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Baba Ghanoush – Purè di Melanzane

Conosciuto sotto vari nomi, anche come moutabal o in Grecia come melitzanosalata. In Turchia è il patlican ezmesi. Il baba ghanoush non manca mai nei pasti arabi e può diventare un antipasto. Viene spesso servito con lo tzatziki ed è buonissimo proprio per via di questo incredibile accostamento: melanzane e yogurt (che io, nel caso interessasse a qualcuno, apprezzo tantissimo. Con lo yogurt di soia, ammetto, perde un bel po’ ma il sapore ce l’ho ben impresso). Gli adorabili greci, che amo tanto quanto la loro cultura gastronomica vicinissima a quella siciliana per ovvie ragioni, ci danno giù pesante con l’aglio (e la mia nonna calabra annuisce soddisfatta con l’acquolina in bocca. Nonna Angela del peperoncino e dell’aglio ha fatto filosofia pura) quindi anche meno della quantità indicata andrà bene. Giusto per non farsi rimproverare da amici, parenti e vampiri. Ma suppongo che quest’ultimi dalle case dove si prepara il baba ghanoush si tengano ben lontani.

 

Per 4 persone circa:

 

  • 2 melanzane grandi private della calotta
  • 2-3 spicchi di aglio
  • il succo di un limone
  • qualche cucchiaio di tahina
  • 1/2 cucchiaino di peperoncino affumicato in polvere
  • 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
  • sale e pepe bianco macinati freschi

Metti la melanzana nel forno. Io l’avvolgo con la carta stagnola e la polpa diventa morbidissima. Infilza gli spicchi d’aglio in uno stecchino da stuzzicadenti e falli grigliare leggermente in forno. Taglia la melanzana a pezzi e lasciala scolare in modo che elimini tutta l’acqua in eccesso. Sbuccia e trita bene l’aglio. Dopo 30 minuti trasferisci le melanzane (senza buccia) in una ciotola e incorpora la tahina, un cucchiaio di olio e l’aglio. Con l’aiuto di una forchetta amalgama bene tutto schiacciando fino a ottenere una crema. Aggiungi infine il succo di limone, sale e pepe. Gira per bene. Aggiungi il peperoncino e gira per bene di nuovo. Ottima con la pita e verdure crude.

 

Amo le melanzane. In qualsiasi modo. Con la menta. Con lo yogurt. Al vapore. Fritte (immaginami con la bava alla bocca). Avvolte nella stagnola e cotte in forno. Cotte al micro. Cotte nel camino (mamma accendilo subito!). Cotte nel forno a pietra! (Architetto perché non abbiamo messo un forno a pietra qui? Mamma accendi il forno a pietra! Sì, mamma ha tutto. Si è capito?). Con la salsa. Con il tofu (ricordi la norma vegani? Sono il disonore della mia terra). Bollita. Io ho bollito pure la melanzana, che è quanto di più stupido si possa fare per certi versi ma. Ma in qualsiasi modo, fosse per me, mangerei solo melanzana (le mie perversioni? Broccoli, melanzane e cavolfiori. L’idillio? Non digerisco bene nessuno dei tre macchiseneimportamuoiofelice).

Questa salsetta è buonissima. Il mio unico dilemma è stata la presenza di aglio e peperoncino (Mamma tappa gli occhi alla nonna!) che proprio non riesco a mangiare. La mia versione è con limone e menta soltanto da brava psicopatica ma giuro è buona anche così. Segnalo pure la ricetta della pita che si sposa benissimo, ma diciamocelo questa è buona pure a cucchiaiate e spatolate senza ritegno.

 

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Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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