Penne di Gragnano con Pesto veloce improvvisato (pesce spada, olive e melanzane)

Giulia. Vabbè no dai. Si chiama BestiaBionda. Ok ricomincio.

BestiaBionda ama il pesce spada. E fin qui le notizie non sono particolarmente interessanti. La tartare di pesce spada con gli agrumi le fece giurare amore eterno a Gikitchen, a quanto pare. Dopo anni si suggellò questo momento romantico con la videoricetta sulla Tartare di Pesce Spada con Agrumi per l’appunto (visibile qui). A dimostrazione, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che la virtualità non esiste. Per quei tre-quattro primitivi che non hanno ancora avuto la gioia di scegliere amici speciali in giro per il mondo. E non tenersi quei quattro che capitano geograficamente favorevoli.

La Bionda direttamente da Ferrara è atterrata con un last minute per aiutarmi. Questa la versione ufficiale (la versione reale è: farsi un po’ di giorni di vacanza, vedermi lavorare, chiacchierare mangiando granite, prendermi in giro con il Nippotorinese bevendo selezioni di birra e ricordarmi come se ce ne fosse bisogno che lei e il Nippotorinese mangiano come cavallette affamate e rimangono: MAGRI E BELLI E SGONFI. VI ODIO! mi leggete! SO CHE MI LEGGETE! VI ODIO! ).

Dopo una settimana devastante di set fotografici, ricette strampalate, malumori ed esaurimenti (per via dei continui sbalzi di temperatura ho avuto febbre, raffreddore, malumore, acciacchi, mal di gamba, mal di ginocchiofemorelesionemenisco. Porterà un tantinello sfiga la bionda?) e temperature fuori controllo (qui in Sicilia sta davvero succedendo di tutto. E in questo tutto c’è stata anche la contessa dei venti di cui parlerò ben presto) siamo arrivati a Sabato. Devastati ma ci siamo arrivati.

E ci siamo arrivati con una torta ungherese che volava sotto la pioggia e dei cupcake molli al cioccolato che odoravano di birra.

Ci siamo arrivati dopo essere usciti (non si sa come) indenni da un pranzo con la nonna (presto la videoricetta più pazzesca mai vista. Leggera soprattutto. LEGGERISSIMA ed ESTIVA). La cucina devastata (grazie colf!) come se fossimo a Beirut in un periodo non favorevole ahimè. E. E tanto tanto disordine tra selezione di tovagliette non stirate per set culinari fotografici e tazzine. Piatti. Corredi. Ferri da stiro portatili. Fiori secchi e freschi. E.

Il Delirio.

Non sapevo, nonostante ci fossero milioni di dolci per casa, cosa dare da mangiare a pranzo a questi due poveri sciagurati. Visto che vengo sempre presa in giro per i miei primi piatti mi sono detta:

E movifacciovedereio.

E così è stato. Ho servito delle pennette rigate di Gragnano con un pesto improvvisato di pesce spada freschissimo appena pescato (non da me. Ok la smetto. Ma avendo tutto questo tempo a disposizione mi sa che un saltino a fare pesca a traina lo farei quasi), olive nere, melanzane al vapore e un po’ di prezzemolo.

Avrei voluto mettere l’uvetta e pochissimi pomodori secchi lo confesso, ma dopo 15 minuti (generalmente ne occorrono di più) la pasta aveva l’aspetto scotto e non volevo rovinare tutto. Nella fretta non ho aggiunto questi ultimi due ingredienti che se dosati bene avrebbero reso il piatto più dolciastro in maniera esasperatamente sicula.

Come si fa il pesto? Niente di più semplice.

Le melanzane le avevo cotte a vapore per me la sera precedente e sono buone. Non per forza devono essere anche fritte ma nel caso. Si possono aggiungere dadini di melanzana.

In poco olio extra vergine d’oliva fai riscaldare e saltare le melanzane al vapore (o anche no). Aggiungi le olive tagliate sottili. E il pesce spada tagliato a cubetti. Insaporisci con sale grosso macinato sul momento e pepe nero. Poi prezzemolo fresco senza esagerare e cuoci fin quando il pesce è cotto. Non è necessario che la cottura sia lunga. Fai semplicemente amalgamare e sposare gli ingredienti. Con l’aiuto di un frullatore a immersione e allungando con un po’ di acqua di cottura della pasta che sta cuocendo frulla tutto e riduci in pesto.

Scola la pasta avendo cura di tenere da parte un po’ di acqua di cottura. Gira per bene tutto e servi caldissimo. E io l’ho servita pure caldissima perché vengo presa in giro pure per questo. Ho fotografato infatti in due scatti veloci.

Ha perso tempo più la Bionda, come si evince dalle immagini, per caricare su Instagram il piatto caldo. E non scotto. Tiè.

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8 COMMENTS

  1. allora. premesso che tu continui a dire che io porto sfiga e io continuo a ribadire che dovreste piantarla di chiamarla LA TERRA DEL SOLE e ribadisco anche che NONCIVENGOPIùGNEGNEGNE (VACANZA? QUALE VACANZA?).
    Detto questo.
    Il pesto era davvero mooooolllllllto buono e anche la pasta. è ora di finirla con questa ridicola commedia che non sai fare i primi. sai fare i primi e pure il caffè! (sono fuori di me, è ovvio.)
    adesso, sopravvissuta alla leggerezza della ricetta della nonna, vado ad annegarmi sotto la pioggia. ciao.

  2. ahahahah…se la bionda porta sfiga non lo so…però si fa tanta strada poverella…che mi sa che se la porta non lo fa consapevolmente! 😛 attendo video di tutte queste giornate folli con ansia <3

  3. Che fame!!! Mi sembra tutto buonissimo, mi è aumentata la salivazione e ho una gran voglia di cucinarmi qualcosa copiando la ricette…

  4. io me lo ricordo quel video lì, quello in fondo alla pagina, in cui la bionda sottopressione impiega circa 45 minuti a tagliare un cubetto di pesce. vi amo, sì, lo sapete già ciao.

  5. Mamma che gioco di sapori per questo piatto! davvero ricercato il mix di ingredienti e decisamente siculo, anche senza i pomodori e l’uvetta, che in caso ricorderemo 🙂
    un bacione

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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