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Il Casatiello classico sì ma ancor più saporito

Il Casatiello come la cuddura, e su questo abbiamo disquisito fino a farci sanguinare i polpastrelli sulle tastiere, ha una forma ben precisa e la presenza di uova non a caso. Tutto è da collegarsi alla Coullura/Cullura greca, antichissimo dolce circolare sovrastato da uova. Uova che in Grecia devono essere dipinte il Giovedì Santo per essere poste sopra il tipico tsoureki, che è una treccia di pane dolce (l’ho fatto qui con il cioccolato e le mandorle). Uova come simbolo perfetto di nascita.

Perfetto per essere trasportato nei cesti da picnic. Ti ritrovi un panino imbottito (leggermente più pesantino) e pure delle uova sode tutto in un colpo solo. Perfetto, no? Quello che ti propongo oggi è il classicone conl salame e la provola però nell’impasto non ho messo lo strutto come le scorse volte, infatti negli anni ne ho fatti diversi. Tra qualche giorno ti farò vedere una versione dove ho voluto sistemare il salame con qualcosa di non troppo diverso ma a mio avviso migliore per rendere il tutto morbidissimo e gustoso. Chiedendo preventivamente perdono a tutti i campani, vorrei sottolineare quanto il Casatiello passi alla storia come una preparazione pesantissima e priva di verdure ma.

Ma seriamente: chi l’ha detto che non si possa fare in formato vegetariano o addirittura vegano?

Due anni fa ho registrato la videoricetta di un Casatiello bigusto: metà classico e metà con verdure, ma in realtà si può davvero arricchire secondo i propri gusti. Io ne ho in testa uno con il pecorino romano e le fave (aggiungendo morbidezza con qualche cucchiaiata di pesto, ti confesso) già da un po’ e vorrei proprio prepararlo. Non so se arrivo a farlo, fotografarlo e “scriverlo” ma di sicuro voglio provarci e appuntarmi insieme a te l’idea in questo nostro taccuino di ricette e ricordi.

 

Questo è il Casatiello classico che ho voluto, te lo confesso, rifotografare in questa chiave dai toni caldi e avvolgenti. In casa in queste settimane sono stati tutti felici del Casatiello Tour (sì, mi sono un po’ fissata con i Tour): ho voluto provare diverse preparazioni, sia con lo strutto che senza, e cercare di ricavare la miglior ricetta da presentare sulla tavola pasquale. I giudici -capitanati da Nanda soprannominata la regina dei Casatielli- sono stati implacabili e hanno sentenziato senza colpo ferire a ogni fettona di Casatiello; che fosse con la provola ragusana o con un bel formaggio a pasta filante. Che fosse con del salame morbidissimo o simil soppressata. Quello che posso dirti in quest’ennesima chiacchierata sul Casatiello è che l’aggiunta di qualche pezzettino di lardo fa la differenza. Quest’idea improvvisa mi è venuta grazie alla preparazione del Pâté de Pâques o Pâté berrichon.

Perché mangiando quel Patè i miei adorabili e generosi commensali, che dispensano sempre opinioni e racconti in modo da farmi assaggiare con le parole e i sentimenti i piatti che non posso provare, avevano notato un ingrediente (che non avevano individuato) che rendeva tutto molto morbido e saporitissimo. E allora perché non aggiungerlo al Casatiello mi sono detta? E così è andata. Un classicone fatto con la pasta di pane classica senza strutto (anche se mamma continua a dire che l’impasto con lo strutto è migliore, ettepareva) e imbottito di provola ragusana (che è buonissima e che devo capire se sostituire con qualcosa di più appropriato), salame e pezzetti di lardo (ma pure qualche pezzetto di pancetta andrebbe bene certamente).

Spennellarlo sempre con uovo e poi una giratina di sale sopra ho notato che è cosa buona e giusta.

 

 

 

 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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