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Semi e Cereali

Che Red Edizioni sforni libri uno più bello dell’altro non è più un segreto per nessuno. In questi giorni ho messo in ordine la mia libreria culinaria -sottotitolo: non so più dove metterli- e son venuti fuori libri e libri. Confesso che negli ultimi mesi il mio maniacale ordine è andato a farsi friggere. Tra lavoro, impegni, distrazioni e vecchiaia (solo l’ultima a dirla tutta) ho contravvenuto un po’ alle rigide e ferree regole del tipo: sistema in ordine di altezza, colore, edizione, anno, autore e assurdità assortite. Un po’ tutto alla rinfusa. In casa si vocifera che io non sappia cosa significhino esattamente i termini alla rinfusa e in disordine e che i parametri siano leggermente sfalsati. Come dire insomma che “un paio” non significhi: quattro-cinque. Sì hai letto bene (ma pure sei-sette). Per un siculo “un paio” non è due. Seriamente come si fa a pensare che “un paio” sia contestualizzabile a tutto. Impossibile! Il Nippotorinese non dice più al panettiere “dammi un paio di panini” perché almeno sono quattro-cinque. Anche “passami un paio di cotolette” può significare ritrovarsi nel piatto un chilo di carne. Ma perché sono finita a parlare di un paio? Ah sì. Comunque so esattamente cosa significhino i termini. E se dico alla rinfusa dico che c’erano almeno quattro libri non allineati correttamente. Ho ragione o no? (Non vi faccio tenerezza? Acconsentite. Ho pure il colpo della strega e digito da un letto alla rinfusa, ovvero il cuscino medio bianco non è accostato perfettamente a quello in merletto)

(Sono una vecchia signora antipatica con cuscini fatti di merletto. Come mi sono ridotta così? Se arriva la deriva shabby sparatemi piombini di zucchero a vista)

Ma voglio parlare di questo adorabile volume, trovato proprio lì. Alla rinfusa. Acquistato non troppo tempo fa su Amazon. Semi e Cereali di Amy Ruth Finegold – Tanti modi salutari per gustare ogni giorno questi superfood. Red Edizioni 19.50. Copertina rigida, foto splendide e libro da avere. Amen. Potrei pure finirla qui. Ma sei così fortunato? No. Continuo nei miei deliri.

Ho dovuto ricontrollare la categoria La Libreria di Iaia (con il nuovo template non trovi che sia tutto aulicamente ordinato? Menti perché sto impazzendo) perché il dubbio di averne parlato mi ha assalito (ritorniamo al punto iniziale del vero problema: la vecchiaia). L’introduzione spiega sin da subito il perché di questo libro. Non è tanto un testo di cucina, dice l’autrice, quanto il bisogno di condividere e riflettere sugli aspetti del suo stato di salute. Avendo combattuto per più di venti anni con disturbi digestivi tutto quello che è benessere inevitabilmente ha dovuto prendere il sopravvento, lato alimentazione. Dice una grande verità Amy, ovvero che i medici possono consigliare e prescrivere ma è il corpo -il proprio- a dare le vere risposte. Solo studiandolo si può davvero capire cosa ci fa star bene e cosa no. Si decide quindi, in seguito ai disturbi digestivi, ad affrontare anche da sola la faccenda. Con il tempo e con l’aiuto di nutrizionisti -oltre alla passione smisurata per la cucina e l’alimentazione a tutto tondo- è riuscita a trovare un equilibrio con una dieta povera di zuccheri, glutine e latticini. Amy è convinta che bisogni mangiare più prodotti della terra possibili. Quelli che lei definisce (a ragion veduta) “cibi antichi”. I cereali antichi sono grazie al cielo un mercato in continua espansione come i semi e i prodotti integrali (se ti fa piacere ho blaterato di semi qui nella Rubrichetta Mangiar S(tr)ano), ergo non è affatto difficile reperirli e pensare di introdurli nella dieta di ogni giorno. La prima parte del libro, interessante e schematica, è dedicata all’approccio per conoscere i semi e cereali, quindi consigli sulla cottura e suggerimenti per la conservazione. Amy divide i cereali che contengono il glutine (orzo, bulgur, farro, freekeh, kamut, spelta e grano intero) e quelli che non lo contengono (amaranto, miglio, grano saraceno, quinoa, riso marrone, nero e rosso, riso integrale, riso selvatico e teff). Parla dei semi di chia, lino, canapa, zucca, sesamo, girasole e anche altri alimenti salutari quali acai, farina di mandorle e olio di cocco. L’indice delle Ricette è diviso per colazione, zuppe, insalate e spuntini, piatti principali e dessert. Le foto sono molto belle. L’art director è Leslie Harrington e la food stylist è Rosie Reynolds. La traduzione è di Chiara Iacomuzio. Nonostante la carta non sia lucida e patinata ma ruvidina come piace a me i colori delle foto risaltano nel contesto tenuemente colorato, che rende se vogliamo un po’ “antico” e vintage -ma sì diciamolo- il tutto. Di quel vintage forzato intendo ma al tempo stesso contemporaneo e attuale. Ok la finisco. Bello. Mi piace. Punto.

I pancake di grano saraceno e semi di lino (ricetta provata e leggermente modificata che devo pubblicare da mesi, vabbè) sono ottimi e con assoluta certezza mi sento di dire che le ricette sono tutte davvero molto facili, veloci, intuitive e pure facili da ricordare perché ne ho provate diverse e mai delusione è arrivata. Anzi. Tutt’altro. Biscotti per la colazione al cocco fatti con i chicchi d’avena, Muffin alla crusca e all’ananas, Muffin ai mirtilli e yogurt ma senza latticini, Smoothie al cioccolato con il burro di mandorle e via con le zuppe. La verde disintossicante, l’estiva con il melone e il tamarindo e quella di avocado (gnammyssymo scritto così), zuppa di lenticchie e zucca (che non vedo l’ora di provare quando sarà tempo di zucche. Finalmente manca poco perché non ce la faccio più) e zuppa fredda ai pomodori e semi di lino. Le insalate, sono onesta, è la parte che preferisco perché l’uso sapiente dei cereali e semi in questi contesti dà tantissimi spunti. L’insalata di quinoa con verdure ed erbe aromatiche con salsa di agrumi, l’insalata di broccoli e grano saraceno guarnita con dukkah, riso selvatico con carciofi, pesche e pinoli, insalata di chicchi di grano con mele e noci americane, insalata di quinoa rossa con pollo funghi e vinaigrette all’harissa. E molto altro. Superbo e fine. L’accostamento perenne è sempre e solo questo a mio modestissimo avviso. La trovo molto elegante negli accostamenti, Amy. Una vera Signora in cucina, ecco.

Non vedo l’ora di fare la quiche di quinoa (sono pur sempre quella che ha fatto la pastiera con la quinoa, ahem) e pure la zucca abbrustolita con la salsa di avocado, lo yogurt e la canapa ma in versione vegan. Piatti di carne ce ne sono e il pollo bazzica un po’ ovunque. La torta speziata con farina di mesquite è una tra quelle che mi incuriosisce di più ma anche le barrette di cioccolato con  i semi e i cereali soffiati che somigliano a quelle fatte su RunLovers ma sono del tipo un po’ più secchetto. Pudding al cocco e semi di chia, Biscotti al burro con anacardi e quinoa e Tea loaf alla farina di mandorle con frutti di bosco ma anche Panna cotta allo yogurt con crumble di avena. Uhm. Tutte da provare, insomma.

Sarà che ormai rumino semi senza mai smettere, ma tutto quello che è contenuto all’interno di questo libro mi piace. E mi piace che ci siano piatti di ogni tipo che possono comunque essere replicati nella versione vegetariana o vegan. Un libro assolutamente da possedere per chi ha voglia di prendere confidenza con semi e annessi. Con cereali integrali e annessi, pure. Un libro da sfogliare per entrare in questo mondo in continua evoluzione. Perché dalle bacche di Goji in poi, diciamolo, mangiare semi di zucca e chia nello yogurt non è poi così strambo.

O forse sì, ma ancora per poco e per pochi.

La Libreria di Iaia

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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