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Cosa c’è nel mio Carrello questa settimana? Quinoa Rossa e Nera, Spaghetti di Quinoa e Crackers Dolci Raw

 

Arieccociqui (è un bell’inizio professionale, no?).

Avevo riposto tantissima speranza in queste due versioni di quinoa. Non so perché, ma credo sia una naturale evoluzione fantasiosa-creativa che ci porta a credere in un gusto follemente buono se è la declinazione del colore a parlare (che ho detto? boh!). Insomma un po’ come quando ti aspetti che il Riso Nero sia buono da farti capitolare e invece ti ritrovi ad agguantare quello pronto in dieci minuti da insalata della più infima marca da supermercato e rifare tutto da capo. Fortissime aspettative (quelle maledette che non si arrendono mai!) ahimè deluse. Un po’ come è successo con i ceci neri. Immaginavo di diventarne dipendente e finire in un centro di recupero in Sud America (e ho voluto immaginarmi come Madeleine Stowe in Revenge. Non chiedetemi il perché però, vi prego. L’unica immagine tormentata di una donna nel Sud America che ricordi. E non sono neanche sicura che fosse un centro di recupero. Come non sono sicura di voler indagare ulteriormente su quello che sto dicendo). Insomma per dire che: bocciata la quinoa nera e un po’ meno quella rossa (oltre a una pazza psicopatica rinchiusa in un manicomio del Sud America voglio fare la critica di quinoa, posso?). Il tempo di cottura indicato risulta innanzitutto per un parametro “eccessivamente al dente”. Il gusto della quinoa, pur essendo giustappunto quinoa, cambia e la snatura leggermente, a dirla tutta. L’ho mangiata più volte per capire se fosse il primo giorno a essere poco interpretabile al mio palato. Dando fiducia al secondo e al terzo mi sono ritrovata delusa. Risultato? La quinoa, che è in assoluto e rimane tra gli alimenti che preferisco di più, in queste due versioni colorate non è stata di mio gradimento. Sta di fatto che come prodotto in sé non dovrebbe mai e dico MAI mancare nelle dispense. Ma magari nella versione normale, ok? (de gustibus non disputandum est)

La Quinua Real è originaria della zona salina di Uyuni a più di 3.600 metri di altezza ed è considerata di grande importanza nutrizionale già dall’epoca delle civiltà andine precolombiane. E’ l’unico alimento vegetale che ha tutti gli aminoacidi essenziali, oligoelementi e vitamine. E’ una fonte naturale di fibre e proteine e non contiene glutine. E’ considerata altresì facile da digerire ed è grazie a queste caratteristiche che è stata studiata come possibile alimento alternativo da aggiungere alla dieta degli astronauti della NASA nei voli spaziali a lunga durata.

Ricette con la Quinoa?

Sempre restando in tema di quinoa ecco che arrivano gli spaghetti. Oh, questi sono buonissimi. Non saprei descrivere esattamente se sappiano al primo colpo di quinoa o meno ma. Dopo un po’, e neanche tanto, sono quinoa allo stato puro. Ne ho mangiato qualche forchettata (confesso che a me comunque, sarò impopolare e fuori dal mondo, non entusiasma mai arrotolare. Per carità, è uno sport carino e ho sempre i miei shirataki. Ma sono una da cucchiaio: da zuppa, da riso, da quinoa “vera”, da legume. Una vecchia in pratica). Hanno naturalmente gli stessi valori nutritivi della quinoa classica e tradizionale e con una bella quantità di proteine si porta a casa un piatto singolare, particolare ma di gusto. Assolutamente da tenere in considerazione. E presto farò diverse preparazioni adoperandoli.

Chi ha seguito il primo Carrello ha potuto vedere i Crackers al Sesamo e al Grano Saraceno Raw (se ti fa piacere puoi vederlo qui). Ne avevo già anticipato una versione dolce, sempre a base di grano saraceno con semi germogliati, denominata Medaglioni di frutta. Sono davvero deliziosi come snack e spezzafame. Le calorie sono 436,14 per 100 grammi con carboidrati 54,36, proteine 10,53 e grassi 19,62 dovuti principalmente alla presenza di fichi, uva passa e semi di lino. Gli ingredienti sono: grano saraceno germogliato al 34%, fichi al 25%, uva passa al 25% e la restante percentuale semi di lino dorati. In confezione da 100 grammi saziano moltissimo. E’ un processo brevettato che utilizza acqua, ossigeno, calore e luce e che fa germogliare i semi e attiva il loro complesso di nutrienti che vengono così mantenuti per intero. Questo processo è fedele ai principi tradizionali del “cibo antico” ed è molto apprezzato da chi segue un’alimentazione consapevole.

Non bisogna essere né vegani né crudisti né psicopatici né gentechenonstabene per comprarli e apprezzarli. Sono buoni davvero, sani e non contengono al loro interno nessun prodotto raffinato. Da tenere assolutamente in dispensa.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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