La Libreria di Iaia: I buffet Detto fatto di Mattia Poggi

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Nutrivo senza alcuna ragione un’antipatia (anche se non troppo feroce) nei confronti di Mattia Poggi. In maniera assurda poi mi chiedevo continuamente perché. Del resto era un ragazzo dolce, con gli occhioni blu e il sorriso pulito. Lo seguivo già da un po’. Molto  prima di vederlo a Detto Fatto con l’arrivo del grande pubblico. Era protagonista di  un programma sempre firmato Alice di cui non ricordo il titolo (evvabbè l’età si sa).

Aveva i capelli lunghissimi e ricci, amava il surf e indossava roba californiana che contrastava fortemente con il carattere e forma dell’altro presentatore : scurissimo, romano, barba incolta  e un po’ più casereccio se vogliamo.   Questi due single abitavano insieme e  preparavano quindi anche molta “roba all’acchiappo”; di quelle ricette veloci ma sfiziose per conquistare le gentil donzelle. Era un po’ il leit motiv di questa sit com culinaria.

Sta di fatto che poi Mattia Poggi si è messo “in proprio” e ha cominciato a condurre Mattia Detto Fatto. Ed io ho cominciato ad apprezzarlo perdonandogli quelle battute da quindicenne ” stasera le preparo il pesto alla genovese e sarà mia” (sono antipatica, lo so).

Il cambio del look poi gli ha giovato e da ragazzo ribelle surfista che conquista e seduce le donzelle con la ricetta originale del pesto alla genovese si è trasformato nel classico bravo ragazzo sposato dolce e cuccioloso. Quelle che le mamme quando lo guardano in tivvùà urlano alla figlia zitella ” uhhh magari arrivasse un buon partito come questo”. Rispettando tutti i cliché dell’inacidita pazza bigotta che sono talvolta,  ho trasformato la mia antipatia immotivata in una simpatia con garbo.

( poi vabbè la mia pulcetta Giulia essendo stata nel programma a cucinare con lui me ne ha parlato benissimo ed a me è rimasto solo che schiaffeggiarmi).

(cliccando qui vedi la bellissima Giulia all’opera *occhi a cuoricino*)

Ho acquistato il volume I Buffet detto fatto di Sitcom editore al prezzo di 19, 90. Poco più di duecento pagine e al contrario del formato di West Nobu, che per chi se lo fosse fortunatamente perso (clicca qui )  è il primo puntatone (sefaperdì) della Libreria di Iaia. Più piccolo del formato A4 senza copertina rigida ma con una carta interessante seppur meno pregiata rispetto al succitato volume  di Nobu, è un volume pesantuccio ma non scomodo da consultare. Una cucina giovane e sbarazzina riassunta in quel “detto fatto” con Mattia Poggi chef genovese conteso da Madonna che con la verve ligure ci illustra i passaggi per un buffet vincente. Non il solito buffet ( anche) ma uno frizzantino ed inusuale (frizzantino è un termine che potrebbe adoperare una squilibrata mentale. E difatti lo adopero spesso). Ricorda un po’ un ricettario di tapas. Tante idee per quando hai fretta e si è troppo presi dalle mille attività quotidiane, scrive Mattia. Sono ricette che vanno preparate in anticipo. Quelle elaborazioni easy che si possono appunto allestire qualche ora , se non addirittura giorni, prima e poi abbandonarsi alla compagnia degli amici, dello scambio, delle chiacchiere, risate e ricordi.

Per chi è minimamente avvezzo ai fornelli troverà il volume non troppo fantasioso al contrario però:  chi rimane un abitudinario che non ama confrontarsi con “le novità del momento” avrà pane ( e anche molto di più) per i suoi denti. Si comincia con una capotina fuori stagioni e dei cubotti di manzo con rucola. C’è il flight di spiedini di carne su bicchierini di salse diverse e i gamberi in pastella con la salsa di soia sino ad arrivare alla Mini pie con sorpresa. Ci sono le note dello chef che tornano utili come fossero consigli sussurrati durante la preparazione e francamente trovo carino non far sentire soli i propri lettori dando magari qualche dritta in più a bordo pagina. Adorabile la sezione del tutto crudo dove vi sono carpacci di melone con prosciutto, roast beef con tartare di zucchina, caprese con tartare di pomodoro e tartare di manzo e peperone. Un tripudio di tartare che nelle stagioni soprattutto estive diventano di veri e propri salva vita per un buffet o una cena. Che sia informale o l’esatto contrario è innegabile che la tartare sia sempre una portata giusta. Un tripudio di tartellette alla brisée e frutta e pure risottini allo champagne con petti di quaglia per virare un po’ più sullo chic gourmet ma senza strafare. Mattia è un amico e tale rimane. Da quel tocco in più e consiglia miscelando benissimo “normalità” e “occasione speciale”.  L’immancanbile salvia fritta e le seppioline alla piastra con la scottata di tonno senza dimenticare la focaccia genovese.

I buffet di Mattia Poggi sono equilibrati e non deludono le aspettative di chi ha proprio intenzione di ricevere complimenti. E’ un volume interessante che racchiude anche alcune elaborazioni fatte durante il programma televisivo Detto Fatto su Sky Alice. Il prezzo non è assolutamente esoso rispetto al formato, carta e contenuto ed è prezioso come volumetto da consultare durante i momenti ” e ora ? che gli do a quella mandria di matti che sta per arrivare?”

Unendo la tranquillità dell’amicizia sì ma con la voglia di stupire. Giusto un po’.

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15 COMMENTS

  1. Mattia Poggi è un vero mito per Frugolino… La sua passione per la cucina (quella “fatta”, non “mangiata”, eh!) è nata con il suo programma, aveva appena due anni e voleva i tegamini per imitarlo! Io lo credevo costruito, ma l’ho incontrato durante una manifestazione gastronomica qui nei dintorni e mi sono dovuta ricredere assolutamente… è un ragazzo estremamente spontaneo e semplice. Come la sua cucina!

  2. Mattia piace anche a me, mi ricorda un po’ mio figlio….forse è per quello, ha i suoi stessi colori, solo che Gabri è un po’ orso. Apparentemente eh 😉

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