Brioche Brioscia vegana col Tuppo (quella della granita, sì)

Il tuppo si regala o cede solo a chi ami

Lo scorso anno non sono riuscita nell’intento; quello di realizzare una ricetta che somigliasse quanto più possibile all’originale. È difficile, non te lo nego. Perché si tratta, a differenza di altre preparazioni, di un sapore molto definito e che conosco sin da piccola. La verità è che non potranno mai essere come quelle di nonna o come quelle che si trovano nei bar e pasticcerie. Queste però ci somigliano tanto e vorrei perfezionarle ulteriormente. A questo punto però, onestamente, non ero mai arrivata e quindi condivido volentieri con te.

Gli ingredienti che ho scelto sono praticamente gli stessi della ricetta originale, fornitami da un pasticciere, ma lo strutto (o burro) è stato sostituito dall’olio. Per la sostituzione delle uova ho fatto affidamento al latte di soia (ho provato con due cucchiai di farina di ceci e anche con la fecola ma non mi ha convinto il risultato. Voglio provare con l’aceto di mele sperando non si senta poi dopo la cottura)

La Ricetta

200 grammi di farina 00
300 grammi di farina 0
100 grammi di zucchero (la prossima volta vorrei provare con più
Zucchero)
Un pizzico di sale
200 grammi di latte di soia
90 ml di olio d’oliva
15 grammi di lievito di birra
Mezzo cucchiaino di vaniglia
Fiori d’arancio/ aroma panettone

Sbriciola il lievito e aggiungi un po’ dei 200 grammi di latte di soia (tiepido) con un cucchiaio dei 100 grammi di zucchero. Lavora fino a sciogliere il lievito. Una volta fatto comincia ad aggiungere -sempre lavorando- zucchero e farina alternando con il latte. Continua a lavorare fino a ottenere un composto liscio, omogeneo r compatto. Si incorderà alla planetaria. Lavoralo per almeno 12 minuti a velocità media. Fai un panetto e mettilo sotto un canovaccio. Fai lievitare almeno otto ore in un luogo fresco e asciutto. Il panetto triplicherà se non più (dipende dalla temperatura ambientale). Dividi l’impasto in sei palline medie e sei palline piccole (il Tuppo!). Componi le brioscie (scritto così) mettendo la pallina più piccola su quella grande, spennellando con agave e latte di soia (purtroppo non regge tanto e lo vedi dai tuppetti cadenti della mia foto). Adesso spennella tutta la superficie e lascia ancora lievitare altre 4-5 ore.
Inforna a 185 già caldo per 30-40 minuti ma dipende dal forno. Quando sono dorate tira fuori. Sono buonissime calde e perfette. Tendono a indurirsi dopo 24-36 ore. È consigliabile conservarle in un luogo fresco. Si possono surgelare e se devi farlo meglio nell’immediato dopo averle sfornate (e raffreddate, chiaramente). Io le metto nei sacchetti ikea richiudibili nel freezer.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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