(vegetarian) Tonkatsu Sando

Tonkatsu Sando

Che cos’è? 

 Per la videoricetta. Su Instagram
Ritorniamo a parlare di Food obsession. Come sempre la soffiata arriva dalla mia Socia- Patner in Crime- nonché cognata sabauda. Foodie appassionata mi svela molti segreti. Avida di notizie dal mondo e poliglotta provetta come il fratello legge in ogni dove per poi riportarmi notizie sensazionali. Dal 2020 questo Tonkatsu Sando ha fatto impazzire l’America e non solo. In Italia arriverà con quel leggerissimo ritardo ma noi siamo qui per anticipare i tempi*Segue risata con annesso delirio di onnipotenza*

È tempo di Sandwich con il Tonkatsu! (Che poi in Sicilia il panino con la cotoletta sia un must delle dieci del mattino dal 1945 io proprio non me la sento di dirglielo ai miei amici giapponesi).

Chiaramente in versione vegetariana ma se vuoi fare il classico Tonkatsu Sando basta usare la carne di maiale.

 

Uno dei piatti più amati in Giappone, e che fa parte della cucina casalinga, è senza ombra di dubbio il Tonkatsu. Il Tonkatsu è una cotoletta di maiale, tagliata spessa, che non ha il pangrattato come panatura ma il Panko (puoi farlo in casa e qui ti spiego come); il Panko è una panatura composta da pane bianco in cassetta tostato al forno, che si può replicare facilmente in casa. Si serve a fette generalmente con riso e cavolo accompagnato da una salsa – La Tonkatsu sauce- a base di verdure che si trova facilmente nei supermercati etnici (e ho dato un’occhiata: pure su Amazon). La ricetta è molto semplice: si massaggia la carne con sale e pepe da ambo i lati, si passa nella farina, poi nell’uovo e poi nel Panko. Alcuni ripassano dopo uovo e Panko, nuovamente in uovo e Panko. Si frigge in olio bollente a circa 180 gradi. Si asciuga e serve.
Il Tonkatsu Sando (Sando sta per Sandwich) altri non è che un sandwich con il Tonkatsu dentro. Spesso nel sandwich c’è il cavolo, la senape, il burro, la salsa Tonkatsu e chiaramente: il tonkastu intero. Al posto della carne di maiale ho usato un pezzo di seitan al naturale tagliato abbastanza spesso e il risultato è stato a dir poco appetitoso. Non ho messo il burro ma una salsa di sesamo buonissima (della Kikkoman) e della senape di Digione. Si taglia al centro, si eliminano i bordi e si serve ben caldo.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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