Chirashi!

Il Chirashi!

Il sushi sparpagliato, ovvero comporre il piatto disponendo tutti gli ingredienti del sushi dentro una ciotola di riso. Diciamo il sushi scomposto? Ma sì, diciamolo. Un modo davvero grazioso per presentarlo, perché la ciotolina (a patto che sia bella capiente) fa sempre la sua figura in tavola. Il Chirashi nasce proprio da questa idea “easy” e poco articolata rispetto al sushi (intendo nigiri, roll e quant’altro) tradizionale. In realtà però gli ingredienti non sono propriamente buttati a casaccio ma hanno un loro senso estetico, che inutile ribadirlo è alla base della raffinatissima -visivamente- cucina giapponese. I Chirashi possono essere dedicati a pochi ingredienti come a molti. Ad un pesce soltanto o a più di uno, stessa cosa per quanto concerne le verdure. Facile intuire, insomma, come dal tuo gusto -cromatico soprattutto- dipenderà la riuscita di questa magica ciotolina di bontà.

Come si prepara il Chirashi?

Prepari il riso giapponese. Tagli il pesce che hai scelto. Quando il riso è freddo lo mischi a del sesamo nero e se vuoi anche all’erba cipollina che ci sta benissimo (se non la trovo a me piace anche moltissimo il porro, a patto che sia tritato finissimamente). Poi tagli l’avocado, che per quanto mi riguarda deve essere onnipresente, ma pure il cetriolo o le verdure/frutta che vuoi aggiungere. Mango e Salmone o Pesce spada con ribes o ancora Tonno con papaya sono abbinamenti eccezionali. Poi vai di verdure, spaghetti di zucchine finissimi e decori con erbette o se vuoi anche uova di salmone o perché no dell’ottimo caviale. Va da sé che le versioni veg con tofu e verdura sono buonissime alla stessa stregua. L’alga nori -in questo caso sbriciolata- deve esserci e spesso viene messa tagliata a piccoli fogli lateralmente. Così si possono comporre pure dei piccoli temaki sul momento.

E tu? Hai mai provato il Chirashi?

 

 

Riso per Sushi

Riso per Sushi (versione abbreviata)

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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