Eat Race Win di Hannah Grant

Ho scoperto Hannah Grant grazie a Sandro Siviero di Runlovers; chi altri avrebbe mai potuto farmi scoprire una delle chef più famose e acclamate che cucinano per un team di triatleta, se non lui?! Me ne sono completamente innamorata. Ne abbiamo parlato scrivendo un articolo a due mani, che se vuoi leggere trovi cliccando qui.

Sandro è rimasto entusiasta dalla visione di

” Eat Race Win, un documentario che ha come protagonista e narratrice proprio la chef Hannah Grant. Accompagna la squadra Orica-Scott durante il tour de France e racconta il rapporto tra cibo e sport da un punto di vista che spesso viene messo in secondo piano tra programmi nutrizionali e conteggio calorico: l’aspetto dell’appagamento dell’atleta “ scrive Sandro.

La prima ricetta che abbiamo dedicato alla Rubrica “Cosa c’è per cena?” scritta a quattro mani da me e Sandro tratta dal libro omonimo Eat Race Win è il Banana Bread a basso contenuto di carboidrati con le patate dolci e l’avena (e la ricetta la trovi sempre qui).

La Videoricetta del Banana Bread di Hannah Smith la trovi qui.

Il libro non è stato ancora tradotto in italiano ma suppongo che arriverà presto visto il successo. Conta poco più di 300 pagine ed è amico di the Grand Tour Cookbook (che ho preso e te ne parlerò presto). La grafica è avvincente, il font azzeccatissimo e il colore metallizzato ti fa saltare come su una bicicletta appena cominci a sfogliare. Grafica perfetta, colori sgargianti, foto semplici ma molto belle a tutta pagina con impostazione classica e carta leggermente ruvidina ma non troppo come piace a me. Mi piace la collocazione alfabetica del sommario che ti consente di trovare e cercare facilmente. Il tutto è suddiviso in: Dairy Free, Gluten Free, Nut Free, Vegetarian, Recovery e Race Food. E c’è pure linde per ingredienti (cosa volere di più?). Hannah ha una penna chiara, diretta e va dritta al punto ( e mi fa pure una simpatia incredibile per via del suo bellissimo sorriso).

Musette Publishing è l’editore e Hannah per farla davvero completa si fa affiancare da dottori specializzati in questo tipo di alimentazione. Lo spiegone sui carboidrati a me, personalmente, annoia perché ho sempre un po’ paura di questo terrorismo psicologico. Qui non c’è, inciso, ma è presente quindi per chiunque volesse poi cimentarsi non deve preoccuparsi: lo trova.

“Nutrition is so important for better recovery and more energy. It is a important as training”

Bandiera del tutto.

A noi interessano le ricette però, scommetto. Già. E quindi: libro imperdibili, ricette interessanti che non si possono annoverare tra quelle riviste e viste fino allo sfinimento. Il fatto che ci siano tante bibite me lo fa piacere ancora di più (sono un’appassionata di smoothie, centrifugati ed estratti lo sai). Golden root oatmel (perché c’è davvero ovunque l’avena), Golden Fried porridge pancakes (di quando ho scoperto di poter “friggere” il porridge), Egg wraps, Muesli  in tutte le salse, Avocado non solo nel toast, Falalef con la quinoa e salsette a base di yogurt, patate dolci come se piovessero ma anche pesce e carne ma sono le più verdure e i cereali a farla da padrone. Un libro completo e ricchissimo di spunti, ricette e ispirazioni. L’alga nori poi c’è e quando c’è qualcuno che mette l’alga nori mi sento sempre a casa. E poi (quasi dimenticavo!) mi ha fatto scoprire le carote al forno con una salsetta di yogurt buonissima (Hannah diventiamo amiche, subito!)

Non è che ci siano tantissime cose da dire; che significa generalmente: ce ne sono così tante ma il concetto è sempre lo stesso che basta pure così. Il libro è strapieno di belle ricette che non devi interpretare come “leggere” perché si riferiscono agli sportivi; anzi tutt’altro. Proprio per lo sforzo che questi fanno ci sono anche piatti molto generosi che vanno sempre commisurati al proprio stile di vita, età, pezzo, altezza e quelle che cose che ormai grazie al cielo quasi tutti abbiamo imparato. Se non hai problemi con la lingua inglese (ma si capiscono benissimo le ricette e poi c’è sempre Santo Google Traduci) puoi farti davvero un bel regalo acquistando questo libro. Da parte mia posso dirti che ne parleremo ancora e ancora e che presto su questi schermi compariranno moltissime preparazioni di Hannah.

Post quindi in continuo aggiornamento; sarà mia premura inserire le varie preparazioni e post correlati. Nel frattempo: Grazie Sandro! Una scoperta bellissima.

Un giorno di questi lo sfogliamo insieme su instagram. Mi trovi su due account: iaiaguardo e maghetta. Su iaiaguardo deliri giornalieri e food mentre su maghetta le illustrazioni.

E io ti aspetto sempre su Runlovers, la mia seconda amatissima casa.

 

 

 

 

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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