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Quando la fragolina di Bosco incontra il Pistacchio di Bronte. Dentro un Tortino.

Amo la Rigoni. Non è un segreto e diverse volte l’ho adoperata nelle crostate e nei preparati dolci. Non mi piace molto la marmellata di fragole in genere. Sono più da arance amare, mirtilli neri, ribes, frutti di bosco e ciliegie ma queste fragoline di bosco qui sono pazzesche. Di una bontà unica. Mi piace mangiarmene un cucchiaio abbondante e anche molto di più mentre bevo il latte di kamut al mattino o subito dopo la mia mela di metà mattina. Lo butto giù e tutto diventa rosa un po’ come quando indosso gli occhiali a cuoricino per vedere meglio e in chiave sognante.

Occhiali a cuoricini e cucchiaione in gola di fragoline di bosco. Se poi a far da contorno a tutto questo mi siedo nell’angolo rosa della mia terrazza, pare che ogni tassello di felicità torni al suo posto. Il rosa va assunto a piccole dosi però per quanto mi riguarda. Un accenno è sognante. Con il trascorrere del tempo però diventa delirante; a tal punto da farmi venir voglia di azionare la motosega e rendere omaggio a Faccia di Cuoio.

Si tratta di semplicissimi tortini di frolla classica leggermente vanigliata che ho imbottito pesantemente con la marmellata e infilato in forno per poi servire con zucchero a velo messo appena sfornati in modo da formare una sorta di “glassa” e poi aggiunto in seconda battuta quando tutto freddo. Rimane la superficie un po’ appiccicosetta e dolcissima con un po’ di vellutatezza (si può dire. si può dire. si può dire tutto) con la soffiata di neve zuccherosa. Uno scrigno che mi ha ricordato tra l’altro i bocconotti calabresi che tanto ama la mia mamma. Perfetti per la colazione come anche per la merenda. Confezionarli dentro gli stampi per muffin è la soluzione. Perché basta ricoprire le pareti di molto oltre i bordi, imbottirli a più non posso e ricoprirli con la “sbordatura” stessa e al limite se proprio non basta anche un cerchietto di pasta frolla aggiuntiva. Se si vuole spennellare con uovo perché no?

Dentro cosa ho messo per arricchire il tutto? Dei Pistacchi di Bronte interi (vabbè senza guscio *disse fissando il monitor ridacchiando). E’ un connubio quello dei pistacchi e delle fragole che approfondirò con ricette, soprattutto salate, nei prossimi giorni: sorprendente e d’effetto.

La Crostata di Sadler? Pazzesca. Scenografica. Un idillio. In quell’occasione avevo adoperato i Mirtilli Neri, che rimangono indiscutibilmente tra i miei preferiti. Se ti fa piacere leggere la ricetta e dare una sbirciatina alle foto clicca qui.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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