I cuoravioli con carote, zucca e curry

Ravioli-Cuori

colorati con il Pomodoro di Pachino Siculo. Imbottiti di un Ragù vegetale con seitan speziato. Cullati da una vellutata di Zucca, Succo di Datterino Giallo Così Com’è, Curcuma e Curry. Sotto una pioggia di Mandorle di Avola tostate Salate.

Detta così sembra roba complicata e invece è un piatto semplicissimo da realizzare per stupirlo/a il 14 Febbraio ma pure gli altri 364 giorni (soprattutto  con un titolo tanto lungo. Abili tecniche da “perfetto truffatore in cucina”. Sto affinando la tecnica)

Che fantasia eh? (sì c’è un’ironia e un sarcasmo estremi). Sul libro ho fatto i ravioli con il cacao amaro in occasione del Menù di San Valentino e cosa faccio? Ravioli a cuore ! Eh sì. Geniale. Solo che dai, se non li facciamo adesso quando mai dovremmo? Sono vergognosamente semplici da realizzare. Fastidiosamente carini e appetitosi e non in ultimo suscitano tutte le volte un’indubbia simpatia (leggi: sconfitta-esaurimento nervoso).  Questa volta ho deciso di colorarli di rosso; che certamente più comune del cacao è. Rimane comunque il fatto che il gusto inusuale del cacao nel primo soprattutto in abbinato con le carni o per chi è amante della selvaggina, rimane a prescindere un’idea da non accantonare . Per un’eventuale cenetta a lume di candela. Ma pure senza candela, va (ed io di cenette intime me ne intendo visto che sono finita pure su Cosmopolitan*disse soffiandosi sulle unghie con fare antipatico)

(momento di irrealtà soffia-unghie finito. Momento tragica realtà: Neanche un tavolo ho. Neanche una sedia misera. E il parquet saltato pure. Come le faccio le nuove foto per San Valentino? Posso venire a casa vostra?  *faccia pietosa*)

Per colorarli ho adoperato una preziosissima salsa di pomodori pachino freschissimi. Purtroppo non ho con me la bottiglietta magica per fotografarla. Non è un nuovo arrivo dal fruttivendolo di Fiducia; nonostante sia un prodotto siculo per eccellenza di un’azienda (suppongo) non di larghissima distribuzione lo scorso anno durante il Salone del Libro l’ho trovata da Eataly nei giorni in cui organizzavo il Cous Cous alla Norma.  Va assolutamente promossa, fatta conoscere e idolatrata. Appena ne ricompro otto tonnellate faccio shooting alle bottigliette che neanche una fashion blogger in un posato per Vogue Cina.

Una volta colorato l’impasto della pasta con un po’ di questo prezioso oro rosso (che va detto non incide nel sapore ma ci penserà l’altro datterino a farlo*rivoli di bava alla bocca* ) ho fatto una leggerissima sorta di vellutata  con zucca e carota aromatizzando con curry e poca curcuma; infine ho allungato con il succo di Datterini Gialli   Così Com’è ( Ve ne ho parlato qui con il Tortino-Piselli Gialli Spezzati e Agrumi che ha riscosso un incredibile successo nei vari social e ne sono entusiastissssima. Si può fare il superlativo. In determinate circostanze si può fare). Il risultato è stato molto apprezzato. E’ un piatto in effetti che cela in sé diverse consistenze come l’amore stesso. C’è questa sofficità della base delicatissima realizzata con gli ortaggi a cui si aggiunge la croccantezza delle Mandorle e la morbidezza non troppo esasperata della pasta che cela dentro un ripieno- esplosione sapori – gustoso. Che cosa ?

Lo decidi tu. Io per scelta (leggi: stava scadendo il Seitan) ho proposto al Nippotorinese questo Cuoricino imbottito di un battuto semplice di sedano-carota-cipolla con seitan speziato delicatamente; va da sé che essendoci alimenti ben “abbinabili” sia a vegetali, che carne e pesce si può davvero agire nei modi più disparati. L’invadenza della carne potrebbe apportare uno squilibrio al piatto che non è pronto a riceverlo  ma la delicatezza di un eventuale pesce bianco potrebbe fare al caso “nostro” (nessuno mi toglie l’idea che anche con del baccalà all’arancia si potrebbe fare qualcosa di interessante. In quel caso però vai di coriandolo come spezia. Qui una ricettina che potrebbe eventualmente aiutare)

Ecco la Ricetta spiegata malissimo

(non ce la faccio a scrivere in mezzo al cantiere aperto. NON CE LA FACCIO! BASTAAAA!!! *modalità Jack Torrance*)

( tra trapani, urla e gente che litiga. I muratori si vogliono bene e qualche volta inscenano rivisitazioni reali di Bud Spencer e Terrence Hill in ” Lo chiamavano Trinità” . Mancano i cavalli e fagioli ma ci sono tanti Scooter e Cannoli Siciliani con Iris alla Crema di Cioccolato. Va bene uguale no?)

Per la Pasta (io ho adoperato questa versione con uova) : per ogni 100 grammi di farina occorre un uovo di media grandezza (e solo il cielo sa quanto la grandezza dell’uovo sia importante. Altrimenti è chiaro che la dose della farina varia) e un cucchiaio (o quanto ne richiede)  olio extra vergine di oliva. Per colorarla a secondo delle gradazioni scegli la salsa che preferisci (si potrebbe adoperare anche un concentrato, sì).

Per la pasta senza uova ? Così facciamo un total Vegan? sììììì. Farina, sale e olio extra vergine d’oliva con l’aggiunta di acqua tiepida. Lavora pian piano fino ad ottenere un impasto elastico, compatto e lavorabile.

Per la salsa di zucca: In abbondante olio extra vergine d’oliva fai andare cipolla, sedano e carota. Aggiungi i pezzetti di zucca tagliati a dadini sottili e le carote. Bagna con brodo vegetale fin quando si forma una crema (non ci sarà bisogno di frullatore ad immersione ma nel caso in cui ti piacesse – come me- una sensazione vellutata agisci senza problemi) . Puoi aggiungere se sei goloso o ti piacciono i sapori meno delicati un po’ di mascarpone o qualche formaggio che reputi possa apportare un quid al tuo piatto (se fossi completamente fuori di senno potrei dirti pure di aggiungere il burro per un sapore deciso e cremoso ma non lo farò. Lo farò indirettamente, ecco*fischiettando indifferente*).

Tocco di Classe: succo di datterini gialli.

Tosta le mandorle su carta  e in forno a 180 per 8 minuti massimo,  altrimenti in una padella e salale leggermente (la seconda è quella che preferisco semmai potesse interessare).

Stendi la pasta su un piano infarinato dopo averla fatta riposare in pellicola per 30 minuti almeno e ricava dei cuori (non per forza  deve riposare ma se ti suonano al citofono è meglio che agisci in questo modo). Imbottiscili come preferisci ( io ho imbottito con un seitan saltato con base soffritto e null’altro. Quante volte l’ho ripetuto? Spegnete il trapano maledizione!) e richiudi per bene i bordi con l’aiuto di una pressione abbastanza forte in modo che non si aprano. Molti adoperano come colla l’albume ma basta davvero prestare attenzione e non occorrerà.

Fai cuocere i cuori in abbondante acqua salata bollente. Tirali fuori. I minuti dipendono dallo spessore. Dalla qualità della farina. Dal tipo di Ripieno. Da. Da.Da. Non mi piacciono molto le indicazioni estremamente precise in questi casi. Occorre ovviamente un po’ di accortezza (ovviamente è detto con tono antipatico, sì).

Se ti piace la presentazione un po’ più “cool” metti il letto di salsa vellutata sotto altrimenti lascia amalgamare tutto per bene in padella (confesso: per la foto ho fatto  alla prima maniera ma al Nippo l’ho servita esattamente alla seconda) facendo sì che la pasta si impregni degli ortaggi. Servi con le mandorle tostate.

 

Ma ve l’ho detto che sono caduta dalle scale perché mi avevano detto ” tranquillaaaaaaaaaaa!!!! è asciutto il gessooooooooooooo. Puoi scendereeeeeeeeeeeeeeeeeeeee”

PATAPUMPETE.

Il meglio (del peggio) lo lascio sempre alla fine*disse ubriacandosi di Succo di Datterini Gialli (sono entrata in fissa. Si nota PER CASO?)

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14 COMMENTS

  1. vabbé l’ultima frase ha cancellato dalla mia mente tutto il resto che volevo dire.
    sulla bellezza dei cuoricini rossi nel laghetto zuccoso ad esempio

    come sarebbe che sei cadutaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa?
    (ancora?)

  2. sei caduta?!
    ma povera!!!
    Nonostante tu sia in mezzo ad un cantiere (ti ci vedo a cucinare con il caschetto giallo intesta e tu che tieni a distanza di sicurezza i muratori circondando la tua area con il nastro bianco/arancione con scritto “lavori in corso”) queste foto trasmettono serenità.
    Tanta anche!
    E il ton sur ton dei ravioli sulla cremina di zucca? Vogliamo parlarne?

  3. fai domande molto pericolose tu. (video haul discount. la recensione delle lenticchie new edition umbria. i consigli per l’utilizzo adeguato della salsa di pomodoro scriventissima.)
    farei bene a finirla qui.

    ❤️ gessononasciutto. puoi picchiarli con una doga del parquet rimosso. e farti perdonare raddoppiando la dose di cannoli. sarà un binomio letale.

  4. non rimane che provare questi pomodori così com’è perchè mi fido ciecamente del tuo giudizio

    (foto bellissime)

  5. No cioè questa la DEVO fare!!! Strepitosa! Devo solo trovare questo succo di datterini magico…alla coop oggi ho guardato ma niente…sai dove posso trovarlo?bacini ps pacco in consegna! Nn vedo l’ora!ce l’abbiamo fatta!così inizio subito a provare le tue ricette del libro!!!

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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