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La Ciambella-Plumcake-Torta con il cuore dentro per San Valentino (ma pure per tutto il resto dell’anno)



(Per la ricetta e le considerazioni – se non hai tanto tempo da perdere con i miei deliri, giustamente – salta a piè pari e vai giù giù giù. Dove c’è scritto “tre-due-uno si parteeeeee!”. Però ecco ci potrebbero essere degli appunti interessanti anche nella prolissa introduzione *disse fischiettando e fingendo indifferenza)

Su Pinterest ne ho viste di ogni. In pratica girano queste foto di ciambelle, plumcake, torte e solo il cielo sa cosa che una volta  tagliate mostrano disegni incredibili. Unicorni, stambecchi, paesaggi marini, sirene che si attorcigliano. No dai non è vero. Cuori, cuori, cuori e cuori. Ma anche qualche coniglietto, su. Cuori, cuori e cuori perché  il periodo è chiaramente contaminato dalla follia cuoriciosa dilagante. Per quanto mi riguarda il mio limite è stato ampiamente superato. Sarà che io quest’anno il San Valentino (“sì ma l’amore si festeggia tutto l’anno gne gne gne. Non è un giorno blablabla”. Sì lo so. BASTA. Pietà. Festeggiare è divertente. AMEN) lo festeggerò in un salotto senza salotto apparecchiando un tavolo non avendo un tavolo e sedendo su delle sedie metaforiche perché indovinate un po’.

Non ho più le sedie.

Devo assolutamente filmare, fotografare e imprimere su pellicola virtuale il mio attuale stato. Manca l’ultimo muro da abbattere (Nota a margine *ho scritto qualche giorno fa. In realtà adesso è buttato giù* Ho la casa sventrata). Quello fondamentale. E mentre tutti discutono su ponti costruiti su scale, porte di ferro provvisorie litigando su muretti che dovevano essere alti novanta centimetri e sono quaranta e su quelli che dovevano essere cinquanta e sono trenta a me, attanaglia solo un quesito:

che obiettivo devo adoperare per lo stop motion dell’abbattimento ultima parete? Sì perché voglio fare un video (*nota a margine: l’ho fatto davvero!) in stop motion dei mattoni che vengono giù. Voglio fotografare i pionieri che irromperanno definitivamente nella mia abitazione congiungendo un lavoro che dura da più di un anno e mezzo. Dovrei essere felice forse. Stiamo finendo (continuano a dirmi per Pasqua). Un senso di incompletezza e vuoto però rimane e pervade. Attraversare il mio salone che ora è cucina e dormire nella camera da letto che sarà studio rompe tutti gli equilibri costruiti faticosamente in questi sette anni in cui vivo qui. Forse non sono davvero pronta a tutto questo. Ma devo esserlo per ticchettare riguardo alla Ciambella con il cuore dentro. Che mi sa proprio dell’ultimo muro di casa mia importa a ben pochi (giustamente).

La mia adorata Titti, quando ho pubblicato una delle foto su Facebook, mi ha chiesto come fare a realizzare questa ciambellotta e io mi sono prodigata a spiegarglielo malissimo con il mio talento naturale per mischiare, confondere e annichilire. In realtà è una preparazione semplicissima. Dopo questa curiosità morbosa di sapere se si trattasse di photoshop o di bravura aliena da pasticciere pluripremiato mi sono catapultata (come faccio sempre) in qualche forum/sito anglosassone e ammmerigggano. Bingo! Trovato subito. Mi si para davanti un video con una fotografia orrenda. Senza scritte. Senza ingredienti. Senza voce. Senza musica. Solo immagini e una cucina, diciamo, neanche troppo pulita. Dapprima una depressione cosmica mi ha invaso; soprattutto quando è stato inquadrato il cucchiaio sporco di cacao che affondava nel barattolo dello zucchero dove credo ci fossero anche melanzane, ma poi: la folgorazione.

Non è photoshop. Non è nulla di irreale o “magggggiccco”. E’ davvero semplicissimo. Una sorta di Eureka catapultata in una cucina di qualche sobborgo newyorkese in mezzo a hippie strafatti che non hanno sicuramente il tempo di pulire il piano cottura con l’amuchina quindici volte come me (avete la mia stima più profonda).

Non avendo nessuna ricetta da seguire. Indicazioni precise e via discorrendo. E fidandomi ciecamente di queste mani sconosciute con lo smalto sbeccato color fucsia Dior collezione primavera 2010 (lo so perché dannazione era uno dei miei preferiti. Cosa sto dicendo?) mi dirigo in cucina. E per la prima volta provo:

Il Plumcake-Torta-Ciambella al Cacao con il Cuore Rosa.

Mi servo della mia fidata ricetta con i bicchieri di plastica, o bicchieri di yogurt di Giulia-Pulcetta-Amaradolcezza che dir si voglia. Lo faccio perché generalmente è quella che con il minimo sforzo dà grandissimi ed eccelsi risultati. Convinta di potercela fare comincio. Quello che segue è l’annotazione del primo esperimento. Come si vedrà in seguito ci saranno altri “esperimenti”. In questo post quindi vorrei giusto raccogliere qualche appunto su quello che va assolutamente fatto. Su quello che al contrario non va fatto. E sulle piccole accortezze per ottenere un effetto davvero strabiliante con una ricetta di ridicola preparazione. E’ talmente semplice che alla fine dell’elaborazione vi siederete sconvolte fissando il muro (se ce l’avete. Se siete nella mia stessa situazione e vi stanno buttando giù una parete davanti fissatevi i piedi. Non vorrei che non aveste neanche il pavimento).

Come ho fatto a non pensarci prima?

No, seriamente. Come ho fatto a non pensarci prima? Questo dubbio tormenterà le vostri notti e nel frattanto (che non so neanche se si possa dire ma è così stramaledettamente carino e melodico!) sfornerete (come me) in preda alla follia qualsiasi (e dico qualsiasi) ciambella con disegno dentro. La faccia stupita e incredula dei presenti ne vale già il (minimo) sforzo.

Tre… due… uno… si parte!

Come fare la Ciambella-Plumcake-Torta con il Cuore dentro?

Si fanno due torte (regia posso avere una musica thrilling in sottofondo con tanto di voci fuori campo stupite che si prolungano in un lunghissimo OHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH? grazie infinite. Le esigenze sono sempre un po’ più particolari ma si lavora bene insieme, dai).

Si fanno due torte, ebbene sì. Due torte di due colori e il perché mi pare scontato-ovvio-immaginabile-banale-sottinteso ma nella vita ahimè ho capito che anche le verità lampanti e le cose che reputo indiscutibili possono apparire ostiche e quindi. Il motivo del perché si fanno due torte è chiaramente che dovranno essere ben distinte per far risaltare il “disegno” che vi è all’interno. In questo caso ho scelto di  “disegnare” un cuore rosa all’interno di una torta-ciambella-plumcake al cioccolato; ergo la prima cosa da fare è:

preparare la Torta di color Rosa. In realtà si tratta di un impasto semplicissimo. Fatto di uova, farina, latte, zucchero e yogurt (la ricetta la metto a fondo del post per entrambe). Ho aggiunto un’essenza di rosa (acqua di rosa turca intendo) proprio perché mi piaceva l’idea di contrapporla all’amarezza del cacao ma va da sè che ognuno adopererà il colore e l’essenza che preferisce.

Una volta preparata la prima ciambella-torta-plumcake si lascia completamente raffreddare. Occorre  però non soltanto farla raffreddare ma proprio far passare delle ore. Il composto si deve bello che assestare. E affinché accada un po’ di tempo deve trascorrere.

  • Ma devo cuocerla meno rispetto al solito?
  • No. Devi cuocerla come se la dovessi servire senza ulteriori magheggi.
  • Ma è proprio una torta-plumcake-ciambella normale?
  • Normalissima.
  • Devo usare per forza il colorante alimentare?
  • No. Puoi fare allora un cuore di cioccolato e l’involucro bianco di vaniglia o cannella. Viceversa. Caffè e Vaniglia. Cioccolato e Matcha. Qualsiasi cosa incontri il tuo gusto e abbia un colore naturale diverso. A me piacciono i coloranti alimentari e no. Ti prego fermati e non cominciare con la storia che fanno male perché se mangi carne, pesce, uova e latte potrei pure cominciare una tiritera che dura GIORNI (forse mesi).
  • Devo per forza fare la tua ricetta?
  • No. E’ chiaro. Devi però scegliere un impasto che non sia troppo molle/morbidoso/sofficioso.
  • Posso scegliere due impasti diversi. Per il “disegno” e “l’involucro”?
  • Non lo so. In tutte le prove che ho fatto ho proseguito stoica variando i gusti e leggermente le consistenze ma non mi sono molto discostata facendo ricette completamente diverse. Vorrei provare. Nel qual caso pubblicherò anche questa versione bi-impasto.
  • E’ strano farsi domande e darsi delle risposte vero?
  • Sì. Mi gira la testa e vedo la faccia di Marzullo mentre suonano le note di E’ notte alta e sono sveglio. Sei sempre tu il mio chiodo fisso. Chiamate il 118 grazie. Ma anche il 113 che non si sa mai.

Una volta raffreddata la torta-plumcake-ciambella rosa che sarà poi il disegno della nostra creatura finale si deve tagliare a fette. Da queste fette si deve ricavare *tadanrulloditamburi* il disegno che andremo a realizzare. Ornitorinchi, farfalle, stambecchi, lettere, totoro, cartoni animati, alberi, chiuuaua-chihuahua (non so mai come si scrive chiuauau dannazione). Con l’aiuto di una formina da biscotto in pratica dopo aver tagliato a fette la torta-plumcake-ciambella si devono ricavare tanti piccoli (o grandi. Dipende dalle esigenze e dal gusto e da quello che si sta andando a realizzare) cuoricini.

  • Quanti cuori devo ritagliare? E quanti ornitorinchi? E se scelgo le farfalle? E  posso usare come formina il mio Chihuahua?
  • No. Non puoi usare il tuo chihuahua come formina. E non lo so quanti cuoricini devi ritagliare perché dipende naturalmente se vuoi che il cuore sia in ogni fetta o fare un effetto sorpresa e mettere il cuore solo al centro o sul finale. Essendo un “disegno” puoi organizzare come meglio credi il composto e l’effetto visivo. Io ho scelto di metterlo (durante la prima volta) solo al centro. Avevo paura. Non sapevo neanche cosa esattamente stessi facendo. Ero sicura che sarebbe collassato tutto.

Una volta ottenuti tutti i nostri cuoricini (come mostro nelle polaroid in basso) si deve prendere la forma di ciambella-plumcake-torta che si è scelti di adoperare. Io ho comunque usato la stessa. Trattasi di plumcake della grandezza classica. Questo per regolarsi sul fatto che le dosi che lascerò sono perfette per quel tipo di teglia.

  • Ma cosa ci faccio poi con l’impasto che mi rimane dal primo impasto? Dopo che ho ritagliato i cuori?
  • Puoi darli al chihuahua nel caso fortuito in cui tu lo possedessi. Altrimenti farci dei Cake pops. Oppure conservare in un luogo fresco e asciutto e adoperare come merenda o colazione. E’ pur sempra una ciambella seppur tagliata a rimasugli da formina.



Passiamo alle immagini. Così tutto sarà molto più semplice (non direi ma voglio prendermi in giro, ok?).

Ecco qui tutti i cuoricini che ho ottenuto dal primo impasto e che ho ritagliato a forma di cuoricino. In realtà ne avrei potuti ottenere molti di più ma essendo (quante volte l’ho detto? 2934082409823409823?) la prima volta la testa (pazza) mi ha detto di non farlo per tutta la superficie della teglia di plumcake ma solo al centro (alla domanda “perché?” risponderei semplicemente “perché se non hai capito il perché è meglio che riveda un po’ tutta la tua vita. Perché sono cretina santo cielo! E’ palese!).

Dopo aver sistemato i cuori dove ti piace di più versa l’altro composto (l’hai preparato l’altro composto, vero? Forse dovevo dirlo prima? uhm). Se non l’hai preparato mica c’è fretta. Fallo e versalo sui cuoricini che non scappano. Il mio era giustappunto al cacao amaro. Una volta ricoperti i cuori (come vedi a me – essendo i cuori troppo grandi – non è riuscito completamente di ricoprirli. E’ venuto un effetto carino ugualmente ma non era perfettamente omogenea la cupola del plumcake. Niente di grave. Poi ho migliorato adoperando formine a cuoricino più piccole. Mostrerò il secondo esperimento in questi giorni).

Una volta versato su il secondo composto si ri-inforna tutto. A questo punto quando il tempo è trascorso (dipende dall’impasto che hai adoperato) e hai opportunamente controllato con uno stecchino (che se esce asciutto vuol dire che è davvero pronta la tua creatura) lascia raffreddare. Non affrettarti. La curiosità e la fretta ti saranno nemiche. Deve assolutamente raffreddare prima che tu possa procedere al taglio.

E’ incredibile come il cuore faccia poi parte della ciambella-plumcake e torta stessa. La cosa infatti che mi preoccupava era che essendo due composti ben distinti al momento del taglio il cuore cadesse miseramente da un lato facendo sì che tutto il lavoro, diciamolo, fosse chiaramente inutile. Ho constatato ormai più volte che questo non accade (semmai con i tempi riuscissi a fare la VideoRicetta sarebbe tutto più semplice).

La torta dei vasetti di yogurt della mia amata Pulcetta-Giulia-Amaradolcezza la trovi qui.

Ti lascio quella con i bicchieri di plastica che ho adoperato io per i due impasti.

Torta Rosa (cuore): 3 bicchieri di farina, 2 bicchieri di zucchero, acqua di rosa (un cucchiaio), 1 bicchiere di yogurt magro bianco non zuccherato, 1 bustina di lievito per dolci, 1 bicchiere (non troppo pieno) di olio vegetale, 3 uova, colorante in gel rosa (fin quando diventa della nuance di colore che piace di più).

Torta al Cacao (involucro): 2 bicchieri di farina, 1 bicchiere di cacao amaro, 2 bicchieri di zucchero, 1 cucchiaino di cannella, 1 bicchiere di latte intero (puoi mettere yogurt o anche yogurt greco), 1 bustina di lievito per dolci, 1 bicchiere (stavolta un po’ più pieno) di olio vegetale, 3 uova.

In forno a 180 per 30-40 minuti ma è sempre bene controllare con lo stecchino. Sia nel primo infornamento (si può dire si può dire). Sia nel secondo.

Ci vediamo con i prossimi esperimenti cuoriciosi e chiusauauauosi.

(chi ha il coraggio di mentire e dirmi che l’ho spiegata SINTETICAMENTE benissimo?)

Update: Siccome io ho amiche intelligenti ( e bellissime) Michi saggiamente mi porge una domanda sacrosanta ricordandomi che (sono una cretina innanzi tutto*risata isterica*) ho dimenticato di dire:

Il secondo impasto potrebbe naturalmente risultare eccessivo essendo collocato all’interno “il disegno” cuoricioso. Questo significa che potete fare  a parte due dolcetti (  dimezzare le dosi? sì. Ma non possiamo essere molto precisi e fiscali perché dipende sempre chiaramente dalla forma e grandezza che avete scelto per il disegno interno. Dal tipo di impasto. Da un sacco di fattori x e y. Direi che è meglio valutare caso per caso. Nel caso via di “dolcetto a parte” che è sempre cosa buona e giusta). Grazie Michi!

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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