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[vimeo http://vimeo.com/34368567] Ci saranno passeggiate guardando in alto. Vedremo gabbiani liberi ma anche  elicotteri che ci ricorderanno  fastidiose leggi. Cieli dove poter disegnare con le mie matite cancellate da nuvole che il vento non riesce a trattenere. Ci saranno giubbotti abbottonati fino al collo perchè fa

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E l’immancabile cotechino è qui!

Che detto con l’intonazione carrambesca di Raffaella Carrà fa immaginare questo salsicciotto scendere le scale tra aitanti boys con i capelli intrisi di gel e abbigliati con scadenti Frac sotto le note di un’imbarazzante musica spagnoleggiante.

“Direttamente dall’Argentina il Cotechino è quiiiiiiiiiiiiiiiii”.

Applausi a scena aperta.

Il cotechino, nonostante in questo periodo sia protagonista indiscusso sulle tavole, ha un ruolo effettivamente marginale; soprattutto qui al sud. Dopo ennemila portate, difatti, arriva lui. Dopo averlo bollito dentro quell’angosciante confezione melliflua e gelatinosa invade il centro della tavola con un ricco di contorno di lenticchie “che portano fortuna”. E partono i lamenti “uhhh noooo sono pieno”, “ummamma noooo il cotechino noooo”, “no santo cielo sto scoppiando”.

Ma è un’imposizione mangiarlo. Un tassativo. Un masochismo immotivato.

Eppure il cotechino meriterebbe di arrivare ben prima di quelle ottomila portate e godere appieno del suo innegabile sex appeal. Che siano grandi o piccini difatti, generalmente è difficile dire un no convinto.

Qualora lo si giudicasse per l’aspetto e la consistenza forse qualche “no” in più potrebbe pure riceverlo ma a mortificarlo è di sicuro questa confezione commerciale.

Il vero cotechino, quello appositamente confezionato dal macellaio di fiducia, ha davvero un aspetto diverso, proprio come lo zampone; essendo maiale poi non vi è bisogno di sottolinearne la bontà (come vado? sono brava e convincente per essere una stupida vegetariana?).


Mancano tre giorni al Capodanno e ce la state mettendo tutta per non farmi arrivare al 2012. Ma la mia dipartita sarà una morte felice lanciando cuoricini a quanto pare, e ordunque perchè lamentarsi?

Ieri mattina l’applicazione Gikitchen era al decimo posto della classifica Ipad (categoria Mode e Tendenze) in Italia ed al trentaseiesimo posto  nella classifica per Iphone. Nonostante mi piaccia tantissimo dare i numeri, anche se  non certamente questi,  mi ritrovo a darli perchè davvero non ho più  parole per esprimere il mio più sentito ringraziamento. In particolar modo agli anonimi che senza motivare e addurre spiegazioni lasciano una stellina (su cinque) per abbassare la media. La trovo una cosa oltremodo carina per manifestare la bassezza intellettuale. Grazie a loro addirittura io stessa risulto intelligente. Come non essere grata?

Come se non bastasse poi Ipadevice dopo IpadItalia con l’articolo di ieri mi recensisce con parole oltremodo lusinghiere. L’articolo si trova cliccando qui.

“Dopo i “bagordi” di questi giorni vogliamo proporvi un’App di cucina. No, non siamo impazziti di colpo, l’App che vi proponiamo è decisamente diversa e secondo noi è meritevole della vostra attenzione. Gikitchen non si limita alle sole ricette ma dispensa utili consigli per la nostra tavola in generale. 

Iniziamo subito dicendo che le sezioni presenti sono veramente tante e tutte sono estremamente curate e interessanti. Chi ha avuto modo di scaricare l’App nei giorni scorsi avrà trovato utile la sezione dedicata al Natale e per quelli che lo faranno dopo aver letto questa recensione consigliamo di prendere spunto dalla medesima sezione per preparare qualche dolce per il cenone di fine anno.

Come detto a inizio articolo Gikitchen non è la solita App di ricette, ma a nostro modo di vedere rappresenta un vero e proprio aiuto per vivere al meglio la tavola con idee e soluzioni per rendere unico ogni vostro momento in cucina. L’interfaccia grafica semplice e intuitiva aiuta a prendere confidenza sin dai primissimi secondi in cui viene usata l’App. 

Le foto è la presentazione del piatto sono veramente ben fatte e mostrano l’estrema cura e attenzione che è stata riposta nel creare l’App. Degna di nota la sezione dedicata alle ricette per i bambini, che se avete dei figli piccoli vi aiuterà a farli mangiare semplici e divertenti piatti per i loro palati solitamente un pò “scontrosi”.

L’App è interamente gestita dalla nostra amica Giulia, che molti di voi conosceranno per il suo famosissimo account Instagram maghettastreghetta. Chi conosce Giulia conosce anche l’energia e l’impegno che mette in ogni suo progetto, la stessa energia che troviamo in questa sua App che anche se attualmente ancora in fase di “work in progress” promette veramente molto bene.” continua >>>>

L’ho detto Grazie? Santapizzetta. Grazie.

Nel frattempo sto lavorando duramente per cercare di completare qualcosina;  c’è la nuova sezione “Senza latte”, con tante ricette sfiziose senza latticini (in costruzione). La sezione “gluten free” senza glutine ed a breve comparirà la sezione “Ultralight” per un regime ipocalorico. E’ stata introdotta anche la prima parte di “Pasticceria base” così ogni volta non bisognerà ripetere la solita storia della brisè, frolla e blablabla. Insomma trascorrerò il Capodanno uplodando ma sarò felice di farlo. 

Urge infine una rettifica prima di approfondire la questione “Ultralight”, ovvero che la mia App è completamente gratuita e non sarà mai a pagamento. Chi mi conosce almeno un po’ sa che è un principio il mio. Non mi faccio mai pagare per collaborazioni in rete. Non mi faccio pagare per parlare di prodotti. Non mi faccio pagare ordunque neanche per l’App. E’ un pensiero da parte mia per chi (masochisti) mi volesse in formato icona e in versione soprendentemente sintetica sul proprio Iphone o Ipad per colpire fortemente il mio facciotto fumettoso con il dito indice (e per Android ci sto pensando. Tutti ! Voglio rovinarvi tutti!).

Non ho nessuna qualifica per fare pagare le “mie” ricette, che tra l’altro la maggior parte sono rielaborazioni di ricette che hanno altra partenità. Non mi faccio pagare per foto che faccio per passione come anche per pasticci visivi fatti  per diffondere più un’idea e un sogno che altro. Io non sono qui per guadagnare, ma per sognare e sorridere; se qualcuno vuole farlo con me, ben venga. Fin quando ne avrò tempo e voglia, senza dare troppe spiegazioni.

Semmai un giorno si dovrà pagare sarà per una storia che abbia un inizio e una fine. Il mio essere al momento non ha inizio e non ha fine. Semplicemente è. E tutto il resto non è.

Filosofie parmenidee a parte, ciancio alle bande e si parte con l’ultralight giusto? (chemisoconfusa)

E’ stato già deciso sulla Pagina di Facebook che dalla settimana prossima un’ondata di insalate e brodini ci travolgerà. Dopo questi strepitosi bagordi che ci hanno visti rotolare allegramente pieni come tacchini durante la festa del ringraziamento, è ora di darci tutti una calmata e disintossicarci. L’altro giorno avevo il cappotto ma sembrava che indossassi un piumino. Per dire che questo fascino da Omino Michelin lo sprigioniamo un po’ tutti al momento ma mai deprimersi! Due insalatine veloci e sfiziose e qualche accorgimento e saremo nuovamente in forma! (ok. finiamola e buttiamoci in un angolo a piangere. Io porto dolcetti e pop corn. Organizziamo la lista delle cibarie subito).

Futili ottimismi a parte direi che è arrivato il momento del “Come ti riciclo la frutta secca parte due”. Dopo i panettoncini salati ai fichi secchi (per la ricetta clicca qui) e i tartufini di panettone con la ganache a cioccolato aromatizzata al liquore di arancia (per la ricetta clicca qui), è la volta del Caprino con le Noci e Pepe Nero e Gelatina di Lenticchie e Pepe (e per la ricetta sei già qui e non devi cliccare da nessuna parte).

Non so se capita anche a voi ma a me durante le feste di Natale tra i vari doni e cestini mi infilano sempre una discreta quantità di noci, nocciole e mandorle. E in questa discreta quantità c’è una timidezza intrinseca di snocciolare (mai termine più adatto) esattamente la grammatura. Si parla però di milioni di grammi, giusto per capirci. Mentre al Nippotorinese si donano salamini dei Nebrodi e Suppressate e cotechini e zampe di qualsiasi animali terrestre e non, per me si confezionano cestinoni con frutta esotica e l’immancabile frutta secca. Aver sostenuto poi che apprezzo i fichi e le nocciole-noci-pistacchi ha scatenato una furia omicida. Avendo la casa invasa e progettando di fare macaron per il resto della mia vita e tanti dolcetti con la farina di mandorle, ho tentato il tutto e per tutto con qualche preparazione che fosse salata. Semplice e veloce e perchè no anche un’idea sfiziosa e anche un po’ leggera per questi giorni. E così: caprino con noci e pepe nero, sia.

( le foto sono talmente oscene che non riesco a capire con che coraggio io oggi le pubblichi ugualmente. Corro troppo e poca luce)

 

Ieri, a sorpresa è un eufemismo mentre “secchio di acqua ghiacciata sul volto mentre sorseggiavo una tisana calda davanti al camino”  più vicino alla realtà, la mia App Gikitchen è stata recensita su Ipad Italia e Iphone Italia (l’articolo lo potete trovare cliccando qui su Ipad Italia e cliccando qui su Iphone Italia ).

Il Titolo recita così:

“Gikitchen: in un panorama di applicazioni di cucina seriose e noiose, una piacevole sorpresa!”

Non cercherò di essere composta e glaciale ma genuinamente vera. Quando ho cominciato a leggere, dopo esattamente tre righe, sono scoppiata in un pianto liberatorio che ha giovato allo stress del periodo.

Dire che ne sono lusingata e onorata non solo è il minimo ma non corrisponde perfettamente alla realtà. Non immaginavo neanche lontanamente che dopo neanche dieci giorni dall’uscita ci sarebbe stato un riscontro del genere. Gikitchen sulla classifica Ipad è al momento al trentasettesimo posto e per un’applicazione interamente gestita da me (per la prima volta con il sistema App;  grazie al cielo ho  il supporto fondamentale del mio preziosissimo amico Emanuele Ferrari che oltre ad aver costruito un pannello di controllo semplice e intuitivo sopporta le mie paturnie)  e in costruzione ( visto il periodo ci   posso davvero lavorare pochissimo) è un successo non solo insperato ma davvero inaspettato.

L’idea del resto era solo “bisogno di sinteticità” e cercare di raggruppare un po’ di foto, testi e idee senza perdersi nei meandri delle mie parole, allucinazione e appunti visivi presenti sul blog.

Ringrazio in maniera random sui diversi social network chiunque abbia critiche ( e non) da farmi; correndo il rischio di essere leziosamente ripetitiva beh. Grazie. Grazie davvero.

L’articolo è scritto da Andrea Del Vecchio, al quale comunico sempre con aplomb e maturità che lo amo e che cucinerò per lui tonnellate di dolcetti e salatini (così giusto per presentarmi a lui in maniera professionale ed equilibrata)

“Parlar di cucina va di moda. Anzi no, parlar di cucina va spaventosamente di moda. Basta accendere il televisore ad una qualunque ora del giorno o della notte per rischiare seriamente (sì, spesso proprio di rischio si tratta!) di incappare in un programma culinario; oppure provate a fare due passi nella vostra libreria preferita e scoprirete un fiorire di libri, libretti, manuali e guide per cucinare al meglio questo o quell’ingrediente; ed in edicola poi c’è una vera e propria invasione di giornaletti e riviste sul tema. Ovviamente il mondo delle applicazioni per iPad ed iPhone non poteva essere da meno e quindi ci offre una grandissima varietà di applicazioni per tutti i gusti e le necessità (stupisce solo che Apple non abbia ancora dedicato alla cucina una categoria specifica). Ebbene, pur trattando di cucina l’applicazione di cui vi vogliamo parlare si distingue per la sua simpatia ed originalità; si chiamaGikitchen ed è un’app tutta italiana. Gikitchen è un’applicazione sviluppata da Emanuele Ferrari disponibile gratuitamente da qualche giorno su iTunes App Store. I contenuti sono curati da Giulia, meglio nota dal popolo della rete come Maghetta, la quale da qualche tempo gestisce un interessante blog che ha dato all’applicazione non solo il nome ma anche le ricette e le immagini (notare come la nostra Giulia, oltre che di cucina, sia anche un’adepta del mondo Apple, cosa evidente per esempio guardando con attenzione lo screenshot qui sotto).La struttura dell’app è davvero semplice e -come ormai saprete- molto spesso questa osservazione è tutt’altro che un insulto. Dalla schermata di apertura possiamo accedere alle 4 diverse sezioni che la compongono: About nel quale sono raccolte alcune info sull’autrice” Continua su Ipad Italia >>>>>

Ad attendermi una giornata leggermente frenetica e quindi lascio qualche appunto velocissimo in cucina e fuggo velocissimamente via:

Stoica e impavida resisto a una chilata di cioccolatini di Zuccarello provenienti da Torino. Non so neanche io esattamente come, ma considerato il fatto che penso a loro dalle sette del mattino sino alle sette dell’indomani a breve un raptus mi farà compiere l’estremo gesto e tanti saluti.

Stoica e impavida resisto poi a una tonnellata di frutta secca, che per qualche assurda ragione ho detestato tutta la vita e amato all’improvviso giusto due settimane fa, insieme a quelli che per antonomasia sono in assoluto la mia droga: fichi secchi.

Il pandoro diventa base per dei tiramisù velocissimi al mascarpone e caffè ma si imbottisce di gelato e ganache; diventa soffice alternativa al pan di spagna e sbriciolato nell‘impasto dei muffin ha un suo perchè. Si possono fare crumble e unire creme spalmabili al cioccolato così da ottenere merende gustose e nutrienti o semplicemente come alternativa da inzuppare nel latte o accompagnare al tè delle cinque. La scadenza si protrae tranquillamente anche sino a dopo pasqua e ci saranno pure strepitose offerte da accaparrarsi a prezzi stracciati che visto il periodo è meglio non sottovalutare.

Stessa cosa per il panettone che sia con uvetta o canditi o entrambi, offre davvero molteplici occasioni per rivisitarlo, riadattarlo, trasformarlo, rielaborarlo e tutti i sinonimi che si possono tranquillamente trovare su virgilio.it, mio fido amico quando la pigrizia grammaticale mi coglie in queste giornate che definire frenetiche sarebbe un eufemismo.

La mia passione per Alessandro Borghese è cosa nota. In queste vacanze natalizie sono rimasta incollata su Real Time ad ammirare le sue idee velocissime e sfiziose. Una di queste la ripropongo oggi perchè tra tutte quelle viste e lette a mio modesto avviso è sorprendente nella sua semplicità.

Non ci sono grammi, ettolitri e indicazioni precise ma solo un po’ di occhio e accortezza durante la preparazione.

Non sono richiesti ingredienti particolari e tutto può essere sostituito o variato. Una metodologia di preparazione che francamente mi piace ed è soprattutto legata al periodo. Senza troppi schemi e regole. E’ già tanto essere sopravvissuti a questi cenoni (e i “pranzoni” dove li mettiamo?); chiedere di dosare, procacciarsi particolari ingredienti e dedicare ore a una preparazione dolciaria è assurdamente impensabile.

Si dà inizio al Riciclo del Panettone, ordunque!

Avrò modo di blaterare circa il Natale ma avendo un’operazione importantissima da eseguire rimando. Sistemare le nuove lenzuola del nano da giardino non mi si dica  non sia una  priorità assoluta.

E dopo aver finito il countdown per il Natale è ora di partire con quello per il Capodanno. Finito quello comincerò con l’Epifania, la Pasqua, e così via. Fino alle fine del mondo che a quanto pare è in arrivo.

Uscita indenne anche da questo Natale, dopo aver brindato con ettolitri di succo di arancia senza zucchero e ingurgitato quantità industriali e preoccupanti di nocciole del Piemonte e noci pecan, ricomincio a pieno regime (nessuno mi chieda “perchè quando hai smesso?”) fino all’avvento dei Maya (nani da giardino abbronzati con frangette e caschetti lisci color ebano che ricordano un po’ i vecchi film napoletani di D’Angelo, giusto per focalizzarne correttamente l’aspetto).

Visto poi che una lunga giornata tra fornelli e disegni mi attende, ciancio alle bande e: Polpette!

Le polpette sono stramaledettamente simpatiche. Ti vien voglia di abbracciare non solo loro nella perfetta rotondità che le caratterizza ma anche chi le ha preparate. A me le polpette stanno proprio simpatiche.

Mamma è capace di fare polpette di qualsiasi cosa. Di pasta e riso avanzato e di verdure. Ci infila dentro pesce e carne indistintamente e non rinuncia mai a speziarle, elaborarle, inventarle e friggerle e infornale.

Nel dna siculo, per via dell’arancino che sia tondo o a piramide, c’è qualcosa di mistico nell’impolpettare. Me ne sono resa conto quando alla vista del libro dedicato alle polpette nell’idilliaca calma della libreria ho gridato “POLPETTTEEEEEEEEEEEEEEE!”.

Sarà che Giuliano (vedi Kiss Me Licia), unico gattone simpatico della storia, con la sua (finta) Polpetta ha influenzato la mia generazione (vi ricordate che qui ne abbiamo parlato con tanto di ricetta semplicissima dell’Okonomiyaki? No? beh. Clicca qui !).

Tutti gli ingredienti abbracciati e vicini. Uno scrigno di sapori pronto a esplodere e far festa tra le papille gustative manco fossero a un rave party organizzato dal Gambero Rosso. Questa è la polpetta. Sogno proibito nella versione fritta e ricca e sogno accessibile a costo zero nella versione light senza troppi frizzi e lazzi.