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VideoRicetta: Tartare al Salmone con Cedro, Arancia e Limone

Finita questa settimana di VideoRicette si ritornerà alla “normalità” (risate registrate, grazie regia). Le VideoRicette mi hanno infatti permesso di parlare anche se davanti a un microfono fissando il monitor, perché da un po’ vivo nel silenzio. E osservo quello che accade intorno a me estraniandomi come fossi un nano da giardino  alieno con le antenne venuto a scrutare il pianeta Terra. Certo è che il 2013 è proprio cominciato bene. Il Fulmine a San Pietro. Il Papa se ne va. A Sanremo la scala è mobile. Il Meteorite il 15 Febbraio.

Notizie orrende che si susseguono nel mio giro di amicizie.

In pratica quando mi si dice che c’è stata una morte improvvisa, ultimamente reagisco come fosse un invito a bersi un caffè. Non mi tutelassi, o perlomeno non cercassi di farlo, trasmigrando la mia anima e corpo al Nano Alieno suddetto sarei già nella stanza imbottita.

Allontano le negatività. Una ad una. Come quando scarto i pomodori molli e marci che vogliano contaminare l’insalata che accuratamente ho scelto. Lavato per bene. Tagliato. Condito. Con tanta, ma proprio tanta, fatica. Pare infatti che nelle tragedie, la gente si nutra del dolore altrui. Come se ci fossero dei distributori automatici. Metti la monetina: un pacchetto di felicità. Metti due monetine: tre pacchetti di isterismo-pianto-piagnistei.

Questo per dire che sì mi manca la quotidianità ma non mi arrendo. Il modello da perseguire è quello di Bree Van De Kamp. Decoro. E quindi le tovagliette in coordinato devono esserci. I dolcetti vanno sistemati accuratamente e le luci sistemate. Il fondotinta, come la mia Pola insegna, va messo. E anche bello coprente. Per nascondere.

Di Pola vi ho parlato in tante forme. Di sirene. Di capelli rossi. E tanto ancora ne scriverò.

Pola è il mio centro dell’universo della quotidianità che mi manca ed è quella che più riesce a farmi uscire allo scoperto. Che mi strappa le antenne aliene. Buttandomi glitter in faccia mentre mi accompagna per strade di dolore. Mi confonde con fiocchetti di sale nero mentre bramiamo un paciugo in piazzetta. E mi abbraccia sorreggendomi tra suricata fucsia e un tizio che canta sul molo canzoni di Albano. Pola è l’unica con la quale non so usare il fondotinta e il modello Bree Van De Kamp diventa un metro di paragone inaccessibile.

Questo per dire altresì che.

Che mi manca la mia quotidianità ma. Ma quando accade ho Pola. E posso essere me stessa.

Sempre.

Il dolcetto sopra è stato appena preparato per il mio papà. Sono giornate difficili. E l’altalena di dolore e gioia si muove velocissima. Più che una semplice altalena è una montagna russa. E io la immagino come una grande Montagna di Insalata Russa. A forma di Etna. Che spruzza cetriolini sottaceto incandescenti.

Ecco questa è una giornata no. Ieri era una giornata sì.

E diventa sì solo se papà oggi riuscirà a mangiare un cucchiaio di quel dolce. Perché non bisogna mai dimenticarlo. Mai.

E’ nelle piccole cose quotidiane che si trova la felicità. Nelle piccolissime. Nei cucchiaini.

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E nell’Indice ci sono davvero tantissime preparazioni di Tartare fruttate nel caso in cui ti facesse piacere saperne di più.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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