Ci vuole fegato sì. E anche un po’ di Curry

Ho scoperto questi fegatini di pollo al curry, giusto per chiudere con qualcosa di diverso la settimana del pollo, su  un sommario interessante di cucina orientale. Pare che in oriente il fegatino di pollo fritto con un po’ di cipolletta e aromatizzato con tantissimo curry sia un piatto base immancabile ( Gordon Ramsay in un puntatone di Cucine da incubo ne blaterava).

Si accompagna con il riso basmati ma anche con qualche insalatina fresca. Il fegatino di pollo viene sbollentato ma rimarrà ugualmente duro ed è un bene sempre sapere se il gentile ospite sia disposto o no a ruminare incessantemente per tutta la durata del pasto perché mentre mamma si lamenta e dice “uffa” manco avesse tre anni e decide di mandar giù rischiando crampi allo stomaco, c’è chi con pazienza riesce lentamente a mandar giù questo mattoncino “durello”. Questo qualcuno non è il Nippotorinese. E neanche papà.  E neanche nessuno che conosco. E insomma ho dovuto costringerli perché io volevo assolutamente provare questa preparazione. In fondo è una dittatura culinaria la mia, mica altro (Santi tutti!).

Ho giusto variato un po’ il  “grasso”. Doveva cuocere in olio di mais ma ho usato quello extra vergine di oliva ( d’accordo impor loro di mangiare il fegatino ma almeno somministriamo loro il punto di fumo giusto). Forse si potrebbe optare pure per il burro ma qualunque sia la scelta qualcosa mi fa dubitare che possa in qualche modo interferire sulla consistenza del fegatino. 


Giusto per ricapitolare la Settimana del pollo:

E visto che io me lo chiedo sempre davvero cosa state facendo. Come state trascorrendo la vostra domenica. Cosa stata mangiando. Leggendo. Bevendo. Guardando. Incontrando.

Se avete tempo e voglia vi di raccontarmelo? Io, semmai interessasse, trascorrerò la giornata in casa concedendomi una veloce uscita per delle foto di un progettino in corso ed anche per piacere. Mi annoierò davanti alle tre puntate di The Killing, seconda serie che non promette nulla di che. Guarderò le nuove illustrazioni di un’artista che mi piace molto e che ha disegnato per le parole di una graphic novel dalla copertina intrigante.

Guarderò il Nippotorinese che ha il piacere di tagliarmi i datterini sorridendomi e lo fisserò ascoltare musica con le cuffie pensando a quanto sia assurdo che un tipo calmo, riflessivo, pragmatico, sintetico come lui ascolti musica ai limiti del metal-pazzo-centrosociale-exstasy-facciamocasino mentre io schizofrenica, velocissima, maniacale, irrazionale, sognatrice, malinconica, emozionale stia imbambolata con Chopin e classica in genere.

Ci guarderemo, insieme come sempre, da due suoni diversi ma da sguardi uguali. E sarà domenica. Come Lunedì. Martedì. Mercoledì. Giovedì. Venerdì. Sabato. E di nuovo Domenica.

Giorni. Settimana. Vita.

Che io ho sempre il piacere di poter condividere anche con voi. Che sia una domenica felice e serena. E sempre grazie per farmi compagnia. Infinitamente.

Grazie.

QUESTO POST È STATO PUBBLICATO IL: 

22 COMMENTS

  1. sembra un pollo uscito da un centro benessere. Voglio dire: vabbe’, è morto poverino ma fa la sua bella figura. Non sembra più un pallido pollo ma una portata prelibata.

    Per ascoltare musica metal-pazzo-centrosociale-exstasy serve educazione, conoscenza. La stessa cosa per la musica classica. Insomma, a volte anche in quella follia c’ una struttura, bisogna solo saperla trovare.

      • be’, già la categoria “Metal” è un po’ riduttiva. Dentro il metal ci sono decine di sotto classificazioni. Io non sono un grande estimatore ma grazie ad un amico ho scoperto gruppi classificati come metal che compongono quasi musica classica. Ho iniziato anche ad ascoltare “l’inascoltabile”, abituando l’orecchio a distinguere tra quello buono e quello scadente. Insomma, quello che ancora rifuggo è la musica da discoteca, la techno, le canzonette

  2. Siamo a casa dei miei…cittadina in collina a pochi chilometri da Rimini…la pioggia di questi giorni ha reso la natura un’esplosione di erba, foglie, fiorellini…sta uscendo un timidissimo sole…fa freddo,ma mamma ha preparato il brodo e i cappelletti…l’Ingeriminese slavoricchia con il suo inseparabile MacBook Pro in attesa del pranzo, babbo si aggira tra i fornelli facendo impazzire mamma che ha occhi solo per Frugolino.Che,a sua volta, rincorre lo zio, sempre un po’ impegnato col lavoro. I giornalisti non di fermano mai. Io mi rilasso con uno splendido libro di poesie, regalo anticipato di compleanno speditomi da una grande amica… Stasera amici a cena…e domani si ricomincia! La ricetta di oggi… Beh, io passo… Con le interiora proprio non vado d’accordo. Comunque ho una settimana di ricette di pollo con cui cimentarmi,no?! Buona domenica stellina! A te e alle persone che ami e che saranno con te. Un abbraccio

  3. Appena tornato dalla mostra di McCurry. Emozionante. Quell’uomo è un genio. Riesce a cogliere espressioni, armonie, dinamiche in un modo che non si riesce ad immaginare. Commentavo con la moglie che c’è chi ha il dono, gifted dicono i cugini di oltremanica. E come dicevo a te, qualche tempo fa, chissà quante vite gli ci sono volute per affinarlo sino a questo punto. Ma sono convinto che gente come lui, che usa la pellicola e non il digitale, per cui hai “un colpo solo” (cfr Il cacciatore) a disposizione e non millemila scatti a ripetizione, gente come lui la foto la “vede” nel mirino. La vede prima, già nella sua bellezza meravigliosa.
    Sono foto che parlano. Parlano i primi piani, con quegli sguardi così intensi che sembra che gli occhi mangino il resto del volto. Ma parlano anche i campi lunghi, ci sono dei paesaggi che sembrano dei frattali, ripetendosi all’infinito diversi ma uguali a se stessi. Parlano i colori, armonizzati in una silenziosa sinfonia che senti suonare nel cuore. Insomma. Una meraviglia.
    Dopo, un panino veloce e una passeggiata a Porta Portese, che, ahimé, come tante altre cose non è più quella di una volta. Ricordo quelle teorie di banchi pieni di cianfrusaglie usate tra cui rovistare e guardare, scoprendo tesori nascosti (come le posate della santa signora pina) che raccontano vite, mentre ora è diventata un gigantesco mercatino senza alcun fascino, fatti salvi pochi banchi superstiti che si perdono nel mare magnum di paccottiglia.
    Sto cercando di decidere se stendermi un pochino sul letto per una pennica ristoratrice o meno, forse più tardi un salto all’ipercoop per una micro-spesa di cibarie di pronto impiego.
    E domani comincia un’altra settimana di passione lavorativa, speriamo che mi regga la pompa.
    I fegatelli li faccio, devo chiedere alla #pg (essa non teme i maya) come faceva lei a tenerli morbidi, ricordo un mitico risotto nel quale non erano affatto duri, mi informo e farotti sapere.

    • E’ un’artista… come dici tu “ha un dono”… non a caso realizza delle meraviglie senza il digitale e senza ricorso a strumentazioni particolari. Lui e la sua macchina fotografica. La curiosità e il desiderio profondo di conoscere e capire lo portano a catturare l’essenza e la bellezza di ciò che ha di fronte. Soprattutto nelle persone. Gli occhi dei suoi soggetti “parlano” e lo fanno molto chiaramente.

    • sìsì..più o meno quanto costa il trasloco oltre oceano T_T che non so ancora, ma almeno mi faccio un’idea

  4. Io oggi passo la domenica col malditesta, e il tempo fuori di cacca e probabilmente andrò avanti a guardarmi “the walking dead” e sperando di convincere il fidanzato a prendere schifezzume dal mcDonald’s. E ho le mani con due smalti diversi (uno rosso geranio e l’altro rosso papavero, almeno due rossi floreali XD)

  5. sfogliando temi per wordpress, riordinando ricette….
    e cercando di far passare il malditesta.
    e buttando giù qualche riga 🙂

  6. dopo la mensile full immersion di shiatsu vago in questa cucina, nell’attesa di uscire e farmi un giretto nel negozio di cineserie appena aperto (ora anche il paese dove abito è degno di rispetto!!!) per poi andare al ristorante cinese con Oku.
    prima però vado al bar che il ginsengintazzagrande è d’obbligo.
    -si appennica-

  7. Io ho passato la giornata a fare un corso di Cake Design. Abbiamo preparato un dummy a due piani ricoperto di pasta di zucchero, lo abbiamo decirato con rose e con drappeggi e ci abbiamo scolpito in cima una bambolina. Come the Cake Boss, ma meno brava. Molto meno. Però mi sono divertita e ho imparato cose nuove e questo è ciò che mi interessa di più. 😉
    Però avrei visto volentieri la mostra di McCurry come ha fatto Max.
    La sfortuna di abitare in culolandia. Ecco!

  8. Fegatini di pollo al curry mai mangiati, ma fegatini di pollo con cipolla e alloro si, e sono buonissimi. Questa è una ricetta che proverò sicuramente!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Seguimi anche su Runlovers

Tutte le settimane mi trovi con una ricetta nuova dedicata a chi fa sport

MUST TRY