Il rotolo con le castagne e cioccolato

Molto chic con un cuore di zucchero a velo, no?

Un dolce che sembra complesso ma che in realtà si prepara in pochissimo tempo. Il rotolo, perfetto anche come base per il classico tronchetto natalizio, non delude mai. In questa versione con le castagne poi è ancor più incredibile. L’ho fatto in qualunque modo e in archivio trovi tronchetti al cioccolato, bianchi come nella tradizione francese e molto altro. Colorati di arancione e imbottiti di carote per Pasqua, con marmellate e moltissimo altro. Il tronchetto di Natale in effetti appartiene proprio alla tradizione francese -buche de Noel- ed è proprio tipico natalizio servito in bianco o con una crema di caffè e glassa al cioccolato. Generalmente è imbottito con della marmellata (se ne possono fare delle versioni Sacher davvero strepitose!). Ormai il tronchetto è conosciuto in tutto il mondo e si decora a tema natalizio in modo così stupefacente che diventa una vera e propria opera d’arte: pure da regalare.

Oggi ti propongo la base, che poi potrai adoperare come preferisci, ma servita con una crema di castagne e cioccolato. Essendo facilissimo da preparare ma al tempo stesso sorprendente è sicuramente un dolcetto da mettere nella to do List o wishlist. Perché con poco impegno la resa è altissima e generalmente -secondo l’imbottitura- piace ai grandi e ai piccini. Se non ci si vuole cimentare nella farcia basterà una crema spalmabile (faccio finta di non vederti) o una marmellata e poi glassare con cioccolato o servire così semplicemente con zucchero a velo. Un’idea carina come ti mostro è mettere una formina prima si spargere lo zucchero.

Molto chic!

IL ROTOLO?

tratta dal mio libro “Le Ricette di Maghetta Streghetta” edito da Mondadori

80 grammi di manitoba
90 grammi di zucchero
4 uova
un pizzico di sale
vaniglia

Metti in un recipiente due uova e due tuorli. Gli albumi li monterai successivamente. Aggiungi ai tuorli 80 grami di zucchero e metti il recipiente che contiene il composto a bagnomaria in una pentola d’acqua calda che non ha raggiunto l’ebollizione. Lavora i tuorli e lo zucchero con lo sbattitore elettrico per almeno 12 minuti e fai attenzione perché è un’operazione delicata: il filo non deve andare sul fuoco. Sembra una sciocchezza ma non lo è. E con lo sbattitore devi prestare attenzione perché stai sempre lavorando a bagnomaria e il composto è caldo. Non troppo ma comunque caldo.
Quando hai ottenuto un composto molto soffice e gonfio togli dal bagnomaria e prosegui con lo sbattitore altri due minuti. Aiutati con la spatola e aggiungi la farina passata al setaccio con i semini di vaniglia con un movimento dal basso verso l’alto. Pian piano e senza fretta. Sul finale aggiungi i 10 grammi di zucchero rimasto e monta per altri due minuti. Adesso monta gli albumi e uniscili al composto. Ungi la teglia con il burro e foderala con carta da forno. Versa il composto e aiutandoti con la spatola fai un rettangolo abbastanza preciso livellando per bene.
Inforna a 220 per 6-7 minuti. Inumidisci adesso un canovaccio bello pulito.
Appena sforni il rotolo senza paura e con un movimento lesto capovolgi l’enorme biscottone ottenuto sul canovaccio e arrotolalo per bene in modo che mantenga la forma. Sembra un’operazione difficilissima ma in realtà ti renderai conto che è semplicissimo.

Lascialo riposare completamente arrotolato per quindici minuti quando è freddo procedi al riempimento. Puoi mettere marmellate, creme o quello che ti piace di più.

LA FARCIA

Ho usato questa farcia per il tronchetto di Natale; riceve sempre tanti complimenti

  • 400 grammi di marmellata di castagne (io ho frullato dei maroni piementosi caramellati. Ma andrebbero bene anche delle castagne bollite, pulite per bene e lavorate nel mixer con creme spalmabili alla nocciole e cioccolato. Basta affondare il cucchiaino, provare e decidere le quantità secondo il proprio gusto. Una vera delizia!
  • 120 grammi di burro morbido a pezzi
  • 40 grammi di liquore rum (facoltativo)
  • 100/150 g grammi di granella di cioccolato se vuoi arricchirla ancora di più

Lavora tutto insieme e ottieni la farcia. Versa il composto lungo la pasta del rotolo e poi arrotola aiutandoti con il canovaccio. Lascia uno spazio laterale in modo che non sbordi.

 

 

Quello che le foto non dicono

Se ti conosco solo un po’ so già che vorrai chiedermi dove ho preso i cucchiaini: sono di Anthropologie. Presi qualche collezione fa ma molto spesso li rimettono in catalogo. Sono adorabili e di un color rame delizioso. Il vassoio credo sia Zara Home di un decennio fa. La tovaglia è ricamata dalla nonna Grazia, come sempre.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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