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Il Carbone di Zucchero della Befana (VideoRicetta)

Il Carbone di zucchero per la Calza della Befana  l’ho pubblicato sul Blog  il 5 Gennaio del 2011 dopo aver vestito, insieme a Mamma e SantaSignoraPina, un Rabbid da Befana (a seguire diapositiva) e aver provato per la prima volta in vita (e ultima tra l’altro) a cucinare l’ossobuco (pure la FumettoRicetta ho fatto. Ero sicuramente sotto l’abuso degli zuccheri pesantissimi dei fichi secchi. Niente è cambiato da allora). Seguendo la mia ricetta ho riconfermato due semplicissimi concetti comuni a tutti:

  • – mi spiego male
  • – aggiungo dettagli inutili ma così inutili che la parola inutile non rende l’inutilità

Per questo motivo mi sono detta che dovevo semplificare (risate registrate, grazie regia. Le prime dell’anno tra l’altro! Yeahhh!). Rifare. E provare a spiegarla più facilmente questa ricettina semplicissima. Ho pochi dubbi sul fatto che non ci riuscirò ma il fatto che ne ticchetti convinta mi rende estremamente sicura che la caparbietà e l’ostinazione sono due dei punti cardine del mio io.

Il Carbone di Zucchero altro non è che l’unione tra una glassa (albume e zucchero a velo) colorata unita a dello sciroppo (acqua e zucchero semolato con eventualmente un aroma o spezia). Se ne ha generalmente un ricordo lezioso, cariatoide (appena coniato, olè) e vergognosamente “inutile” tanto quanto le mie spiegazioni logorroiche, sì. In realtà il Carbone di Zucchero ha quel quid del sapore antico. E’ una dolcezza vecchia, economica che permea ricordi importanti e incancellabili. Per questo motivo ci sono affezionata e ogni anno della mia vita lo riproporrò in casa. Composto da ingredienti genuini e aromatizzato come il proprio gusto preferisce, diventa anche un ottimo alleato per servire caldissimi e fumanti tè neri speziati amarissimi. Particolare, scenografico e luccicante come fosse la mia amata pietra lavica diventa protagonista. Nella versione colorata (arcobaleno soprattutto. E’ già in programmazione) è strabiliante perché questa perlescenza rimane e brilla negli occhi che ne rimangono estasiati.

Vorrei arrivare a fare un video piccolino piccolino per dimostrare che anche cucire una Calza della Befana così difficile non è. Che si tratta davvero di ritagliare del panno lenci e fare due cuciture (con o senza macchina da cucire) per poi personalizzare con nastrini, passamanerie e perline (tutto quello che si ha a disposizione) ottenendo così un contenitore per caramelle e carbone. Fare una calza della Befana in casa con pochi ingredienti, e soprattutto buoni e genuini, non può che essere un bellissimo regalo. Non solo per i più piccini. Le caramelle si è ampiamente dimostrato che si possono realizzare in pochissimi attimi ed occorre solo zucchero, aromi e pentolino. Stessa cosa per cioccolatini, praline e tartufini. Senza contare che ci si possono mettere dentro torroncini, torroni e pure le intriganti barrette di pop corn (simil torrone) che ho fatto nel periodo natalizio.

In questi giorni sarà mia premura fare un riassunto in modo da comporre un’indimenticabile Calza della Befana (se riesco a fare anche il Video sarà un miracolo inaspettato, ecco).

Lascio quindi questa ricetta semplificata (no regia, dai. Basta risate uff. Fingiamo che ci stia riuscendo?) sia in versione video che scritta; ricordando che poi sul mio Libro (se ce l’hai e ti fa piacere) di Befanate ce ne sono davvero un po’ (il mio libro lo trovi in tutte le Librerie Italiane o anche su Amazon e il Titolo è Le Ricette di Maghetta Streghetta – di Iaia Guardo. Il mio compenso viene devoluto alla Ricerca per il Cancro. Fine spot. Grazie infinite).  Ne sto anche raccogliendo un po’ sulla Pagina Facebook. E’ difficile amministrare i diversi Social ultimamente. Mi sono resa conto che il “pubblico di amici ” che mi segue è diverso. Su Instagram. Su Twitter. Su Facebook. Su Youtube. E sul Blog. Corro avanti e indietro cercando di rispondere e divulgare tutte le mie maghettate ma a volte saltano pezzi e mi confondo ancora un po’.

La Ricetta del Carbone di Zucchero

per la Calza della Befana

(in questi giorni arriva la versione colorata! Se non dovessi arrivarci a filmarla o fotografarla per il blog basti sapere che si può pensare pure di colorare tutto dopo; ovvero per non sporcare troppa roba e pentolini potrete colorare dopo aver unito Sciroppo e Glassa. Dividendo in varie ciotoline. Sarà ugualmente perfetto)

Per lo sciroppo: 750 grammi di zucchero semolato bianco, 1, 5 dl di acqua

Per la Glassa: 1 albume di uovo medio piccolo – 100 grammi di zucchero a velo

Colorante alimentare

In un pentolino cuoci acqua e zucchero semolato fino ad arrivare a una temperatura di 110-120 gradi. Adopera un termometro o attendi che sia arrivato a ebollizione e aspetta altri cinque-sei minuti circa. A fuoco medio dolce. Lo sciroppo dovrà risultare trasparente.

In una planetaria o con l’aiuto di uno sbattitore elettrico lavora l’albume e lo zucchero a velo e poi aggiungi il colorante.

Una volta che lo sciroppo sarà pronto spegni il fuoco e aggiungi la glassa. Gira per bene. Versa in un recipiente rivestito da carta stagnola che se messo precedente in frigo creerà uno shock termico e molte più “bollicine” nel carbone.

Lascia riposare tutta la notte o almeno otto ore prima di tagliare a pezzi.

Per ottenere un nero intenso occorrerà molto colorante, a dispetto degli altri colori che donano immediatamente lucidità e brillantezza, e proprio per questo motivo il colorante nero potrebbe rilasciare durante la fase dell’asciugatura un po’ di liquido. In quel caso le parti troppo umide andranno eliminate. Si conserva benissimo (anche per dieci giorni) in scatole di latta e in luoghi asciutti e non umidi.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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