Torta di Carote con glassa

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Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Il classicone poteva mancare? La Torta di Carote? No, non poteva mancare. Immancabile e imprescindibile, la torta di carote che affonda radici molto più profonde di quanto superficialmente si possa immaginare. In un libro a me molto caro la geolocalizzano in Svizzera ma in realtà preparazioni a base di carote pare siano legate addirittura all’epoca medievale. Popolarissima in Gran Bretagna, pare che sia originaria in realtà della Norvegia (che i Paesi Bassi e nordeuropei, lo sappiamo, con le carote hanno sempre fatto un po’ il buono e il cattivo tempo, come si suol dire: pure cambiar colore è stato possibile). Svizzera, America e Gran Bretagna, oltre ai paesi nordeuropei, se la contendono. La Carrot Cake insomma è un’instancabile viaggiatrice che non ha paura di fermarsi e trasformarsi.

Una delle cose che più mi piace della Carrot Cake in genere -qui ne ho fatte davvero di diverso tipo, con e senza glassa al formaggio per dirne una- è il fatto di trasformarsi a seconda delle spezie esaltando ancor di più la naturale dolcezza delle carote; che poi venivano usate proprio per questo le carote, per risparmiare sullo zucchero che in tempi precedenti era difficilmente raggiungibile da tutti.

 

 

 

La Ricetta

  • 200 grammi di mandorle ridotte in farina
  • 200 grammi di nocciole ridotte in farina
  • 30 grammi di farina
  • un cucchiaino raso di lievito in polvere
  • 400 grammi di carote
  • 8 uova
  • un pizzico di sale
  • 4 cucchiai di olio di semi di girasole
  •  250 grammi di zucchero
  • 100 grammi di zucchero a velo
  • vaniglia
  • cannella
  • e se vuoi, facoltativo, tre cucchiai di Kirsch (io non l’ho messo, onestamente)

Per la glassa: 200 grammi di zucchero a velo, 2 cucchiai di succo di limone (e se vuoi tre cucchiai di kirsch, nel caso aggiungi più limone). Si potrebbe anche fare con l’albume ma preferisco sempre usare zucchero, acqua e limone.

Se vuoi fare le carotine basta della semplice pasta di zucchero.

 

Scalda il forno a 170, imburra e infarina una tortiera a cerniera del diametro di 24 o 26 centimetri. Pulisci per bene le carote e poi grattugiale finemente. Separa i tuorli dagli albumi. Monta gli albumi a neve fermissima con un pizzico di sale e 50 grammi di zucchero. Usa le fruste per montare i tuorli (se lo fai a bagnomaria viene più soffice) con lo zucchero rimanente e quello a velo fino a quando non ottieni una crema spumosa. Aggiungi adesso la cannella, la vaniglia e il kirsch se lo vuoi mescolando con un cucchiaio di legno. Alla crema di tuorli aggiungi le carote e poi la farina di mandorle e nocciole. Pian piano con movimenti dal basso verso l’alto aggiungi infine gli albumi montati a neve. Versa nella teglia e e inforna per un’ora circa. Lascialo raffreddare completamente prima di toglierlo dalla teglia a cerniera. Per la glassa lavora tutti gli ingredienti e se vuoi aromatizzala come preferisci. Versa al centro la glassa e poi distribuisci per tutta la superficie della torta. Lasciala solidificare e poi servi a temperatura ambiente.

 

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