Cuddura cull’Ova, Aceddu cull’Ova, Pupi cull’Ova

Must Try

La Panna Cotta al tè matcha

Un dolce gustoso, facile e fresco caratterizzato dall'inconfondibile sapore del tè matcha. Perfetto per un dopo pasto ma anche per accompagnare un tè nero fumante caldo e avvolgente.

Semi di papavero e glassa di limone

Una delle preparazioni più buone mai preparate. Mi è sempre piaciuto moltissimo questo accostamento, quello dei limoni con i semi di papavero. Diversi dolci pasquali polacchi e dell’Est Europa hanno proprio i semi di papavero; anche il cozonac, per esempio, ha diverse volte il ripieno di semi di papavero. Il risultato -ma con una ricetta di Ottolenghi è facile- è sorprendente. Molto profumata, leggera e gustosa.

Tiramisù fragole e basilico e un dolce speciale

Un tiramisù molto profumato e fresco. Stupisce per leggerezza e freschezza questo dolce al cucchiaio di cui tutti sono ghiotti.

Siciliaia: 7 Piatti a base di pesce imperdibili se vieni in Sicilia

Le polpette di muccu e il muccu marinato. Gli occhi di bue arrostiti e i ricci per farci la pasta o mangiarli con il pane. Le collane con le conchiglie di occhi di bue e gli immancabili involtini di pesce spada. La torta di masculini e le telline da mangiare guardando le onde del mare.
Iaia
Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

La produzione artigianale dei dolci è strettamente collegata alla storia della panetteria, perché tutto comincia esattamente da quei forni capaci di sfornare pane di incredibile bontà. I nobili mangiavano il pane, neanche a dirlo, e pian piano si diffusero i dolci nelle feste e a fine pasto. Ricordo di aver letto su un libro che questo comportò la produzione eccessiva di dolci a discapito del pane e perciò fu imposto che fossero preparati solo per le feste. Allo stesso modo nacquero le figure di venditori di dolci che poi si specializzarono nella creazione dei dolcetti antesignani di quelli che noi adesso conosciamo.

La figura del pasticciere, del mastro pasticciere specializzato nella realizzazione di preziosi pasticcini, compare per la prima volta a Parigi. Questo perché il legame tra il pane e il dolce è indissolubile da sempre e la cuddura ne potrebbe essere simbolo. Te ne ho parlato diverse volte, in modo sentimentale più che altro, ma non ho mai approfondito le forme, i simboli e i significati strettamente correlati a questo tipo di preparazione. La cuddura -è così che in Sicilia si chiama insieme ad Aceddu cull’Ova o Pupi cull’Ova nel palermitano- deriva da coullura in greco. Rappresenta fondamentale la vita e la rinascita nella forma usuale della ciambella e del cerchio, che è poi come il significato della fede e dell’infinito. Sovrastato dalle uova, simbolo di rinascita. La cuddura prima era assolutamente realizzata con la pasta di pane; mio papà stesso se la ricorda con il pane. Questo perché in Grecia si preparava una sorta di pane dolce, tsoureki, sovrastato dalle uova di color rosso dove il rosso indica la passione di Cristo e il sangue versato per noi.

I siciliani, figli della Magna Grecia, hanno sempre consumato moltissimi dolci e questi sono diventati simbolo dell’isola in più variazioni. C’è una ricchissima tradizione di pasticceria in Sicilia. Una volta, durante il mio corso con Maurizio Santin che ricordo con affetto, ho imparato che in Italia sono tre le scuole di pasticceria più importanti: la siciliana, la piemontese e la campana. Ricordo che ero molto inorgoglita di questa cosa ed effettivamente col tempo ho notato quello che era un assioma ovvero che la tradizione siciliana rispecchia in toto la cultura, i luoghi e la gente stessa. Ricca, sfarzosa e chiassosa.

Influenzata dalla Grecia e dagli Arabi ma anche dai Normanni e Spagnoli, la pasticceria siciliana è un frullato e un tripudio di culture che si mescolano ed abbracciano. Per questo motivo è famosa in tutto il mondo e la cassata, il cannolo, la granita, il gelato (perché lo abbiamo inventato noi*sindrome di Pippo Baudo mode on*) rimangono per sempre nel cuore e nei ricordi di tutti. Dalle dolcezze più semplici come il biancomangiare, la cuccia e il gelo, sino ad arrivare a preparazioni più complesse come quella del cannolo, della cassata e infinite meraviglie di torroni con sesamo e mandorle.

È proprio vero che facciamo sempre baldoria e festa e per ogni festa c’è sempre un dolce. Ma che dico un dolce? Per ogni festa ci sono sempre tanti dolci e tutti odorano di tradizioni e bellezza.

Quello che non può mai mancare sulle tavole siciliane pasquali ce l’hai sotto gli occhi: le cuddure, che si chiamano in modi diversi anche nell’isola e quindi aceddu cull’ova e pupi cull’ova. Oltre all’agnello pasquale fatto di pasta di mandorle con le conserve di cedro, che è una vera e propria istituzione, queste prelibatezze fatte di biscotto e adornate da zuccherini (e nel palermitano anche di glassa) non devono nè possono mai mancare. Nei vecchi tempi la fidanzata andava a casa del fidanzato portando una cuddura con tantissime uova. Più le cuddure erano scenografiche e contenenti uova e ricamate più si faceva chiaramente una figura di tutto rispetto. I simboli sono chiaramente quelli pasquali e quindi la campana, l’agnello e la colomba della pace ma non devono mai mancare i cestini, i cuori e i bimbi abbracciati, come vedi dalle foto. Non devono mai mancare le ciambelle grandi che possono contenere più uova -fino a 8 magari ma anche di più- da regalare a una famiglia intera senza distinzione. Sì, perché regalare una cuddura a chi ami è un gesto, ormai antico, importante e dal sapore magico. Io continuo a farlo e non voglio smettere. Non è Pasqua senza cuddura. Non è Pasqua e neanche vita se non hai una cuddura da regalare, per amore.Ho notato che, come ti dicevo, in molti mettono la glassa sopra ma nei miei ricordi la cuddura è così: con le codette oppure senza.

 

Non posso dirti quante ne vengono fuori esattamente perché dipende chiaramente dallo spessore e dalla grandezza. Tieni conto che lievitano sì ma non esageratamente. Come un classico biscottone, per intenderci. Generalmente con un chilo ne vengono mediamente 5-6 di media grandezza ma se hai deciso di fare il tortone enorme e magari due cuoricini ne vengon fuori 3. Insomma ci siamo capiti, come sempre le mie rimangono indicazioni e non regole. Che qui le regole a noi non piacciono, oh! Largo sfogo alla fantasia e farai sicuramente benissimo.

 

  • 1 chilo di farina
  • 6 uova
  • 400 grammi di strutto (oppure 200 di burro e 200 di strutto. Oppure 350 di burro ma l’originale è con lo strutto)
  • 2 bustine di lievito di 16 grammi circa cadauna
  • 300 grammi di zucchero (la ricetta originale che mi ha dato la nonna di una mia amica, perché purtroppo alla mia non posso chiedere più, ne prevedeva 400 ma risultavano troppo zuccherate)
  • la scorza grattugiata di un limone (o un’arancia)
  • se vuoi mettere un pizzico di vaniglia o cannella male non fa. Io proprio un pizzichino piccolo di cannella perché mi piace tantissimo e dà quel quid siculo che non guasta mai

Impasta tutto per bene e largo sfogo alla fantasia. Più semplice di così?

 

 

 

 

Un vlog pasquale

Forse potrebbe interessarti leggere...

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le mie Storie in Cucina

Articoli recenti

La frolla con i fiori

I fiori si possono ammirare, coltivare, regalare e mangiare. Sì, esistono dei fiori eduli perfetti per zuppe, insalate e dolci sorprendenti.

Il poolish

Il poolish, altrimenti detto biga liquida, serve per consumare pochi grammi di lievito di birra. Un altro modo per consumare meno lievito e ottenere dei...

(Japanese) Tulip Sandwich

Di rara bellezza spicca il Tulip Sandwich, che regala uno splendido tulipano all'apertura. Questo modo tagliare il sandwich è tipico giapponese anche nella versione salata.

Il Latte di mandorla Siciliano

Per noi siciliani è sempre stata la bevanda estiva. Quella che bevi ghiacciata sotto il patio nella bottiglia di vetro. Uno scrigno di ricordi e bontà.

Torta al cioccolato vegana (la più buona since 2012!)

Era il 2012 quando per la prima volta pubblicavo questa ricetta sul Blog. Ne rimane traccia però solo un vecchio post che non ricordavo....

More recipes like this