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Ritrovarsi con una fetta di cuore da tagliare e offrire è un gesto struggente e romantico, no?



(doveva essere una torta e un post per la mia Cri, che oggi compie venticinque anni ma. Lei sa perché rimando. Ed è per questo che non c’è bisogno di aggiungere altro).

Qualche giorno fa in questo (clicca clicca ) post delirante, facendomi domande e dandomi risposte (cretine, inciso) ho spiegato malissimo (e occorre bravura e me ne si deve dare atto) come fare il cuoricino dentro una ciambella, plumcake o torta. Il primo esperimento cuoricioso è stato fatto componendo un cuore rosa (e alla rosa)  all’interno di un plumcake al cioccolato e altri ne sono seguiti con diversi impasti; sta di fatto che questa sinora è stata la versione che mi è piaciuta di più. Semplice e lineare in bianco e rosso. Con il cuoricino spostato un poco più in alto e per questo posizionato solo dopo aver versato un po’ del “primo” impasto, al contrario di quello che ho detto e mostrato sempre qui, tra Totoro e polaroid step by step. L’idea  di servire a fianco il plumcake a fette da cui si sono ricavati i cuori per quello protagonista che troneggia sull’alzata di cristallo, tanto malvagia non è. Anzi. Si fa pure prima a spiegare alla gente con lo sguardo sbigottito come si è compiuto il miracolo di disegnare un cuore all’interno della prelibatezza offerta.

Con questo metodo infallibile si possono adoperare davvero le ricette classiche che ognuno di noi conserva nel cuore. La ciambella della nonna. La Torta scritta sul quaderno sporco di ricordi e odori che si ha in cucina. Qualsiasi sia la forma e l’impasto poco importa (anche impasti vegani, sì. Potrei non pubblicarli presto?). E’ necessario soltanto scegliere un impasto abbastanza compatto e non troppo molle e umido come potrebbe esserlo uno che contiene frutta.

Manca poco ormai per questo San Valentino; il decimo per quanto riguarda me e il Nippotorinese. La verità è che checchesenedica su consumismo, idiozie, feste comandante e “l’amore si festeggia tutto l’anno blablablabla” e la sfilza di luoghi comuni, fesserie e roba trita e ritrita , rimane comunque un ottimo pretesto per una coccola. Per se stessi che rimane sempre tra i gesti che non bisognerebbe mai dimenticare. Per chi si ama. In qualsiasi e di qualsiasi forma di amore.

Ritrovarsi in tavola con una fetta di cuore da tagliare e offrire è un gesto struggente e romantico, no?

Per le Ricette che lascio. Per le domande. Per le risposte. Per le curiosità. Per tutto quello che manca in questo articolo ticchettato velocissimamente lascio sempre il Link di approfondimento con il primo esperimento e basta solo, ripeto, cliccare qui.

Per tutto il resto ci sono i commenti, i social e ovunque voi vogliate inseguirmi (anche per insultarmi). Rispondo sempre. Con ritardo di alcuni anni in non troppe rare occasioni ma rispondo. Questa è l’unica certezza (purtroppo).











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Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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