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Il Timballo di tortellini è servito

E insomma alla fine si è davvero fatta la Settimana (l’ennesima) della Pasta. E dopo la Pasta al cavolfiore e limone (clicca qui per la ricetta), i Malloreddus con il ragù bianco (clicca qui per la ricetta), le pappardelle al pistacchio (clicca qui per la ricetta), gli gnocchi con cannella speck e mascarpone (clicca qui per la ricetta) e la pasta con cavolfiore e piselli (clicca qui per la ricetta), è la volta di una cosa leggermente più pesantuccia. Non è vegana né vegetariana. Ha poche verdure e tanta ma proprio tanta carne e condimento. Ma che cos’è?

La si potrebbe definire una carbonara ingabbiata solo che al posto di due bucatini ho ben pensato di adoperare dei tortellini e non contenta ne ho fatto un timballo; procediamo con ordine però altrimenti gira la testa santocielo. In pratica ho fatto dei semplicissimi tortellini di carne nel classico modo che non c’è certamente bisogno di spiegare. Cotti in acqua bollente salata e saltati poi a due minuti dalla fine della cottura in un padellino dove allegramente sfrigolava giusto da un po’ (ma poco eh) del prosciutto cotto tagliato a cubetti. Fresco. Prosciutto cotto fresco.

Insieme al prosciutto, che non era solo, dei pisellini (anche questi freschissimi). Mantecato un po’ il tutto con qualche cucchiaiata di besciamella e parmigiano nella padella, il prosciutto con i piselli si sono lasciati insaporire dalla cremina e dal formaggio, pronti per essere scaraventati sulla teglia dove avevo predisposto della pasta brisée bucherellata al fondo. Alla fine ricoperto ancora con brisèe. Spennellato la superficie con un tuorlo leggermente allungato con besciamella e parmigiano grattugiato per formare una graziosissima (e succulentissima) crosticina esterna nel forno a 190 quasi 200 se vogliamo per almeno 40 minuti. O fino a che insomma la crosta della brisée non sarà cotta e tutti gli ingredienti  si siano legati indissolubilmente in un sapore unico.

Quando si taglia questo timballo vien fuori una trama visiva davvero ma davvero carinissima. Non si capisce che siano tortellini ma sembra un vero e proprio gioco geometrico culinario quasi come un quadro cubista. Aprendola e presentandola così non si direbbe affatto che sia un’elaborazione culinaria che richiede oltre che pochissimo tempo altrettanti pochissimi ingredienti e non troppo difficili da reperire. Chiaramente se la brisèe sarà confezionata in casa il gusto ne guadagnerà e lo stesso varrà per l’uso di prodotti di prima scelta ma alla fine qualsiasi essi siano il gusto e l’estetica premieranno indiscutibilmente un piatto che, anche se preparato con netto anticipo, farà sempre la sua figura “in versione riscaldata”.

Anzi. E’ un po’ come la pizza. Non sarà difficile trovare puristi della pasta che anche in una versione insolitamente fredda apprezzeranno ugualmente.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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