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Vuoi saperne di più su Grazia Giulia Guardo/Giulia Grazia Guardo/ Iaia Guardo/ Iaia Look / Macome-diavolosichiama-stascemaveramente ?! Colei che fiera ed orgogliosa mostra la sua effigie nell'espressione più intelligente che riesce a possedere? Orbene. Fashion Forchetta (sottotitolo: santa donna) ha deciso di mandare al diavolo tutta la

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E poi sì il momento pare essere arrivato. L'intenzione iniziale era quella di riassumere i quattro elementi aria, terra, acqua e fuoco in un'unica illustrazione maghettosa. Che comprendesse "infantilmente" a tratto le essenze della vita e del sogno. La terra legata all'aria che fa muovere

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Mi piace immaginarmi con un abitino svolazzante allegro in georgette. Fiorato di colori pastello. Di quelli tenui e dolci che fanno tenerezza agli occhi. Azzurro cielo, giallino evanescente sobrio e rosa delicato ed etereo. Foglie che si arrampicano sulla manica leggermente a palloncino, ma non esageratamente, e il taglio in vita che poi cade morbido. Capelli raccolti e boccolosi per rendere tutto romantico. Mi vedo. Esco fuori sul terrazzo con una bella teglia caldissima di frittura mista e il limone lo raccolgo lì. Dall’alberello. Zacchete. Sì fa proprio zacchete il rumore dell’agrume appena estirpato alla pianta e frrrrr. Sì fa proprio frrrrr il suono della sua spremitura. Sotto il gazebo a mangiar frittura e una musica lenta che penetra dentro le viscere mentre un venticello si solleva fresco ad accompagnare un pranzetto familiare. Rilassante, epico, indimenticabile.

Mi piace proprio immaginarmi così mentre. Sono vestita di nero come il mio umore mentre il muratore senza maglietta (arggghhh) tracanna coca cola in maniera molto dissimile dal compianto ricordo dello spot televisivo tra polveri e fumi mentre attacca chewing gum al limone. Con i capelli annodati alla meno peggio con una penna mentre inciampo sulle scarpe rosa fucsia di gomma che sistematicamente mi fanno prendere la scossa su qualsiasi superficie. Patapumpete. Sdishhhhhhh. Sbatabushhhhhhh. TARATARTATATRTARTAT*martello pneumatico* altro che zacchete e frrrrr. Il gazebo è a terra, i nani da giardino sono fuggiti in una spiaggia caraibica insieme ai gerani e il bonsai è a Tokyo a mangiar cereali alla soia da qualche distributore della metro.

Immaginare di fare una frittura o accendere il forno è impresa ardua. Già tagliare l’anguria è un atto eroico quando le forze vengono a mancare e sputare un semino richiedere uno sforzo fisico considerevole. E capita insomma che arriva il giorno. Quel giorno. Quello in cui ti viene voglia di buttarti per terra, piangere un po’ e urlare “qualcunoportiunpolloallospiedodelgirarroooostooo” anche se a ben pensarci basta mettere un pollo crudo sul balcone infilzato nello stendibiancheria e sarà arrosto in pochissimi minuti (domani provo e vi faccio sapere. Magari metto il muratore a girare lo stecchetto dove lo infilzo. Il pollo, non il muratore. Anche se…).

Vaneggiamenti veloci e frettolosi perché giustappunto il tipo che tracanna coca cola senza maglietta ha un questionario di 2903482034839482048 domande da pormi, direi che è il caso (anche se non lo è fingiamo?) come lo scorso anno di organizzare dei post con piccoli e brevi riassunti di ricette precedenti adatti al contesto e periodo. Veloci, pratiche e che richiedono l’impiego al massimo di un neurone mal funzionante accaldato. A tal proposito nell’App Gikitchen è nata la sezione Estiva dove sto (disperatamente) cercando di raggruppare insalatine veloci ma al tempo spesso sfiziose e roba ultraveloce, leggera e fresca.

Il Primo Menù Estivo comprende: