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Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Almo Bibolotti è il finalista di Masterchef Italia dell’edizione 2013 (mi ricordo che fosse Natale ma per capirci quella precedente all’ultima). Non ho sinora comprato nessuno dei volumi riguardanti Masterchef: raccolte, singoli e quant’altro e confesso di essermi molto ricreduta, soprattutto da un punto di vista “umano” su taluni personaggi che ho avuto modo di “conoscere” sui vari social network; quando si dice i luoghi comuni non sbagliano mai e che l’apparenza inganna eccome. Ho intenzione infatti di prendere il Libro dell’Avvocato, terza edizione per capirci. Morso e Mangiato, edito da Mondadori, è capitato nel mio campo visivo e ha destato immediatamente interesse; sarà che un Golden Retriever campeggia sullo sfondo e io con questi maledettiadorabilipupazzetti entro in trance. Barese, classe 1974, laureato in giurisprudenza, assicuratore e promotore finanziario è pure albergatore per cani. Un curriculum e una biografia di tutto rispetto, insomma. L’elenco dei nomi dei suoi cani è talmente lungo che è difficile riportarlo ma giusto per citarne anche solo un quarto da brava scolaretta ticchetto rendendo omaggio a: Mosquito, Birba, Vispa, Brigante, Magma, Etna, Noce, Birbo, Crazy, Nerina, Imma, Macchiolino, Ramses, Pippo, Vicky, Pollicino e un clamoroso etcetera. Lo confesso quei capelli impomatati alla Poirot non mi facevano impazzire in tv, fosse solo anche per quella leggera arroganza. Ho capito poi con il tempo che si tratta semplicemente di sopravvivenza e talvolta chi si mostra “aggressivo” nei confronti della telecamera non è sempre detto che lo sia davvero. Fermo restando che io chiaramente di Almo Bibolotti so solo quello che c’è scritto sul libro. Libro che mi piace e che consiglio senza pensarci due volte a chi ama l’alimentazione casalinga per il suo fidato quattro zampe e per chi vuole avvicinarsi. Senza andare troppo nello specifico perché finirei per sproloquiare per ore ore ed ore, Koi segue un’alimentazione prettamente casalinga. Per me non è uno sforzo ma un piacere. Cucino per ovvie ragioni extra attività casalinghe e di certo non volevo sminuire il ruolo che ha nella mia famiglia. Non mi costa nulla, ribadisco. E’ solo un qualcosa in più che posso darle. Sempre meno rispetto a quello che lei dà a me (esaurimento a parte, intendo).

Per non incorrere in spiacevoli situazioni però l’ho abituata anche al consumo dei croccantini; se non dovessi esserci o dovessi partire non patirà (anche perché rimane Mamma e spiegarle che non può ASSOLUTAMENTE mangiare neanche per sbaglio una cotoletta è difficile. Sono ormai dieci mesi che cerco di trattenerla. Con gli alimenti ci sono riuscita. Con le proporzioni e le quantità no. Se Koi sta due giorni da mia mamma al ritorno sembra un grande bulldog peloso obeso per capirci. E con meno agilità. Giusto per sottolinea e ancora).

Il libro è di formato piccolo e comodo con copertina rigida a 19 euro. La carta non è lucida (c’è troppo verde per i miei gusti, uff) e le foto deliziose perché ritraggono i pelosetti. Il numero delle pagine è contornato da un osso e ci sono chiaramente le zampette. I clichè non mancano ma fortunatamente, aggiungerei. Almo Bibolotti si presenta in una piccola introduzione e poi commenta l’alimentazione domestica del cane. Il suo Dog’s Hotel (in cui mi sono ripromessa di andare, per altro) collabora con veterinari specializzati. Nonostante la passione per l’alimentazione in ogni forma vivente, a questo punto, Almo promette di non soffermarsi troppo sugli aspetti scientifici della materia ma più che altro sugli elementi nutritivi indispensabili che sono proteine, acidi grassi essenziali, minerali e glucidi energetici. Koi mangia tre volte al giorno (devo fare un post sull’alimentazione di Koi. E’ bizzarro al punto giusto e quindi devo): croccantini al mattino, pranzo con carne-pastina-verdure e cena con pesce-riso-verdure. Si seguono le tabelle ma fino a un certo punto. Soffermarsi alla grammatura precisa dei croccantini per certi versi è sbagliato tanto quanto allungare bocconcini sotto il tavolo. Come noi stessi anche il nostro amico peloso ha bisogno di equilibrio e tutta la dieta va proporzionata al tipo di attività che svolge, alla razza, al peso, altezza e le solite cose insomma. Sul libro ci sono anche i rapporti quantitativi giornalieri in base alla taglia mini, medium, maxi e giant. I capitoli sono divisi per categoria e quello su riso e pasta è davvero molto interessante.

Arancini di riso e manzo (chiaramente non immaginiamoci arancini fritti, ahem) con riso, carne macinata e uova. Li ho fatti a Koi con qualche modifica (non ho messo il parmigiano perché non riesce bene a tollerare qualsiasi forma di latticino. Bellademamma) e già solo la presentazione è stata molto apprezzata. Cuscus con verdure, Fusilli al germe di soia e tonno (io non do soia a Koi perché sono una schizofrenica pazza e ho letto cose al riguardo ma a quanto pare un po’ di soia non ha ucciso nessun peloso, ergo da provare), Riso soffiato con straccetti di pollo, Risotto al salmone con spaghetti di zucchina. Sì lo so che adesso qualcuno storcerà il naso dicendo: evvabbèmasterchefdog! Ma è pur vero che i titoli possono sembrare ingannevoli (devono attrarre chiaramente) ma è la semplicità quella a cui punta Almo ed è proprio questo quello che mi è piaciuto. Pretenzioso il titolo si potrebbe dire? Uhm, no ma d’accordo. Non l’elaborazione però. Utile per i meno avvezzi anche il fatto di ritrovarsi alcuni step by step fotografici. Tortelli di zucca (Koi va matta per la zucca e fa benissimo) e scaglie di percorino, Tris di riso con carne e verdure, Zuppa d’avena e coniglio.

Il secondo capitolo tratta ricette con carne e pesce: Cheeseburger con insalata di barbabietola e la foto del Pastore tedesco che lo agguanta dalla ciotola vince. Ciotola di cialda con manzo, piselli e farro (idea carinissima quella della ciotola mangiabile), Involtini di bresaola con verdure, Platessa e zucchine e molto altro (io ho provato il polpettone goloso e Koi è impazzita). Sul capitolo dei dolci e della frutta applausi a scena aperta. Ci sono davvero tante idee sfiziose e i biscottini di carota ormai li faccio spessissimo a Koi; mi riprometto di farci una videoricetta, oh! Magari con Koi. Così evitiamo di dire che è dolcissima. Mostrerò la sua vera natura. Biscottini al muesli, biscottini di kamut, biscottini integrali, cestino di pasta fillo alla frutta, crema di riso e ananas, gelato croccante di carote al gusto di banana e fragola perché sì. Possiamo fare pure il gelato in casa ai nostri pelosi. Commovente, a dir poco.

Trovo questo libro interessante, utile per infiniti spunti e molto intelligente.

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13 COMMENTS

  1. Io ci ho provato a fare la pappa in casa a Iris,
    Sta infamona con il suo musetto arcuabile (si, è giusto) a piacere s’è sbafata la carne e ha mollato le verdurine il riso ecc che erano insieme.
    Però mangia la frutta e i fagioli.
    Allungati sotto il tavolo possibilmente.

  2. Vogliamo qualche video ricetta su cui mettere milioni di likes e vedere Koi in azione super monella bellissima *___*

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