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Idee per un Menù Estivo velocissimo- Il tragico ritorno

 

Pensavate di cavarvela solo con la vignetta del giorno, vero? 

Il Blog è un po’ in vacanza! Solo un po’, tzè.

(la mia idiozia mai, sì)

Non è certamente un buon inizio ma: Ricapitoliamo?

In realtà sto solo cercando di mettere in ordine le idee; che poi sia quantomeno assurdo anche solo pensarlo è un altro discorso.

Sbaglio o finisco sempre “in altri discorsi”?

Insomma.

E’ che sto impazzendo (di più) con disegni e storie. Vivo al momento (?) in un altro mondo con persone che non conosco. Il fatto poi che le abbia create io, francamente mi rassicura davvero poco.

E allora vengo qui a ticchettare di cibo facendo fuori un po’ di roba dall’archivio dei ricordi culinari (vabbè che il pollo con l’ananas l’ho fatto ieri) giusto per staccare un po’.

Le voci però e le storie che urlano un prosieguo tanto quanto un epilogo distraggono e annientano. Stancano pure e succhiano energie in qualsiasi posizione sia la lancetta dell’orologio.

Sistemare le foto e blaterare un po’ di zucchine e gamberetti indubbiamente rilassa e allora.

Dicono pure che mi faccia bene “staccare un po'” ma mi fido raramente del giudizio degli altri.

Doveva essere un post completamente dedicato ai gamberetti e gamberoni. Visto che il Nippotorinese ne va pazzo e il mio pescivendolo credo detenga il primato di “possessione illecita di abnormi quantità di gamberoni freschissimi”, ne preparo sempre in quantità industriale e in altrettanti modi. Il seguente post difatti contiene ricette ad alto tasso gamberettoso ma ho deciso comunque di inserire anche qualche altra ideuzza che non comprendesse il crostaceo giusto per.

Le prime dieci idee per un menù estivo e freddo sono qui.

(sto per partire con un tedioso riassunto random. Saltare a piè pari)

Certo è che bisognerebbe segnalare anche l’idea della mozzarella marinata, la quenelle di robiola aromatizzata con pistacchi e miele o i tronchetti di formaggio con le nocciole del Piemonte. Anche il pollo al pistacchio o il classico giapponese con sedano e maionese non dimenticando certamente il famigerato pollo alla ciliegia o con le mandorle tostate. Il pesce spada in crosta di semi di papavero e per una versione vegetariana non manca il tofu. Gli spiedini con feta e ananas ma anche la triglia all’arancia. Insomma sbirciando un po’ nell’indice del Gikitchen che è ancora miseramente in uno stato di semi abbandono ho notato che in pochissimo tempo ho davvero accumulato tanta roba da far paura. Del resto si lavoricchia a pieno regime qui soltanto da ottobre. Pur esistendo dal 3 Marzo 2009 ero troppo presa dal blog personale, che adesso è questo. E mai lo è stato così tanto.

Il secondo menù freddo estivo che si aggiunge oggi comprende :

  • Insalata fredda di Pollo, Ananas e maionese
  • Dattero imbottito di gorgonzola e prosciutto crudo di Parma
  • Tartina con crema di fichi e formaggio
  • Insalata di Indivia con gamberoni e mele
  • Tagliatelle di zucchine e gamberi
  • Crostata di cipolla
  • Insalata freschissima di gamberi con pomodoro, sedano e peperone
  • Orzo perlato con gamberi e trito di sedano e mentuccia
  • Sedano e Carote con philadelphia ed erbe aromatiche
  • Tris di cucchiai con frutta, formaggio, miele e spezie
  • Iceberg con Mela e gamberoni con pioggia di sesamo nero e fagiolini

Per le tagliatelle di zucchine, lo confesso, ho un debole. Mi piace proprio l’idea in primis di chiamarle così. Nonostante abbia provato a coniare “zucchinelle”, “zucchitelle” senza riuscire ad affezionarmi a nessuno dei termini. La mia versione vegetariana prevede in principal modo un pesto di basilico freschissimo; lo stesso che sorprendentemente quest’anno sopravvive sfidando le altissime temperature.

La versione per il Nippotorinese prevede i gamberetti saltati nella padella con un filo di olio di riso aromatizzato con del curry o magari come in questo caso servito con salsa wasabi e maionese. L’idea nasce dal fatto che le tagliatelle con zucchine, gamberi e curry strapiacciono al tizio pelato e nelle mie manie di “no ai carboidrati”, stanca di non poter condividere con lui un piatto, ho ovviato al problema in questo modo. Certo è che me ne guarderei bene dall’assumermene la maternità. Grazie al cielo non sto così male psicologicamente e non sono tanto alienata fisicamente da poter anche solo pensare di essere stata io ad epitetare così delle zucchine a listarelle; non in ultimo perchè suppongo sia anche solo impossibile immaginare di “inventare” qualcosa in cucina.

Mi piace servirle con un servizio nipponico e mangiarle con le bacchette. Mi piace arrotolarle e sentirne la croccantezza.

Perdono alle zucchine pure di essere verdi; di quel verde che mi fa tanta paura.

Piccole porzioni di sedano e carote con philadelphia resa crema mescolandola con cura insieme a olio ed erbe aromatiche, sono un’ottima idea per un pinzimonio alternativo, fresco e leggero. Pensare di arricchire anche il formaggio (anche la robiola o il caprino eh) con delle spezie potrebbe essere un’alternativa interessante. Generalmente mi piace allineare tutto per bene. Così giusto per dimostrare psicopatia lineare ma anche dentro i bicchierini piccoli di vetro in cui generalmente si servono i liquorini. Sì, una presentazione che mi piace proprio.

E le burnie?

(si è notato che ho una leggera perversione per le burnie o devo proprio dichiararlo ufficialmente?)

Dei cucchiaini monoporzioni, ormai gettonatissimi e reperibili anche al reparto detersivi, con bocconcini di frutta e formaggio sono l’ennesima riprova che basta davvero poco per confondere il nemico. Perchè l’ospite, checchesenedica, a volte lo è. Esattamente quello che arriva all’improvviso. Fregarlo con questi tre assaggini e farsi trovare sempre pronta manco si fosse seguito un corso di educazione domestica da Bree Van De Kamp ha un non so che di eccitante:

1) Gorgonzola, miele, noci e pere

2) Caprino, Mango, Pepe nero e filo di olio

3) Radicchio, Pera, Miele e Robiola di Alba con un pizzico di pepe e filo di olio

Tre cucchiai gustosi accomunati dalla presenza della frutta e del formaggio (e a tal proposito aggiungerei pure che è un obbligo preparare Le perette con sfoglia di grana confezionate magnificamente dalla mia Cri).

L’insalata fredda di radicchio e rucola invece, servita con gamberoni, polpa di granchio e maionese e listarelle di peperone giallo dolce, è perfetta per un secondo piatto leggero oltre che un appetizer o aperitivo veloce. Basta pepare un po’ e comporre gli ingredienti in maniera armonica e la danza di sapori che ne verrà darà davvero tanto su cui discutere.


L’orzo perlato con i gamberetti e un trito finissimo di sedano e menta è un altro piatto cult qui in casa. Perchè dell’orzo perlato c’è sempre in frigo. Per fare insalate, per sostituire il pane e per organizzare anche piccole tortine verdurose. Lessare due gamberetti in acqua salata e spargere il trito infine non è che richieda tutto questo impegno. E allora via di orzo perlato che è fresco, estivo, velocissimo ma soprattutto salutare.

Salutare tanto quanto l’insalatona di gamberi che tanto ama la mia mamma. Con il pomodoro, sedano e peperone giallo. Tutto crudo. Olio, sale e pochissimo pepe. Ci si potrebbe fare anche un piccolo dressing con lo yogurt perchè no. La maionese ne deturperebbe la dolcezza, ammettiamolo.


La torta salata di cipolla è banalissima nell’esecuzione. Mischiata a ricotta o formaggio fresco dopo averla fatta saltellare di qua e di là in padella. Basterà infornare sulla pasta brisè ed il gioco è fatto.

Altrettanto fast è la preparazione di questi due piccolissimi appetizer. Il dattero con il prosciutto è un’idea di Luisanna Messeri che amo spudoratamente e non è un segreto per nessuno visto che tengo il suo altarino in cucina. Proprio come lei fa con Artusi.

Il novantanove per cento delle sue ricette non mi piace per nulla al contrario di lei. E tanto basta. La seguo giusto per lanciarle cuoricini e venerarla. Avevo dei datteri in scadenza e guarda un po’ proprio l’altra sera si è dilettata in una roba velocissima. Ovvero: privare il dattero del nocciolo. Imbottirlo di gorgonzola. Arrotolarlo nel prosciutto crudo e spolverarlo con della scorza di lime. In forno per dieci minuti. Servire caldissimo.

(come suggerivo ieri sera nella pagina Gikitchen su Facebook è un’ottima idea anche per far fuori il consorte )

E dirò che nonostante ci fosse un’avversione nei confronti del frutto secco da parte dei miei commensali carnivori, è stato più che apprezzato. Non tanto quanto però la tartina con fichi, formaggio, crudo e noci. Come si fa? presto detto e fatto soprattutto. In una ciotolina basterà amalgamare dei fichi freschissimi (che già si trovano eccome) con della philadelphia e granella di noci. Olio, sale e pepe. Ottenuta la crema, spalmare su pan carrè ma anche crackers o perchè no pane nero integrale o di segale se piace. Due idee ultra veloci adatte per antipastini, finger food o classici aperitivi stuzzicanti, inusuali e velocissimi.


Eccoci arrivati però.

Al meglio, mi sa.

Io il Pollo con ananas e maionese lo preparo almeno una volta a settimana da quando ne sono venuta a conoscenza. Il mio papà ne va matto e mamma sostiene di sognarlo anche la notte. Aleggia ormai questa leggenda del pollo con l’ananas e maionese di Iaia. Che santo cielo, di Iaia proprio non è. Io l’ho scovato nel libriccino magico di “Cucinare con la frutta” trovato al sorprendente prezzo di 2.50 in un carrello abbandonato di un grande magazzino (a dimostrazione del fatto che non occorre affatto la copertina patinata dello chef millestellemichelin per conquistare amici e parenti. Occorre semplicemente far loro un bel regalo a natale, ma approfondiremo a tempo debito). Ne dà un origine orientale il meraviglioso libruncolo che viene però prontamente smentito. Difatti, in seguito ad un’alta dose di curiosità, dopo diverse ricerche in rete posso asserire che tutto sia  fuorchè orientale.

Fatto sta che poco importa. E’ ottimo. Statisticamente dieci persone su dieci mi chiedono la ricetta e mi abbracciano forteforteforte dicendomi dimmichecenèancora.

Si stupiscono tutti quando ne spiego la ridicola preparazione e suppongo accadrà così anche qui. Dopo aver lessato il petto di pollo in acqua bollente e salata, tagliare a dadini l’ananas. In una ciotola unire il pollo e l’ananas e con generose cucchiaiate di maionese provvedere all’incorporamento dei due ingredienti. Quando tutto sarà ben amalgamato aggiustare di pepe e sale e servire freddo.

Ridicolo, sì.

Infine ecco un’altra idea velocissima sempre con i gamberoni. E’ proprio un’insalata composta da iceberg, tocchetti di mela, fagiolini e pioggia di sesamo nero. Il dressing è una semplicissima emulsione con pochissima maionese, olio, sale e pepe.


Confesso di non poter più fare a meno di provare qualsivoglia ricetta che contenga della frutta. Fa molto anni ottanta, anche se neanche troppo, ma la diversità dei sapori e la ricerca costante mi elettrizzano a tal punto da credere che forse un giorno anche io potrò assaggiare del pollo con l’ananas e maionese.

Poi lo scrivo e non ci credo. E chiedo scusa al pollo.

Certo è che scusarsi con un pezzetto nel frigo inerme e senza vita non fa molto testo, suppongo, ma non posso preoccuparmi in questo momento del pennuto. Ho sempre da tirar fuori il cartellino ” non prendertela con me! io sono vegetariana” e subito dopo correre.

Velocissiamamente.

Ho una carrozza che sta partendo. Un treno che è deragliato e una nave che sta per scoppiare. E pure dei broccoli nell’idromassaggio a ben pensarci.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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