Pasta che Taddi – Pasta Siciliana con i Tenerumi

Cucurbita  moschata della varietà Serpente di Sicilia. La zucchina  si presenta a forma di serpente, cilindrico, di colore verde molto chiaro con superficie lunga e  la sua  lunghezza  può raggiungere e superare anche i  due metri anche se è mediamente lunga 50-80 centimetri con 8 centimetri circa di diametro.

E che cosa sono i Tenerumi? Le foglie tenere (tenerumi, giustappunto) di queste zucchine che mia nonna aveva nell’orto. A Pasta che taddi in Sicilia è un’istituzione. Non vi è un siculochesiauno che non conosca ( e generalmente apprezzi)  questo piatto antico che racconta moltissimo in termini di reminiscenze ancestrali grazie sol anche all’0dore.

A me basta metter su  a scaldare un po’ di “taddi” che mi commuovo. Ricordo mia nonna. L’orto. Il mio coniglio ammazzato. Io che fuggo a gambe levate dai gatti e Zia che mi costringe a guardare l’ultima puntata di Leonela ma io avevo paura perché Pedro Louis era innocente ma era in carcere. Continuo a ribadire che non strano non è che io sia una psicolabile con un’infanzia così.

Sta di fatto che quando SantoFruttivendolodiFiducia mi ha detto che aveva i Tenerumi ( notizia che arriva a me un po’ come ” ci sono dei broccoli speciali ” e la bava mi cola lungo le ginocchia per andare verso l’alluce ) mi sono detta che sì. Era arrivato il momento di mettermi alla prova con questo piatto giusto per riconfermare che sono il disonore della Trinacria. 

Il Risultato è stato migliore di quanto sperassi nei più reconditi sogni perché si sa che io con il primo non vado proprio d’accordo. In realtà non è classificato come primo piatto ma come minestra ed è tipico dell’estate anche perché è proprio in quel periodo che il Tenerume da il meglio di sé. Ho giocato un po’ alla rinfusa ( come si vede nel video) bagnando il tenerume con la salsa e bagnando la salsa con l’acqua di cottura del tenerume. E mi sono divertita un sacco. Un po’ meno dopo la colf che ha dovuto rimboccarsi le maniche per pulire quelmaledettopianocottura che molto intelligentemente ho preso di vetro. Vabbè che se fossi andata con l’acciaio sarebbe stato un dramma  uguale perché il novanta per cento delle mie superfici casalinghe è composto proprio da questo materiale ed è già tanto che la colf non mi abbia ucciso per la scelta infelice.

Tra l’altro casa mia si sta trasformando da una “semplice” mansarda-piano attico a casa in tre piani ( potenza del Mago Turi) e in pratica l’edificio adibito a ufficidiTuri, attualmente in trasferimento, diventeranno casadepositodiaia ( perché il Nippo avrà sempre un cassetto e solo un’anta di armadio). Quando la colf  saprà che riconfermerò il mio amore verso l’acciaio sarà la volta buona che mi picchia ( e come darle torto?). Ma perché sto parlando di acciaio, traslochi, muratori ? Eravamo qui per i ….waffle? no. Le patatine al micro….? uhm no. ah sì i taddiiiiiiiiiiii Conigliomortoammazzato, vero!

Insomma i Taddi-tenerumi-fogliezucchinaserpente è inutile girarci intorno non si trovano nel resto d’Italia. Non lo dico io ma grandi chef, blogger famosi sul web, cultori delle verdure varie ed eventuali. Un po’ come accade per i Caliceddi ( ve li ricordate i Caliceddi vero? Salsiccia e Caliceddi? Meravigliose erbe spontanee che crescono nelle terre vulcaniche? Clicca qui !) . Ho letto però che al mercato di Roma qualche volta arrivano, giusto per chi passasse di qui e fosse interessato.

E’ importante avere l’accortezza di lavare bene i tenerumi. Giusto con un po’ di bicarbonato in ammollo perché riescono a trattenere una quantità tale di terra che nel nostro intestino crasso poi si potrebbero coltivare piantagioni di limoni, giusto per dirne una. Ma anche bonsai giapponesi perché no?!

E quindi dopo averle lasciato in ammollo con qualche cucchiaio di bicarbonato basterà sciacquarli per bene e più volte. Togliere la parte dura e ricavare soltanto le foglie e tagliarle un po’ qualora fossero troppo grandi.

La Ricetta

Si devono far bollire in acqua bollente salata e nel frattempo far saltare in una padella una testa di aglio, che andrà tolta, in pelati-salsa-pomodorofrescoèmeglio (le solite cose) con poco sale. E poi giocare bagnando, come dicevo prima, l’acqua di cottura dei taddi con un po’ di salsa e viceversa. Versare la pasta (sempre corta) nell’acqua dove stanno cuocendo i taddi che necessitano super giù di 14-15 minuti di cottura non di più e scolare tutto insieme non dimenticando di mettere da parte l’acqua di cottura che occorrerà poi per “mantecare” in padella spaghetti-salsa-taddi. Si copre tutto con pecorino siciliano grattugiato direttamente in padella ( alcuni mettono il parmigiano. Sacrilegio!) e subito in tavola. Un po’ più brodosetto per chi lo preferisce ( e tradizionalmente è così) e un po’ più asciuttino se vi capita un Nippotorinese come fidanzato ( che mi piace chiamarlo fidanzato; che fa molto giovane yeah!)

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15 COMMENTS

  1. Ma sai che la pasta coi tenerumi è il piatto preferito di mia mamma?! In effetti lei la prepara un pò più brodosa rispetto alla tua versione.
    Ebbene sì non te l’ho mai detto ma sono di Palermo, benchè da un bel pò di anni io sia nomade per l’Italia!!! 🙁
    Mi manca la Sicilia e non dirmi che c’è rivalità tra catanesi e palermitani perchè non ci credo!!! 😉
    La Sicilia è unica e ineguagliabile e ogni volta che leggo un tuo post con ricette o qualsiasi riferimento alla nostra terra mi viene tanta nostalgia!!!

    Un milione di abbracci alla “siciliana” cara maghettastreghetta 😉

  2. (era la musica o era la voce a farmi un effetto. strano.)
    ho visto il video caricato su youtube ieri ma non l’ho visionato e ho aspettato il post. sono stata brava e mi merito una caterva di tenerumi si. (hanno pure un nome invidiabile.)

  3. continuo a ricordarmi buona la pasta con il pescespada e le olive eh. ma forse ero davvero strafatta di insalata russa e non sono obiettiva.
    dettoquesto. COSA CI FAI LE RICETTE CON GLI INGREDIENTI SOLO SICULI EH?! O SPEDISCI TENERUMI, O FALLA FINITAAAAAAA.

  4. Mi hai riportato indietro ai sapori della mia estate in Sicilia… aspetta che chiudo gli occhi… sento il profumo del mare e il calore del sole… voglio tornare!!!

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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