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Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

 

Ingredienti per un Plumcake classico

  • 200 grammi di burro morbido a temperatura ambiente
  • 200 grammi di farina
  • 3 uova
  • 180 grammi di zucchero di canna biologico
  • 1 cucchiaino colmo di lievito per dolci
  • 2 cucchiai e 1/2 di tè matcha
  • 100 grammi di mirtilli secchi
  • 2/3 cucchiai di sesamo bianco leggermente tostato


Lavora il burro con lo zucchero adoperando uno sbattitore elettrico. Amalgama per bene. Aggiungi le uova una alla volta senza smettere di lavorare energicamente a velocità non troppo alta. Aggiungi la farina setacciata con il lievito e la polvere di matcha. Ferma lo sbattitore o il mixer dopo averlo lavorato e ottenuto un composto omogeneo e aggiungi i mirtilli. Mescola delicatamente con una spatola e trasferisci l’impasto nella teglia.

La teglia deve essere imburrata per bene e cosparsa di semi di sesamo in modo che dopo aver sfornato e sformato risulteranno su tutta la superficie del plumcake. Inforna per un’ora circa a 160 preriscaldato e controlla con uno stecchino di legno. Se viene fuori asciutto tira fuori dal forno e lascia raffreddare prima di servire.

 

Ok.

Sì è vero l’ho scritto già 23094823498234098239483490 volte (di più, dici?) che voglio concentrarmi sull’ora del tè questo autunno e fare correlazioni soltanto di Cibo e Cinema, Cibo e Letteratura, Cibo e Serie Tv, Cibo e Fiabe, Cibo dal Pappamondo e. E correlazioni. Ma (che è sempre un bell’inizio sintattico) non mi sono dedicata abbastanza al “Galateo del tè” che ultimamente mi appassiona. Costringo il Nippotorinese, mamma, Signora Pina, Tuttiisantichemisopportano (inclusi i muratori) a provare il tè perfetto delle diciassette. Per una che fa novemila cose (leggi: senza concluderne una) sedersi con il tovagliolino della nonna ricamato è pura utopia. Se sempre questa una (la solita cretina, io sì) è circondata da pallottole impazzite che per tutto l’arco della giornata si dimenano per accontentare la suddetta e le sue incredibili richieste mentre un labrador apparentemente dolce cerca di fare un massacro, beh. E’ difficile. Non per questo impossibile, però.

Allora con il galateo del tè, il libro del tè, come fare un buon tè, e tutti i libri che hanno per titolo tè tea the, mi aggiro furtivamente in casa per reperire tovaglioli, teiere, cucchiaini. Apparecchio velocemente e alla buona inventandomi set e non sono mai contenta. Nonostante sistemi tazze sbeccate vittoriane, cimeli rubati a mamma ed estorsioni che faccio passare come regali di Nonna, niente mi soddisfa e tutto questo è sempre e solo per mancanza di tè. Perché diciamocelo un vero tè, di quelli dal sapore antico e in perfetto English Style, lo puoi fare se hai otto giorni a disposizione. Stira bene i tovagliolini, manda l’invito del tè con anticipo ricamando i nomi e scrivendo cose carine (magari con un disegnino e portato a mano dallo chaffeur), indossa un abitino elegante ma non troppo che è sempre pomeriggio, scegli il giusto cucchiaino da abbinare, la temperatura del tè, le foglie del tè (e se non bastano i cucchiaini?), trova le zollette che hai dimenticato nella dispensa per poi scoprire che c’è un rave di Formiche sballate etceteraetceteraetcetera (i capelli raccolti in uno chignon sarebbe il massimo e pure un trucco nude leggero senza rossetto tra  i denti). Al massimo riesco a fare questo: gridare “Sono le 17 maledizione! Ho tre minuti! Sediamoci tutti” (ho ovviamente il rossetto tra i denti, l’eyeliner colato e i capelli sporchi di acquarello). Infilare una tazza nel micro. Buttare roba a caso dentro. La steviableahcheschifo (sbaglio sempre) e dietor (losofamale!). Trangugiare velocemente e scappare via.

Ma un giorno ci riuscirò. Fosse solo per fare un post. Documentarlo. E quando la nostalgia prende: rivedere le foto e dire “l’ho fatto anche io un tè delle 17 perfetto”(sottotitolo: nel 2098 l’ho fatto anche io, sì).

 

Di Plumcake, muffin, arancini dolci, cupcake, praline, cheesecake, pesce spada e altro (ricoveratemi. Al fondo lascio qualche link) con il tè matcha qui c’è tanto. Nonostante non pubblichi dolcetti da molto tempo con il tè, non significa affatto che la produzione si sia fermata (anzi!) solo che non sempre fotografo, appunto e soprattutto pubblico. Questo plumcake non dovevo neanche fotografarlo e raccontarlo. Solo che il Nippotorinese mi guarda e dice “buonissimo!” e non capita molte volte.Mi sono precipitata a prendere la mia fermatempo allora ed eccomi qui. Proprio perché non ero affatto “preparata” ho un dubbio sulla quantità dei mirtilli (sono andata a occhio) e pure con quella del sesamo. Non credo però che possa influire sull’ottima riuscita di questo morbidissimo plumcake perfetto per l’ora del tè, colazione, mattino, spuntino notturno, attacco violento di fame, qualsiasi ora. Non solo alle 17.

 

 

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8 COMMENTS

  1. è uno dei miei sogni. l’ora del tè.
    e se parli pure di temperature per la corretta preparazione penso che evaporerò dalla commozione. (cerebrale. comesempre.)

  2. Il tè delle cinque è uno dei migliori momenti della giornata anche se lo prediligo quando fa più freddo ,forse perchè amo il tè in tutti i modi o forse perchè è semplicemente rilassante,ma probabilmente è solo una scusa per mangiare :). Fatto sta che è l’adoro, quindi facci conoscere tutti i segreti per una buona riuscita del tè delle 17!!!!!!
    <3 un bacioneeeeee

  3. Adoro tutti i generi di tè, una cultura particolare li segue e io ho preso libri in merito. Hai ragione, la temperatura, i tempi di infusione e le varie mescole e tipologie… non avevo ancora pensato di farci un dolce… questo plumcake sembra delizioso e voglio proprio provarlo. Grazie per la ricetta… buona gg
    Manu

  4. Adoro anch’io l’ora del thè… (Si per me si scrive con la acca!! O mutolina?! Come mi dicevano le maestre a scuola!!!) ???
    Quindi sono pronta a scoprire con te (o thè !? ??? Nn ci capisco più nulla!!!! Aiutoooo ) tutti i segreti per il rituale più antico e famoso al mondo….

    Tieniti pronta che quando preparerai un dolcetto o dei biscottini vegani sarò lì da te per le 5 in punto ad assaggiare tutto… Tutto… ???

    Un abbracccioooo forteeee forteeee maghettastreghetta ?

    P.S. Non ti dico come poi rimango incantata dalle tue teiere, tazze, tazzine, piatti, piattini, cucchiaini, tovaglie, tovagliette, tovaglioli…. Sei unica in questo…. ????

  5. questa ricetta rientra (come praticamente tutte quelle che pubblichi tu Iaia) tra quelle da fare assolutamente!!!
    saresti così gentile da dirmi dove hai comprato quella bellissima teiera?? perchè mia mamma ne vorrebbe una e io gliela regalerei più che volenteri ma faccio fatica a trovarle 🙁
    <3 <3 continua così che mi ispiri novità ogni giorno che passa. Grazieeee <3

  6. […] Di questo plumcake ne ho parlato diversi anni fa. Il connubio matcha-mirtilli è un idillio papillogustativo e francamente è difficile che qualcuno riesca a resistere a questa prelibatezza. Insomma per farla breve è una ricetta che mi appunterei senza pensarci due volte. Come ogni Giovedì è uscita la mia ricetta su RunLovers e se ti fa piacere puoi leggerla qui. Domani mattina come ogni Lunedì uscirà un altro mio articolo e parlerà di fame nervosa. Mi permetto, visto che ci sono, di ricordarti anche che è nato RUNLOVERSFOOD, ovvero un’intera sezione completamente dedicata al food e che ci sia il mio zampino credo sia lapalissiano, ergo non aggiungo altro se non: ti aspetto! […]

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