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Profumi di Sicilia SELEX

Il risotto con il piacentino Ennese

La Sicilia vanta alcuni formaggi tipici ma di certo non possiamo dire che ci sia una tradizione minimamente paragonabile a molte altre regioni. Ora io ho un torinese in casa, d’accordo? Particolarmente fissato con i formaggi e intenditore per giunta. E ogni volta che storce il naso perché nessuno dei formaggi tipici gli piace particolarmente mi infastidisco. Non perché sia campanilista, e se mi leggi lo sai, ma semplicemente perché -come gli dico sempre- non è che qui ci sono tutte queste montagne, alpi e pascoli. Ci sono chiaramente. Ma sarebbe un po’ come storcere il naso sul pescato del giorno a Torino. Fa un po’ ridere, no?  Quindi senza girare tanto intorno alla questione formaggi, potremmo non stupirti più di tanto, mio adorabile forestiero. C’è da dire però che ci sono dei prodotti interessanti che potrebbero solleticare la tua gola. Io, quando mangiavo formaggi, ti confesso che ero una fan scatenata della ricotta salata. Fosse stato per me -intolleranza fulminante come se non esistesse- me la sarei iniettata in endovena tre giorni a settimana e almeno due volte al dì. Ma pure sette giorni su sette.

U Pani Cunzatu – Il pane Condito Siciliano

Lo avvolgeva nella carta marrone del pane e tutto l’olio si propagava facendo dei disegni circolari bellissimi. E io ci vedevo delle mucche.  A volte dei cuori. Altre volte ancora delle nuvole e dei pinguini. Papà me lo passava e io lo tenevo stretto a me. Caldo caldo che bruciava il costumino all’uncinetto. Poi mi sorrideva e mi diceva “andiamo Amore mio. Ora ce lo mangiamo caldo caldo!”. E io, te lo dico onestamente, dopo il dimagrimento ho avuto così paura del pane. Così paura da rifiutarlo. Da odiarlo. Da eliminarlo insieme a tutto quello che mi poteva ricordare cosa ero diventata a causa sua. Adesso sto cercando di farci pace. Di ritornare quella bambina con il costume all’uncinetto che non ha paura di vedere che forma regala l’olio. E sicura che papà sarebbe felice di mangiarlo di nuovo. Insieme. Prima di andare a mare. Felici. Ti prego mangialo anche tu il pane cunzatu prima di andare a mare.

A Triaca

A Triaca che cos'è? La triaca sono i fagioli; quelli disegnati come da una china 0.5 impazzita alternata a una 0.8 color rosa su sfondo bianco. Con la Triaca D'Estate si fa una pasta piena di ricordi ed emozioni incredibili. Gustosa, leggera e nutriente A pasta ca triaca.

Il Gelo Siciliano (e tutte le ricette)

Il gelo siciliano è un dolce al cucchiaio freschissimo, delicato e leggero molto consumato sull’isola, soprattutto durante la caldissima e afosa Estate. In realtà puoi trovarlo durante tutto l’anno ma è proprio in questa stagione che il gelo non può mancare. Famoso più nella parte occidentale, e soprattutto a Palermo tanto da diventare il dolce tradizionale della Festa di Santa Rosalia patrona della città, il gelo conquista sempre tutti proprio per la semplicità e leggerezza.

A Pasta co Niuru – La pasta con il nero di seppia

La pasta con il nero è per i coraggiosi. Per chi non ha paura di mangiarla liberamente senza tanti complimenti e paturnie. Io, conoscendomi, a prescindere dal fatto che non fa parte della mia alimentazione avrei problemi a mangiarla. Perché sì, mi preoccuperei del sorriso. Amavo -anche- di papà il suo dolce fregarsene e arrotolare e parlare e pure ridere. Del resto: se stai mangiando la pasta con il nero è ovvio che il tuo sorriso sia nero, no? Come avessi affondato il sorriso nella lava e nel buio. E i denti come stelle che si intravedono scintillanti.

Occhi di bue: il frutto di mare sconosciuto

Sono dei frutti di mare con una conchiglia di madreperla che ha un buco naturale -per farci collanine e bracciali- che sembrano forgiati da Polifemo con la stessa lava. Per farti capire velocemente il valore un chilo di occhi di bue sta intorno ai 90-100 euro. Sono rarissimi. C’è il fermo biologico e non sempre si possono prendere. Negli anni 80 chiaramente la situazione era diversa e papà oltre alle murene nella zona di Brucoli arrivava dal mare con cesti di occhi di bue. A me piacevano tantissimo. Posso dire tantissimo? Sia crudi con il limone e olio che bruciacchiati qualche istante sulla brace. Raccoglievo la conchiglia che disegna pure un arcobaleno dentro e ci facevo le collanine, i bracciali e quelle più grandi - e ti assicuro che papà ne ha preso alcune che sembravano posaceneri- le mettevo nella mia stanzetta così d’inverno sognavo il mare e lo avevo lì. Sul comodino.

Le Barchette alla Norma

La sacra norma catanese con pochissimi ingredienti ma eccellenti: salsa di pachino, melanzana e un'ottima pasta di Gragnano.

Maccheroni con spada, olive e ricotta salata

Un primo piatto che racconta la sicilia con lo spada, il ciliegino e le olive quelle nere succose e morbiddisime tipiche della cultura e della cucina siciliana. Un primo semplice che ti stupirà e non potrai più farne a meno.

Pasta con il macco

Ma cos’è? Fave secche spezzate che cuoci in acqua -non troppa- fin quando si sfaldano definitivamente creando una crema deliziosa; crema che poi puoi aromatizzare con il finocchietto selvatico qualora fosse il periodo, rosmarino o semplicemente con olio extra vergine d’oliva e una girata di pepe fresco. E tanto sale.

Le mie Storie in Cucina

A Must Try Recipe