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Waffle salati con le patate

Scones salati con formaggio, miele e frutta secca, Muffin salati al formaggio, Pancake salati con rucola e parmigiano, Omelette con fesa di tacchino e semi di chia. Crackers con ricotta e semi di canapa, Toast con fesa di tacchino e formaggio di capra, Tramezzino con bresaola e limone. Frittata con mela e uvetta, Grissini con arrotolato il prosciutto crudo o bresaola e pucciati nel formaggio fresco, Toast con frittata e avocado, Chips di riso con guacamole rivisitata (crema di avocado, basilico e pinoli), Bagel con salmone e formaggio, Pita con hummus e semi di sesamo (sì, c’è chi al mattino mangia hummus e non sbaglia), Pane tostato con crema di yogurt greco e avocado, Mango, caprino, sale e pepe, Feta con avocado, sale e limone. E tantissimo altro ancora. Molte altre idee le trovi su RunLovers perché della colazione salata ho parlato fino allo sfinimento.

C’era una volta una sicula

Sono catanese e da che mondo è mondo (leggi: mondo siculo) a colazione si mangiano: pizzette, arancini, cartocciate, bombe fritte, patè, bolognesi e cipolline. Adesso, lo so, fissi lo schermo interrogandoti su cosa siano esattamente queste preparazioni culinarie leggerissime (c’è del sarcasmo, sì). Qualora ne fossi curioso devi solo cliccare qui per un approfondimento. Nonostante io passi alla storia come colei che turba le menti inneggiando a porridge, cibo sano, cereali integrali -e non in ultimo  segua un’alimentazione veg schizofrenica per alcuni- ricordo che in me scorre il sacro sangue siculo e che la mia aorta principale porta ancora i segni di tonnellate e tonnellate di arancini alle otto del mattino. Cerco di calmarmi e di non metterci troppo sentimento, ok? (Ma come si fa? Sono SICULA! Non sono calma. Non sono sintetica e soprattutto: non sono razionale quando si parla di cibo)

Il fatto è che la colazione salata fa davvero parte del mio DNA.

 

Non perderti le uova strapazzate con il Kefir e l’uso dello yogurt greco in versione salata

La colazione salata (ne ho parlato qui) è tra le cose più intelligenti che si possano fare. Molte persone non gradiscono il sapore dolce al mattino. E chi mai ce lo ha imposto? Non abbiamo firmato nessun contratto territoriale che preveda: latte e cornetto o pane burro e marmellata o bolognese (pezzo di tavola calda siciliano composto da involucro di sfoglia con dentro il ragù. Che alle 9 del mattino è leggero, no?). La colazione salata fa parte di moltissime culture. Uova e bacon, wurstel e varietà di formaggi, fagioli e scones salati senza dimenticare bagel con formaggio, salmone ed erba cipollina. E poi in vacanza la facciamo in albergo. Ma che senso ha? Ogni giorno la colazione può essere una piccola vacanza (e se mi dici che il tempo non ce l’hai giuro che ti tiro un arancino in testa, intesi?).

Molti credono che sia solo una questione di temperatura e che più freddo faccia più si abbia bisogno di carburante; assolutamente vero ma che il carburante debba essere dolce se non fa freddo e salato se lo fa, mi spiace, non regge. Va sempre e solo riferito al proprio gusto personale. Un russo a meno venti gradi che deve andare a fare un lavoro non sedentario se mangia tre bagel col salmone o mezza fetta torta di strudel con i semi di papavero non sbaglia in nessun caso (sì però il bicchiere di vodka no, dai). Solo questione di gusti.

 

Ma se faccio la colazione salata a pranzo devo mangiare macaron?

Riequilibrare tutto con il pranzo poi è compito nostro e del buon senso. Troppe proteine a colazione? Carboidrati a pranzo e viceversa. Non ci sono dei dogmi da rispettare. L’equilibrio della dieta giornaliera -come ribadito più volte- è il vero e unico segreto, insieme alle quantità che devono essere commisurate al dispendio di energie quotidiano. Per questo se non sei in grado -o semplicemente non ne hai voglia- di star dietro a tutti questi noiosissimi “calcoli” il Santo nutrizionista è bello sorridente davanti alla porta del suo studio. Ti sta aspettando. Non tardare eccessivamente, te ne prego.

Abbandona le vesti dell’habituè -che tu sia del nord o del sud, santoarancino!- e mangia secondo il tuo gusto e le tue esigenze. Al mattino non si mangia per forza il cornetto o l’arancino. Sei tu a decidere sempre. L’equilibrio parte dalla tua testa e dalla tua forza. Una cosa è da ficcarsi bene in testa in fondo fino all’ipofisi: la colazione va fatta SEMPRE. Non bisogna mai saltarla (hai appeso in cucina i 10 Comandamenti della Sacra colazione, vero?). Mai. Deve essere ricca e consentirti di non arrivare affamato al pranzo. Lo so lo so. Le solite cose, eppure sbaglio costantemente anche io che ne blatero un’ora sì e l’altra pure (difatti, rullo di tamburi, sette giorni su sette non voglio farla né dolce né salata perché al mattino per me mangiare è una condanna al patibolo. Periodi che riesco. Periodi no, mea culpa. Ma nei periodi in cui riesco sto molto meglio ed è innegabile.

Perché tutto questo lungo e noioso preambolo (ah, era un preambolo? Dai, la smetto)?! Perché oggi ti propongo dei waffle salati a base di patate che ti faranno cambiare idea immediatamente. Vorrai solo mangiare waffle di patate, te lo dico. Puoi abbinarli al salmone affumicato o a una frittata (anche solo di albumi. Ma ti prego ALBUMI VERI di UOVA VERE. Non comprare quei brik dove c’è un litro di albumi. È una cosa talmente vergognosa che neanche la commento) o semplicemente mangiarli così. Anche con del formaggio spalmabile, sì. Sono tratti dal libro Cucina Nordica di cui ti ho parlato qualche settimana fa, che si riconferma un bellissimo volume da possedere.

Se li provi ti prego non dimenticare di dirmelo perché mi fai come sempre felice. Qui hanno riscosso un successo assurdo e mi vengono richiesti un giorno sì. E l’altro pure, già.

La ricetta

è tratta dal libro La cucina del Nord di Simon Bajada

  • 250 grammi di patate lesse, sbucciate e schiacciate
  • 30 grammi di burro salato fuso
  • 60 grammi di farina
  • 2 uova
  • un pizzico di pepe
  • un cucchiaino di aneto tritato finemente (io non ce l’avevo e ho usato quello classico in busta di tiger)
  • sale

Puoi condire con panna acida e salmone e una cipolla rossa affettata finemente e lasciata macerare con un cucchiaino di zucchero fino e il succo di mezzo limone. Oppure con dell’ottimo prosciutto crudo. Puoi comunque presentare questi deliziosi waffle come preferisci perché si prestano davvero a infinite interpretazioni.

Dopo che hai bollito le patate, sbucciale e schiacciale. Scolale bene e lasciale raffreddare. In una ciotola capiente metti le patate schiacciate, il burro fuso, la farina, le uova, il pepe e l’aneto e chiaramente il sale. Lavora per bene fino a ottenere un imposto morbido simile alla pastella per pancake e poi dopo aver scaldato e oliato (o imburrato) la piastra versane due cucchiaioni al centro e distribuisci ma non per l’intera superficie della piastra; cuoci almeno 2-3 minuti, dipende dal modello e dalla grandezza della tua piastra, regolati quindi di conseguenza. Servi poi i waffle come preferisci e soprattutto provali in tantissimi modi speziandoli a più non posso. Per una versione totalmente veg sostituisci il burro con l’olio e metti un pochino di farina in più al posto delle uova, aumentando anche la dose di patate. Procedi a occhio, assaggia e vai tranquillo perché verrà ottimo ugualmente.

 

Ti sei perso la versione dolce? Ecco la videoricetta!

 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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