Cosa ho mangiato questa settimana: legumi, cous cous, granita di basilico

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Risotto con miele di manuka e yogurt

La Ricetta Facilissima e di ridicola preparazione. Lascio dorare la cipolla nell'olio extra vergine d'oliva e quando è ora metto il riso a tostare. Aggiungo...

Le uova rosse per Pasqua

Che la Pasqua in Grecia sia molto sentita è un'informazione pressoché inutile perché lo sanno tutti. Viene onorata e celebrata ed elementi pagani e...

Il casatiello con un ingrediente a sorpresa

Il casatiello è immancabile nelle tavole pasquali dei napoletani ma la verità sai qual è? Che tutta la penisola se ne è perdutamente innamorata di questa ciambella salata deliziosa e ricchissima. Il casatiello è entrato ormai nelle case di tutti gli Italiani e non ha intenzione di uscirne (meno male!)

La “Torta Pasqualina” (senza ricotta)

Non è Pasqua senza la torta pasqualina ligure. Spinaci o bietole, uova e ricotta. Ma questa volta una versione più leggera senza ricotta. Gustosa e scenografica è una preparazione che lascia sempre il segno. E in regalo per te la scheda scaricabile!
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Granita alla nocciola con la granola, Insalata di lenticchie, Cous cous al limone

Sul mio canale Youtube in questi giorni è stato un pullulare di What I eat in a day. I motivi li ho già spiegati più e più volte. Si scoprono nuove ricette, ci confrontiamo e non in ultimo ci si rende conto di moltissimi sbagli. Alla fase montaggio molto spesso mi fustigo infilandomi le mine delle matite sul dorso della mano giusto per punirmi (che immagine raccapricciante è?). Il bello è che quando so di dover girare un What I eat in a day sto anche molto attenta (fubbba iaia! Con tre b). Anche se avrei voglia solo di gelato mi impongo letteralmente di mostrarmi capace di discernere. Cerco pure di inserire gli stramaledetti carboidrati, che fosse per me li ingerirei solo sottoforma di zuccheri del gelato. E ho detto tutto, no? Diciamo che questo tipo di video aiuta anche ad autodisciplinarmi (c’è uno psichiatra in sala? Grazie).

Ne pubblico tre in un sol colpo proprio perché  effettivamente sul canale sono usciti uno in fila all’altro. Così. Senza pietà. Quest’estate sono particolarmente golosa di frutta. Lo sono sempre stata per carità, ma mai come in questo periodo. Mangerei anguria, sbergie, pesche e tonnellate di ciliegie (chiudendo gli occhi e non pensando alle mie paranoie sui vermi, ma questa è una storia tristissima che non ti racconterò. Almeno oggi, intendo), per non parlare di ananas, mango, avocado, papaya e pitaya. Il dramma è che fermentando -insieme alla vagonata di verdure- crea dei gonfiori epocali che rimandano alla Sindrome di Violet. Cos’è questa sindrome di cui soffro? Ne ho parlato su RunLovers qui.

Violetta Beauregarde è quella tenera bambina biondina viziata vestita di viola campionessa nel masticare gomme che poi, proprio per il fatto di essere insopportabilmente antipatica e scorretta, viene fatta fuori -metaforicamente- dal Wonka facendola gonfiare come un pallone aerostatico.

Ecco io soffro della sindrome di Violetta perché mi gonfio proprio come quando viene espulsa dalla fabbrica. Sei giorni su sette, dirai tu? No. Direi sette su sette.

Acqua detox, Chirashi con basmati integrale, Guacamole, Pitaya

Nel prossimo video ti mostro come preparo il (vegan) Avocado Toast con il tofu strapazzato speziato. Buonissimo anche con i ceci strapazzati. Ti invito a guardarlo perché è un ottimo pasto bilanciato perfetto sia per il pranzo che per la cena. Ti stupirà il tofu cotto in questo modo. Pensa che l’ha pure mangiato l’antipatico torinese (si è addirittura complimentato) e la malvagia madre calabra. I due oltre a essere iscritti alla pagina Facebook “Vegano stammi lontano” (che trovo geniale) detestano il tofu, a dir poco. Il tofu, infatti, reso strapazzato grazie a un movimento semplicissimo con la forchetta riesce a raggiungere una consistenza ideale per insaporirsi con le spezie e secondo poi riesce a cuocere in tutte le sue parti. In soldoni? Si insaporisce correttamente e in modo uniforme e questo garantisce il risultato perché il gusto sarà saporito, leggero e inaspettatamente intrigante. Sempre con questo metodo dello “strapazzamento” si fanno delle polpette buonissime che spero di mostrarti presto (e anche è un “””ragù””” -tra tremila virgolette almeno- davvero strepitoso).

Avocado To.fu.ast, Patate al forno con il basilico e Granita al basilico

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