Cicerchiata? Pignolata? Cicerata? Struffoli? Palline fritte?

Must Try

La pasta a cinque buchi

La pasta a cinque buchi è un formato della tradizione siciliana immancabile nelle tavole -catanesi soprattutto- durante il periodo di Carnevale. Trovo un post...

La Tavola Fumetto per Carnevale

La Tavola fumetto è un'idea divertente da realizzare e non meno da mostrare. Chiunque ne rimane sempre piacevolmente colpito e a tratti esterrefatto. Basta della carta da modello per sarta o quella che preferisci, tanti colori, pennarelli e fantasia. Ti faccio vedere il video per dimostrarti quanto sia facile. Ho semplicemente disegnato sulla carta da sarta, decorato con dei coriandolo e deciso di apparecchiare con questi piatti firmati Alessi di Caltagirone.

Stelle Filanti (tagliatelle) al Ragù di seitan, datterino e peperoncino

Spinaci, zucca, zafferano e salsa sono i colori di questo primo piatto delizioso che ho voluto chiamare Stelle filanti in occasione del Carnevale. Un primo piatto leggero e nutriente a base dì "ragù" vegetale (seitan). Lasciati tentare perché ti sorprenderà.

Un rotolo di Stelle filanti colorate

Un rotolo multicolor che ricorda le stelle filanti arricchito con qualsivoglia meraviglia: ganache, creme, cioccolato e infinito altro. La ricetta è quella base del rotolo. Basta qualche goccia di colorante alimentare e il gioco è fatto!
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Quando latiterò immaginatemi, qualora mai voleste farlo, in una scrivania piena di Totoro, Momiji, penne e reflex. Con tre monitor davanti, pallottole di carta, ipad con cover improbabili e iphone con orecchie di coniglio. Tisane “Sollievo” che dovrebbero calmarmi (ma che vengono alternate a litri di caffè. Non decaffeinato. Caffè vero. Perchè sì. Ho ricominciato. Dovevo scegliere tra le sigarette o il caffè e ho scelto la seconda) e nani da giardino. Tanti. Tanti nani da giardino. Il sottofondo potrebbero essere questo (clicca e se sei in ufficio fai ballare tutti) ma non ne sono sicura. Per anticipare insomma che i post giornalieri ci saranno sempre. Del resto è la mia psicoterapia gratuita e ne approfitto. La mia interazione, ecco quella sì, potrebbe venire a mancare. Per un mesetto circa, indicativamente. Ma vi leggo entusiasta sempre. E sempre: grazie.

Celapossiamofarcela*inspiriamo espiriamo*

Anzi no. Voglio proprio indire il concorso “attribuisci un altro nome agli struffoli-cicerata-pignolata-cartellata-sannachiudere-pallazzedorateconpallinecolorate” perchè a noi questa trentina di termini proprio non va bene. Di più. Ne vogliamo di più.

Una cosa è certa, sempre dello stesso impasto si parla. Sì certo può cambiare la dose della farina e talvolta dello zucchero e può cambiare un po’ l’elaborazione ma insomma sempre della stessa base si tratta. Se in Abruzzo, Marche e Molise si tratta di un vero e proprio prodotto alimentare portabandiera regionale, a Napoli con il nome di struffoli è tipico della tradizionale natalizia. Al sud, soprattutto in Calabria e nel Messinese (talvolta anche in alcune parti della Campania) lo si serve in particolar modo nel periodo del Carnevale insieme a bombettine fritte, ciambelloni, graffe e bomboloni per mantenersi sempre sul leggero. Vuoi non mangiarti un chilo di pignolata dopo otto tonnellate di Salsiccia col Sugo? Mapperfavore. Siamo seri. Che sia centro Italia o sud e che sia Natale o Carnevale, sta di fatto che questa pioggia di bombette pallose dorate fritte con il miele e tanti coriandoli zuccherosi è buona e pure tanto. L’impasto per certi versi ricorda poi quello delle frappe, chiacchiere, bugie, comelevogliamochiamarepurequelle.

Incredibile come con un impasto soltanto si siano confuse generazioni e periodi diversi. E’ davvero entusiasmante e bisognerebbe approfondire ma:

lo vogliamo davvero? No.

Noi le vogliamo magnà! (quanto è meravigliosa la sinteticità?). E allora non importa che nome e collocazione vogliamo dar loro. A noi importa che dobbiamo arrotolare palline come non ci fosse un domani e friggere. Incessantemente friggere. Senza mai stancarsi friggere. Friggere. Friggere.

Perchè in questo periodo noi faremo solo un’operazione e onoreremo solo un verbo: Friggere. Non importa quanto ci impuzzeremo i capelli. Non importa quanto piangeremo sulla bilancia tra qualche settimana. Non importa se i parenti periranno con il colesterolo a trecento:
NOI DOBBIAMO FRIGGERE!

Inspirate. Espirate. Buttate il numero di telefono del dietologo e gridate con me: Friggere!!! E friggeremooooooooooooooooooo!

Chilate di pallinefritteunteconilmiele. Così vogliamo morire. Sommersi manco fossero petali di rose in American Beauty. La ricetta tra l’altro è talmente semplice che vien voglia di farne tripla dose e congelarla per i momenti bui (che si dovranno stabilire in un modo a me ignoto). Ho provato due ricette quest’anno per la cicerchiata/comelavogliamo chiamare. Le trascrivo tutte e due e voi deciderete a quale affidarvi. Così non potrete dire che la colpa è mia se verrà una schifezza (sono o no una tipetta furba?).

Le Ricette

La prima che riporto fedelmente è estrapolata dall’enciclopedia delle ricette italiane volume Abruzzo-Molise.

Gli ingredienti sono indicativi per sei persone: 340 grammi di farina bianca, 50 grammi di burro, 200 grammi di zucchero, 3 uova, 2 cucchiai di vino, 3 dl di olio d’oliva delicato, 150 grammi di miele, frutta candita o codette per decorare.

In una ciotola setaccia la farina e aggiungi il burro a pezzi con 50 grammi di zucchero e le uova. Unisci il vino bianco e impasta fino ad ottenere un composto omogeneo. Stacca dalla pasta tante piccole porzioni e ricava delle piccole polpettine grandi quanto un cece (io li fatti quanto un cece obeso strafatto di steroidi occchei?!). Scalda l’olio in una padella dai bordi alti e mettine pochi alla volta per non far abbassare la temperatura dell’olio. Lasciali dorare e poi asciugali su carta assorbente. Quando hai finito di friggere tutti i ceci che hai ricavato dalla pasta, sistema su un piatto e versa il miele con le codette o l’arancia candita. Anche mandorle se ti piacciono. Il passaggio della decorazione è facoltativo.

La seconda ricetta che è poi quella adoperata per la preparazione della pignolatacircerchiatacomelavogliamochiamare ritratta nelle mie foto: 500 grammi di farina OO, 50 grammi di burro, 2 tuorli d’uovo, 2 cucchiai di zucchero, un pizzico di sale, 1 bicchiere di latte, 1 cucchiaio colmo  di lievito per dolci (non ho usato il vino) e un cucchiaio di essenza di vaniglia altrimenti va benissimo anche l’essenza di mandarino (parola di giovane marmotta). La ricetta è stata scovata in un ricettario della mia mamma e l’ho cominciata a fare nel lontano 2008. Sempre straconfermata, ci faccio pure le chiacchiere-frappe-bugie ma di questo parleremo in seguito.

In sostanza si setacciano farina e lievito e si uniscono. Si aggiunge il burro fuso ma non troppo liquido (e neanche caldo altrimenti il tuorlo cuoce) e i tuorli. Due cucchiai di zucchero, un pizzico di sale e il latte. Ottenuta la giusta consistenza si lascia riposare un po’ e si provvede quindi alla formazione delle palline che poi andranno fritte nell’olio bollente (sempre poco alla volta in modo da non far abbassare la temperatura dell’olio e non farle soprattutto impregnare di grasso e diventare unte e bisunte) e lasciate asciugare in carta assorbente.

Servite poi con un’enorme colata di miele e zuccherini.

Altra Ricetta

Ingredienti:100 grammi di burro, 500 grammi di farina, 200 ml di latte, 1 pizzico di sale, 1 tuorlo, vaniglia, 100 grammi di zucchero. Olio di semi. Insomma sì sempre la solita roba. Impasti. Riposi e friggi. Miele, codette e ingrassi. Una storia vecchia quanto il mondo, insomma.

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74 COMMENTS

    • fanculo, stavolta sono uscito dall’ultima curva già accucciato in carena, manata di gas e controllo della sbandata in uscita ma senza chiudere e taglio del traguardo. eccheccazzo!
      😀 😀 😀

  1. Adesso vado a prendere Frugolino all’asilo, sfamo l’Ingeriminese e mi leggo con calma il post… Mia mamma questa la chiama Cicerchiata… Quante volte a carnevale l’ha fatta!!!

        • Ciao tesoruccio sabato sono stata indaffarata e domenica relax 🙂 e voi? Come sta l’ingeriminese? Si è rimesso? E Frugolino della zia? Baci baci a te!

          • Io ho passato il weekend tappata in casa al capezzale dell’Ingeriminese… ho cucinato, pulito, lavato, stirato… insomma, un gran divertimento!!! 😉 Comunque ora il malato sta meglio… Frugolino è tornato dall’asilo con una raucedine che non promette nulla di buono… aiutooooo!!!! baci

  2. gnam gnam!!! Io le ho fatte giorni fa in versione un pò più..aehm..light!!! Le ho postate sul mio blogguzzo ma tu così superindaffarataincasinataechipiùnehapiùnemetta non le avrai viste 😛 …. gnam gnam..mi fai venir voglia di rifarle non-light! friggiamooooooo siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii …. (no ok mi calmo…fino a venerdi c’ho trooooooppe cose da fa per l’uni e non credo possa stare a caxxeggiare in cucina…ufffffffffffff!) baciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii :-*

  3. Iaia ma che niente niente sulla terza ricetta andavi un PELINO di fretta? Mi sono strozzato con l’acqua (ma quando imparerò a non bere mentre leggo i tuoi post…) tanto per cambiare, l’intero openspeis è balzato in piedi e all’unisono ha gridato “NOOOOOOOOOO ANCORA LA CUOCA MATTA!!!”
    Evvabbè ce vo’ pazienza…
    A proposito di pazienza ho scritto sul mio blog una specie di ode maghettosa che insomma mi farebbe piacere che la leggessi… *blush* insomma vedi tu.

  4. gli struffoliiiiiii <3
    li faccio sempre con la mamma, quando torno per le vacanze. sono un rito familiare che amo molto.
    però noi li facciamo a natale. si sappia.
    mamma napoletana siciliana marchigiana. quindi la nostra ricetta è un po' casuale e rivisitata ma la adoro.
    adoro puzzare di fritto per tutte le vacanze.
    te la butto lì. magari vuoi provare anche questa. 4 uova, un tuorlo, 80 gr di burro, mezzo bicchiere di vino bianco, un pizzico di lievito di birra, due cucchiai di zucchero, 600 grammi di farina. miele. scorzette di arancia candita e cioccolato a scaglie per guarnire.
    bei momenti. gli struffoli mi riempiono il cuore d'amore. ed il corpo di ciccia.
    bacino

  5. Boooone le pallette!Le ho mangiate una volta cucinate da un’amica pugliese, penso che loro le chiamino strufoli,se non sbaglio…Mi farebbero bene in questo momento,visto l’alto contenuto di miele!
    Spero che in questo mesetto di delirio nel quale sarai sommersa di cose avrai comunque il tempo di ricevere tutta la pioggia di cuori e bacetti che senz’altro ti manderemo!Un abbraccio,splendore!

  6. caccole dolci.

    secondo me è un buon nome.
    immagina una riunione di donnine chic e snob “insieme al tè ho fatto le caccole dolci”

    si, vincerò io. perchè si vince quaccheccosa vero?

  7. Se trovi le orecchie per l’iphone devi dirmelo subitissimo!!!
    No, non puoi non interagire con noi! 🙁 Buaaaaaaaaaaaaaaaa!
    Ieri ho fritto fritto fritto le chiacchere e giannino si è leccato anche le orecchie.

  8. il nome giusto è: cicciopallette!
    Le guardi e ingrassi.
    Scaldi l’olio e ingrassi.
    Le friggi e ingrassi.
    Le mangi e …senontilecchileditagodisoloametà!!!
    (e continui a mangiarne perchè non ne puoi più fare a meno!)

    :*

  9. Bhuaa!…non mi viene..proprio non mi viene di cucinare!….che nonmadre snaturata!…ordunque!….ci mettiamo d’accordo sul nome….scacciapensieri?…gia’ fattodetto?….dolcifrittoline?….Naaa!…bacidimiele?….bha!…strozzadiete!….eh si!….potrebbe andare….o sognifritti!….o…..va bhe’ ….ci penseremo!….tizianaaaaa….luciiiiii…..maaaax….angelaaa

  10. Giulia!!!! Frugolino ritirato dall’asilo, Ingeriminese nutrito… Mi sono letta il post e ho fatto un bel tuffo nel passato.. Come ho già scritto questa cosina leggerissima e dietetica mamma la faceva sempre per carnevale quando ero piccina… Marchigiana doc, seguiva la prima ricetta. Io le chiedevo sempre come si chiamano le palline di zucchero colorate… Credo si chiamino momperiglia o qualcosa del genere, lei li chiama da sempre PSIMPSANTI!!! PS:e’ arrivata la mail con l’indirizzo?

  11. Mia mamma li prepara sempre nel periodo natalizio: ha imparato la ricetta da una sua collega Napoletana e devo dire che io ne mangerei a quintalate! Mannaggia la pupazza quante tentazioni.

    Flo

  12. Giulia?! Stellina?! Si, lo so che ci sei e che ci leggi… Volevo dirti che mi manchi… Certo, ci sono i post… Ma mi mancano i commenti ai nostri commenti, mi manca salutarti e “abbracciarci” per un po’ … Qui mi diverto un sacco, e’ pieno di amici meravigliosi, ma tu mi manchi lo stesso… Ti voglio bene, tanto! Bacino anche da Frugolino!

    • Ma io stasera tornooooooooooooooooooooooooooo e lancio cuori ovunque. SOno tornata a casa adesso *_*
      dopo ore passate con un architetto che ha capito il tre per cento di quello che ho detto.
      e sono esaurita.
      ci mancava pure l’architetto. Era ilperiodogiustoquesto.
      santapizzetta.

      e posso stare abbracciata e te e Frugoletto per due ore ?

      Vado a cibare il Nippotorinese e tonnnnnno. Che stasera dovrebbe pure esserci la partita del Torino indi per cui *_* sono liberrrrrrrrrrrrrraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

      • Stringiamoci… Lasciamo che Ingeriminese&Nippotorinese si sfamino da soli… Mi sento già meglio… 🙂

      • Ma raccontaci dippiù di questo architetto. Cosa fate? Casa nuova? Forse i nani da giardino stanno ormai troppo stretti? I rabbids hanno invaso gli armadi e non c’è più spazio per le tue borse?
        No. Questo non è possibile. Manda a dormire sul pianerottolo il nippotorinese e riempi i suoi spazi di borse. Ecco. 😀
        A parte gli scherzi…te l’ho scritto oggi su faccialibro (Luci, le stesse cose! Non è incredibile?), e. ci manchi…mi sento abbandonata come un cucciolo sull’autostrada salerno reggio calabria eccheccacchio. 🙁

      • Ma quanto mangia?….giuliaassshhhhh….la partita…sgaiattola piano piano….e vieni qui da noi…t’abbiamo inseguito web web..love forse?

  13. E torno a casa ora..
    sfinita, senza aver fatto la spesa (perché fa troppo freddo e mi mancava la copertina e il divano) e allora…..

    Vedo queste meraviglie supercolorate e lancio una preghiera a Giulia: adottami!!

  14. aiuto mamma come ogni anno a fare gli struffoli. mi chiede: e Iaia come li fa? ed eccoci a leggere le tue ricette. un pensiero per te, dunque.
    anche se poi lei butta ingredienti a caso come ogni volta e viene sempre tutto bene (al contrario mio che faccio sempre a caso ma viene una schifezza)
    ahhh le mamme

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