti propongo in chiave veg uno dei miei preferiti con avocado, edamame, tofu saltato in padella con salsa di soia, porro, pistacchi e maionese al wasabi con tanti semi di sesamo e alga nori sbriciolata . Condisci con olio e salsa di soia.

Facile da fare in casa. Puoi declinarlo in ogni modo. Sano, gustoso, nutriente. Buonissimo!

Note: Il tofu lo lascio marinare in salsa di soia per almeno 15 minuti. Lo ricopro totalmente. E poi lo faccio saltare in padella con poco olio di semi. Ma puoi anche farlo direttamente in padella senza marinatura se hai fretta. Mi piace tantissimo così. Soprattutto se è una qualità di tofu molto morbido come piace a me. Il porro lo lascio crudo ma se non lo digerisci bene passalo al forno per 15 minuti che diventa buonissimo. Gli edamame sono semplicemente lessi (li trovi al supermercato senza problemi nel reparto surgelati. Con o senza buccia). La maionese al wasabi la faccio io -total veg- con la classica ricetta.

Il Reel su Instagram

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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