In fissa con i waffle salati? Naaaaa

Must Try

Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Non starò esagerando con tutti questi waffle? Giammai! Il dramma reale è che quelli salati, a mio avviso, sono cento volte più buoni di quelli dolci. Il doppio dramma è che ad asserirlo è una che tra dolce e salato sceglierebbe sempre e solo dolce. Io e Ombretta dal 28 Ottobre non facciamo che girare in recipienti tondi l’impasto dei waffle con la piastra ben calda sempre accesa e pronta all’occorrenza. Giulia, la bionda che se mi leggi conosci sì, è arrivata con la bella artista romana del mio cuore nel week end precedente a Halloween per la maratona Stranger Things. Il tutto è stato ampiamente documentato nelle storie di Instagram (su maghetta e iaiaguardo), sul canale youtube e come se non bastasse con foto e altro (disegni? Pure). Dopo aver costruito un pannello con tanto di carta da parati, reperita da Alessandro e Peppe mie fidi amici e collaboratori, abbiamo potuto finalmente comunicare come si deve con il sottosopra. E solo una voce arrivava insistente dal sottosopra: waffle. Waffle e ancora waffle.

Se non vedi/hai visto la serie penserai che io stia delirando più del solito (e può anche essere a ben pensarci) ma di fatto i waffle (gli Eggo altro non sono che una versione industriale e surgelata) sono strettamente correlati al sottosopra in quanto cibo preferito della stupenda Eleven. Ho usato la ricetta classica dei miei soliti waffle vegani, senza aggiungere ovviamente lo zucchero. Con il tempo ci siamo accorte che anche con metà della dose di olio (ma anche senza) vengono buonissimi. Senza olio però devi aggiungere qualcosa. Ombretta ha avuto la brillante idea di aggiungere delle olive; questo perché l’impasto chiaramente senza olio farà risultare il nostro beneamato waffle troppo secco.

 

Quindi ricapitolando:

  • 200 ml di latte vegetale
  • 160 gr di farina 0 (o quella che preferisci)
  • 1 cucchiaino e mezzo di lievito
  • 60 ml di olio vegetale (come ti dicevo anche metà va benissimo)
  • sale e pepe se vuoi o spezie che preferisci

Trovo che questa versione dei waffle salati si presti benissimo a infinite occasioni e non ti nascondo che la proporrò anche a Natale. Anzi sai cosa? Progetto già un albero di waffle. Conta che quelli in versione rainbow li ho già fatti e te li mostrerò un pochino più avanti. Sono immersa nelle ricette di Natale, tra gif e progetti con Ombretta e non solo. Questo è indiscutibilmente il periodo dell’anno più stressante sì ma anche più magico. Faticoso di certo ma è vero, e capiterà anche a te, che quando la fatica va a braccetto con la magia e l’entusiasmo si sente molto meno che la metà. Ti consiglio vivamente di acquistare una macchinetta per waffle. Su Amazon ne trovi di diversa misura, forma e prezzo ma questo ti assicuro che è davvero molto contenuto e non in ultimo la macchinetta non occupa spazio. Questa forma tonda mi mancava (avevo quella quadrata e quella classica a forma di cuore/fiore) e proprio su Amazon ho trovato la soluzione.

Insomma questi waffle s’hanno da fa’. C’è davvero poco altro da aggiungere. Esteticamente accattivanti, versatili e declinabili in infinite variazioni di sapore si possono arricchire con creme, accompagnare anche al tè perché insieme ai tramezzini e alle torta fanno la loro bellissima figura, offrire per merende e colazioni. Infiniti sono i modi e i tempi per proporli. Per la serie: stupire con poco e con tanto gusto.

 

Curiosità

So che ti piace molto questa piccola sezione e quindi quando me ne ricordo è sempre un piacere.

  • Il runner pelosetto è di Zara Home
  • Il bicchiere fa parte di una collezione natalizia di Maisons Du Monde (preso quest’anno)
  • La paletta dei dolci è Zara Home
  • Il piatto è Villeroy & Boch (sì perché a Natale solo quelli e poco altro)
  • Forchetta e coltello: Zara Home (credo che ancora tu possa trovarli. Io li ho presi online in servizio da 6 e dal vivo sono davvero stupendi)

Momenti da Instagram – Fermatempo

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4 COMMENTS

    • Ciao Ilaria,
      io ho usato tutti i tipi di latte vegetale e devo confessarti che quello di soia è il migliore. Con l’avena vengono buonissimi anche mentre con il riso necessitano di più farina. Se dovessi scegliere sempre e solo soia.
      Spero ti piacciano. Fammi sapere se ne hai voglia.

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