Un centro tavola magico per Natale

Must Try

I paninetti alla zucca profumati d’arancia

Perfetti da mangiare semplicemente così senza nulla ma anche per accompagnare il salato e soprattutto i formaggi. Provali con lo stilton, il gorgonzola dolce e morbido ma anche formaggi stagionati particolari. Un bel tagliere di formaggi morbidi e stagionati con questi panini e hai preparato una cena indimenticabile, sai? Poi la forma la decidi tu. Se vuoi fare la treccia te ne vengon fuori due belle grandi. Nel caso dei panini ne vengon fuori sei ma davvero molto grandi; questo per essere credibili come zucchette. Se fai dei panini classici te ne vengon fuori dodici circa ma anche qualcosina in più.

Chia Pudding sì, ma alla zucca speziata

Conosci il chia pudding? Il buonissimo budino ai semi di chia; questa preparazione è possibile grazie al fatto che i semi di chia si gonfiano di ben dodici volte circa a contatto dei liquidi e grazie alla presenza di mucillagini si gelifica rendendo il tutto simile all’aspetto di un budino. Basta lasciare una notte in frigo i semi di chia con qualche bevanda vegetale e ritrovarsi un buonissimo budino al mattino. I semi di chia hanno tantissime proprietà interessanti e inserirle nella dieta è cosa buona e giusta; senza abusarne il sottotitolo sempiterno.

Ciambella degli Angeli

Romeo “Le tue labbra benedette, immacolate e pure”. Giulietta  “Allora le mie labbra hanno preso il tuo peccato” Romeo “Oh perdonami Angelo mio,...

Amazon Beauty – Il calendario dell’Avvento

Che io abbia cominciato a delirare circa il Natale pubblicando il calendario dell'Avvento del calendario dell'Avvento -ovvero il Calendario dell'Avvento al quadrato- e che abbia...
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Un centrotavola molto speciale e unico, questo. Un regalo del mio zietto Peppe –ricordi Laura?– che è il più giovane dei tre fratelli di mamma; tra l’altro Peppe è uno zio giovanissimo perché ha in pratica solo un decennio in più di me. Credo sia diventato per la prima volta zio quando aveva cinque anni. Peppe è altissimo, ha gli stessi occhi di mamma dolci e profondi, delle guanciotte dove ti vorresti tuffare e dei capelli lisci e dritti tutti in avanti che sembra quasi un Playmobil. Ha una risata talmente dolce che ti viene voglia di abbracciarlo e di colpo uno sguardo furbetto tipo quello dei bimbi quando combinano marachelle. Molto taciturno e tenero, in realtà. Hai presente i giganti buoni? Ecco: lo zio Peppe.

Mi sono commossa a dir poco alla vista di questo bellissimo centrotavola. In realtà è un susseguirsi di forti emozioni visto che mi ha realizzato anche un lampadario di sconvolgente bellezza ma. Ma niente spoiler e per adesso focalizziamo il centro tavola. Il legno è un faggio che quest’estate Peppe ha ben pensato di caricarsi in macchina dopo essere stato dai nostri cugini in Calabria. Ora se mi leggi sai che la mia mamma è calabrese -della Sila per l’esattezza- e che quindi gran parte della nostra famiglia vive in una sorta di luogo magico immerso nei boschi. Il faggio viene proprio da lì. Il resto è stato sapientemente assemblato dalle mani di Peppe che con cura ha creato non solo il centrotavola più bello che potessi desiderare ma un vero e proprio calendario dell’avvento. Dire che sarà il protagonista indiscusso delle mie tavole è superfluo.

Da una vita mi sento dire “eh. Ma tu hai tutto” quando si va in confusione per farmi un regalo. Onestamente è vero che materialmente ho molto e troppo, ma se c’è una cosa che mi lascia sempre senza parole e di cui non ho mai abbastanza -perché non si compra- è il pensiero. A me stupisce sempre quello. Quel nodo alla gola e quella sensazione di formicolio allo stomaco mi viene solo alla vista di qualcosa di unico e soprattutto pensato. Costruito e che parla di me. Significa essere stati ascoltati, capiti e per questo motivo amati. Peppe sapeva che già da un po’ sono in fissa con i sottopiatti di legno, che amo particolarmente il legno naturale e che in questa spasmodica ricerca vittoriana per quello che sarà il mio nuovo ufficio ho cominciato ad apprezzare altri materiali. Le pietre grezze e quel sapore antico. Il legno e la verità. La verità di una piccola muffetta e crepa. Per questo motivo non ha trattato il faggio e ha semplicemente decorato con elementi semplici dai dettagli bianchi e oro, che saranno i colori protagonisti -come spesso accade- del mio Natale.

Nonostante questi centritavola siano stati visti nel corso dell’anno hanno un’unicità innegabile: il cuore di chi li prepara. Sono tutti diversi e raccontano storie di famiglie, luoghi e anime. I colori stessi narrano fiabe sussurrate, desideri e sacrifici.

Come realizzarlo?

Occorrente:

  • un pezzo di legno di qualsiasi forma e tipologia tu voglia
  • candele
  • pigne
  • colore spray
  • pezzetti di legno (ma penso anche delle stecche di cannella sarebbero perfette)
  • fiori finti o decori che si preferiscono
  • colla a caldo

Incolla sopra il pezzo di legno che hai scelto -deciderai tu se trattarlo o meno- le quattro candele o quante ne vuoi mettere con la colla al caldo e procedi così con tutti i pezzi protagonisti del tuo centrotavola. Largo sfogo alla fantasia. Arricchiscilo come e quanto ti piace. Scegli se dare una spruzzatina di neve alle pigne e al resto o no. Fai lo stesso con i fiori. Non fermarti e personalizza come meglio credi adoperando materiali che magari ricordano proprio chi lo riceverà. E se lo stai facendo per te stesso, che è sempre un pensiero da non sottovalutare, scrivila tu la storia. E soprattutto non smettere mai.

Di sognare, accendere, condividere e ispirare luce. Sempre e solo luce.

E ora io lo faccio anche qui. Affinché rimanga tra queste luci per sempre: grazie zio Peppe!

 

 

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