La Panna Cotta al tè matcha

Una declinazione dal sapore orientale del dolce sabaudo per eccellenza

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Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Il Nippotorinese ama moltissimo la panna cotta; sabaudo fino al midollo, insomma. Io, lasciando stare il fatto che non mangi la panna, non l’ho mai trovato un dolce particolarmente buono. Sono noiosa lo so ma al cucchiaio per me esiste solo una cosa: gelato (noiosa e ripetitiva, aggiungerei). Negli anni però proprio per questa passione sabauda mi sono specializzata nella preparazione di diverse declinazioni e una delle prime ricette, comparse nel 2010 su questi schermi, è stata proprio una panna cotta con la ricetta della mia bellissima cognatina. Alle fragole, lo ricordo come fosse ieri.

Faccio già da anni  la panna cotta a occhio, e talvolta aggiungo anche una parte di latte (si può fare solo panna, sì), vado sinceramente a occhio ormai ma orientativamente le dosi sono queste.

Gli ingredienti sono:

500 ml di panna liquida per dolci
100 ml di latte
9 grammi di gelatina in foglia
un quarto di cucchiaino di vaniglia in polvere ricavata dalla bacca
80 grammi di zucchero (anche meno)
Un cucchiaio colmo di tè matcha
Metto la gelatina in fogli ammollo con dell’acqua ghiacciata (rigorosamente) per 15 minuti. Su un pentolino metto la panna e il latte e poi lascio sciogliere lo zucchero. Aggiungo la vaniglia e porto a ebollizione. Una volta raggiunto spengo il fuoco, strizzo la gelatina per bene e la metto dentro. Lascio sciogliere pian piano girando di continuo. Una volta sciolto tutto verso la panna negli stampini o in quello in cui ho scelto di servire e lascio freddare. Dapprima fuori dal frigo. Poi dentro per almeno 4-5 ore.

Un dolce gustoso, facile e fresco caratterizzato dall’inconfondibile sapore del tè matcha. Perfetto per un dopo pasto ma anche per accompagnare un tè nero fumante caldo e avvolgente.

 

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