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In Grecia a mangiare Kourabiedes (κουραμπιέδες)

  • 150 gr di mandorle tostate
  • 250 gr di burro
  • 500 gr di farina
  • 300 gr di zucchero a velo
  • 2 tuorli
  • il succo di 1 arancia
  • 2 cucchiaini di lievito
  • 1 fialetta di estratto di vaniglia
  • (puoi adoperare anche un po’ di brandy se ti piace)

Ne vengon fuori circa 24 biscottini.

Tosta le mandorle in una padella o nel forno. Tritale finemente con l’aiuto di un frullatore a lame resistenti. Nel recipiente del robot da cucina lavora burro morbido e zucchero a velo e poi aggiungi i tuorli e il succo di arancia. Mentre lavori l’impasto aggiungi pian pianino la farina setacciata alternando con quella di mandorla. Aggiungi poi il lievito e la vaniglia e lavora per bene l’impasto fin quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati. Toglilo dal recipiente e infarina un piano da lavoro. Lavoralo per un po’  a mano e poi forma delle palline che dovrai schiacciare prima di riporle sulla carta da forno. Cuoci a 160 già caldo per 20 minuti circa e quando sono ancora ben calde spolverale con abbondantissimo zucchero a velo.

  • La Ricetta scaricabile nella scheda riassuntiva la trovi a fondo Post

Ieri eravamo persi nelle trame degli Azulejos e oggi siamo immersi nelle stesse tonalità tra tetti blu, mare cristallino e un bianco accecante. Anche qui sembra esserci una sorta di parallelismo tra Portogallo, le vie di Sidi Bou Said e la sconfinata bellezza della Grecia, che ho avuto l’opportunità di vedere ma non quanto avrei voluto. Rimane il ricordo di papà su un asino che sale per le vie ripide di Santorini ridendo come un bimbo per poi rimanere sbalordito della bellezza mozzafiato su una cima sperduta, un giorno troppo caldo e un catamarano pieno di leccornie, tuffi, risate e fratelli di sempre. Non ho mai nascosto questo amore viscerale per la Grecia. Sarà che da sicula quale sono sento fortissima in me un’appartenenza millenaria. Grazie alle Ricette di Vefa ho cominciato a strabiliarmi anni fa per le correlazioni che esistono tra la tradizione culinaria greca e quella sicula. Appassionata da sempre di Mitologia e perdutamente innamorata all’età di dieci anni di Luciano De Crescenzo (si doveva intuire già da allora che uhm. Credevo che i Take That fossero degli stupidi cretini che cantavano in un autolavaggio canzoni orrende e Luciano De Crescenzo l’uomo che avrei voluto sposare), porto dentro me questo fortissimo focolaio di emozioni forti e sincere nei confronti di una nazione, che amo e che vorrei poter visitare in lungo e largo strenuamente.

Di Dolci natalizi in quanto a varietà e ricchezza ce ne sono svariati e sceglierne uno è stata un’impresa ardua. E infatti non ne ho scelto affatto uno ma diversi. Perché in giro per il Pappamondo, grazie alla valigia di sogni e fantasia, non ha un itinerario rigido e programmato. La mongolfiera si lascia trasportare dalle nuvole. Al comando del Sommergibile si alternano Capitan Squalo ma anche colonie di pesci angelo che lo fanno volare da continente a continente; e la Barca a vela? Pilotata dai venti e trainata da orde di Upupe colorate. Che tirano talmente forte da far spiccare il volo fino a diventare un Galeone fluttuante nel cielo.

Questi biscotti mi ricordano i fiocchi di neve. Sono soffici, delicati e profumano di buono, sorrisi e tavole apparecchiate con intorno gli amori più cari. La tradizione greca per Natale sforna anche degli ottimi biscotti al pistacchio e al miele. Quelli al miele si chiamano Melomakarona, e per quanto mi riguarda sono già in forno. Hanno un gusto di noce e arancia e una leggera innaffiata di brandy. Si sente il chiodo di garofano ma il sapore è pastoso, dolce e per nulla pungente. C’è un pane biscottato con l’uva passa e pure dei deliziosi Biscotti ripieni alle Mele (Milopitakia). Girovagando poi per le strade della Grecia mi sono imbattuta nelle Tartellette dolci al formaggio di Sifnos. Ne parla anche Vefa e ho sorriso al fatto che ricordassero moltissimo anche le Pastel de Belém che abbiamo mangiato ieri in Portogallo. Solo più rustiche, veraci e forti di sapore. Una versione dolce salata insomma. Nella lunghissima lista di dolci Greci, e natalizi, ci sono anche dei biscotti al sapore di marzapane che ricordano tantissimo le cassatelle di Agira. Lo scorso anno ne ho fatto una versione con cioccolato e castagne molto apprezzata che se ti fa piacere puoi trovare qui (altrimenti con la Nutella o con qualsiasi crema al Gianduja. Consiglio sempre Il Gianduioso di Pastiglie Leone; giusto per mettere fine al dilemma. E’ lui il re del Gianduja, lasciatemelo dire). Tra torte ai fichi secchi, immancabili per Natale, e Baklave, Galaktoboureko e Girelle alle noci c’è pure l‘Halva al Semolino che ho preparato lo scorso anno con la biondissima Giulia (sì la BestiaBionda nazionale) per un progetto che riprenderò ormai nel 2015.  C’è solo l’imbarazzo della scelta. Tra la tradizione infinita dolciaria greca  e quella prettamente natalizia ci si trova in un pozzo senza fine di meraviglie.

I Kourabiedes sono una morbida pasta frolla leggerissima a base di mandorle (molte volte impastate con il brandy onnipresente nei biscottini greci. Suppongo cugine non troppo lontane delle sicilianissime Paste di Mandorla; se vuoi la ricetta è qui) e insaporiti con metaxa (Σπύρος Μεταξάς Spiros Metaxa è un tipico brandy greco), vaniglia, mastika o semplicemente con acqua di rose. Che siano a mezza luna o a forma di cerchio poco importa. Presenti in tutte le tavole natalizie greche vengono spesso abbellite con una tipica foglia speziata diversa su ogni biscotto.

A Natale l’uso smodato della frutta secca è un obbligo morale. Ci si deve proprio uccidere con fichi secchi, datteri, noci, mandorle e pistacchi. E’ proprio dovere di ognuno di noi far fuori ottomila calorie in un secondo e non star lì a contare tre noci, quattro mandorle e sei pistacchi. L’unità di misura è: chili. Non pezzi. Proprio per questa voglia smodata di dolcezze naturali e salutari (che poi la frutta secca era il vero dolce dei nostri nonni. Altro che schifezze confezionate! Ritornare ai vecchi sapori  è sintomo di saggezza e null’altro) attingere dal catalogo greco è avere più assi vincenti nella manica. Per quanto mi riguarda oggi sono all’opera con dei Pasticcini al mandarino che semmai dovessero essere come presumo siano: saranno sin da subito candidati al Menu della Vigilia (non fate quella faccia. Non è mica così presto per pensarci !).

Vi dico già che domani prenderemo il sommergibile. Dopo un giro in mongolfiera e uno in barca a vela approderemo in Medio Oriente (uh! Mi è scappato!). Parola d’ordine? Frutta Secca. E tasche piene di Datteri.

  • Galleria delle Ricette Greche eseguite qui all’interno del Blog

Altre Ricette greche?

Curiosità:

  • Il piatto è di Villeroy & Boch
  • Il Babbo Natale porta gioie è un regalo del Nippotorinese
  • Il bicchiere è Ikea
  • Il portacandele alberello è di Coin Casa (o di Amazon? uhm. La vecchiaia incombe. Non ricordo)
  • La tovaglia fa parte del corredo ricamato per me dalla Nonna Grazia
  • Scarica la Scheda numero 2 del Pappamondo se vuoi conservare ricetta, foto e disegno
(basta fare tasto destro-salva con nome. Ho messo una risoluzione abbastanza alta ma se vuoi il formato .pdf o una risoluzione ancora maggiore non esitare a chiedermelo. A fine Giro Natalizio raggrupperò tutto il malloppotto e ne farò un piccolo book virtuale) 
 
 
 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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